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Perle dai libri #78

Gamberetto era un po' così. Doveva parlare di tutto. Ma era solo in un determinato contesto che la cosa mi disturbava: a letto. Perché mentre mi tintillava mandandomi in totale sollucchero, era capace di chiacchierare di qualunque cosa. A volte parlava persino di quel che stavamo facendo, il che mi metteva alquanto in imbarazzo: «Mmmmh.. mi chiedo se il gomito sia una zona erogena o se sei tu che lo rendi tale.. Lo sapevi che la Duchessa di Nivers aveva disegnato una mappa dei suoi genitali e l'aveva dipinta ad acquerello in modo che i suoi amanti potesserlo soddisfarla più facilmente?».
Era inarrestabile. E a me non veniva mai in mente niente da dire.
Fino a quella sera in cui ho incontrato la tipa degli schedari. All'inizio non sembrava intenzionata a fare niente, anche se voleva dormire con me. Si è spogliata e si è stesa supina nel mio letto con lo sguardo al soffitto, nel silenzio più assoluto. E dato che per me è ancora una festa solo averla accanto, non sono riuscito a tenere le mani a posto.
Tentavo di imparare il suo corpo a memoria, come se dovesse svanire da un momento all'altro. Conosco le piccole cavità che ha nelle clavicole, le sue dita dei piedi, corte e dritte, il neo sotto il seno sinistro e la peluria chiarissima sugli avambracci. Se giocassimo a mosca cieca non potrei mai sbagliarmi, a patto che fosse nuda. A dire il vero penso che potrei riconoscerla anche solo dall'inclinazione del suo naso all'insù. È buffo, lei pensa di essere del tutto insignificante. Non ho idea se sia bella o brutta, per me la cosa è del tutto priva d'interesse. Solo lei è come lei.
Quella sera non ha detto una parola.
Non sapevo se potevo cominciare a fare l'amore con lei, perché in genere mostra chiaramente il suo desiderio. Poi però ha tirato un lungo sospiro è mi ha spinto sulla schiena, mi ha preso le mani e me le ha incrociate sul petto. Infine si è messa a giocare a mosca cieca con me, sempre nel più assoluto silenzio.
Dicono che le persone sole vadano dal parrucchiere, dal dentista e dal podologo senza averne davvero bisogno, solo per sentire le mani di qualcuno sul proprio corpo. Non mi aveva mai toccato così prima, e non si trattava di zone erigere. Per lo meno, non all'inizio. Credo di essere stato sul punto di piangere. E so che lei l'ha fatto. Le sue lacrime mi gocciolavano sulle mani, ma quando tentavo di dire qualcosa mi metteva un dito sulle labbra.
«Sssh, mi sto provando la mia vita!» ha detto. Non so cosa intendesse, ma in quel momento sembrava scontato, come succede nei sogni.


Il tizio della tomba accanto
Katarina Mazetti




Giudizio: 😊

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