venerdì 30 giugno 2017

Perle dai libri #139

La sera stessa chiamai Francesco.
- Chiara, dovresti essere contenta per lui. Ha vissuto un momento importante. Senti, perché non passi da me? Sto dando una festicciola.
Ci misi due minuti a uscire e sette per arrivare da lui. Sono sempre stata bravissima a farmi desiderare. Eppure sentivo che la serata non poteva finire lì. Forse tutto quello che era successo aveva un senso, e quel senso mi stava portando da Francesco.
Arrivai raggiante. Mi aprì la porta un illustre sconosciuto, alto e rasato.
Oddio, il Teschio?
- Ciao, sono Chiara... Francesco?
- Piacere, Samuele. Francesco è di là in camera con una tipa..
- Ah, ma esce?
- Non credo proprio... vuoi da bere?
Mi attaccai alla bottiglia e quando finì ne presi un'altra. Non credo di avere mai bevuto tanto in tutta la mia vita.


Volevo essere una gatta morta
Chiara Moscardelli




Giudizio: 😟💔

martedì 27 giugno 2017

Perle dai libri #138

«Cos'è il Dedalo della Nube?» li interroga Bailey.
«Scommetto che ancora non hai scovato nessuno dei tendoni migliori.» Widget scuote la testa. «Dovrai tornare, non possiamo certo visitarli tutti in una notte. Forse per questo a Pet è venuto mal di testa: è stata la visione di noi obbligati a scorrazzarti ovunque per mostrarti tutto il meglio che ti sei perso.»
«Widget riesce a vedere il passato» dice Poppet all'improvviso, sviando il discorso. «Anche per questo le sue storie sono bellissime.»
«Il passato è più facile» replica Widget. «E' già lì.»
«Nelle stelle?» domanda Bailey.
«No. Sulla gente. Il passato ti si appiccica addosso come lo zucchero a velo alle dita. Alcuni tentano di spolveralo via, però non c'è niente da fare: gli eventi e le cose che ti hanno portato dove sei ora restano lì per sempre. Posso.. be', no, leggere non è la parola giusta, comunque non lo è nemmeno per definire quello che Poppet fa con le stelle.»
«Perciò riesci a vedere anche il mio passato?» chiede Bailey.
«Potrei. Però cerco di non farlo senza permesso, a meno che qualcosa no sia proprio così evidente. Ti dispiace se ci provo?»
Bailey scuote la testa. «Per niente.»
Widget lo fissa per un attimo, non abbastanza a lungo da metterlo in soggezione, ma poco ci manca.
«C'è un albero» inizia. «Un'antica, imponente quercia dove ti senti più a casa che a casa tua, anche se non tanto quanto qui.» Rivolge un gesto ai tendoni e alle luci. «Un senso di solitudine, sebbene tu sia in mezzo ad altra gente. Mele. E tua sorella sembra una vera perla» aggiunge con un pizzico di sarcasmo.


Il circo della notte
Erin Morgenstern





Giudizio: 😊💗

mercoledì 14 giugno 2017

Perle dai libri #137


Quasi gli avesse letto nel pensiero, tendendogli la tazza con il caffè Britta gli chiese: «Hai avuto una vita felice, Axel?»
La domanda racchiudeva in sé tante dimensioni, tanti strati, e lui non sapeva come rispondere. Si rivide davanti Erik e i suoi amici, nella biblioteca della casa paterna, spensierati e senza una preoccupazione al mondo. Elsy, con il suo sorriso mite e i suoi modi gentili. Frans, che pareva saltellare sull'orlo di un vulcano ma che allo stesso tempo trasmetteva un senso di fragilità e vulnerabilità. Britta, così diversa adesso da quella di allora, che aveva portato la propria bellezza come uno scudo e che lui aveva giudicato un guscio vuoto, senza un contenuto di un qualche valore. E forse era così, ma gli anni avevano riempito quel guscio e ora aveva l'impressione che da Britta emanasse una luce interiore. Infine, Erik. Il pensiero di suo fratello era così doloroso che il cervello cercava di respingerlo. Ma, lì seduto nel soggiorno di Britta, Axel si costrinse a ricordarlo com'era allora, prima dei tempi difficili. Seduto con i piedi sulla scrivania del padre. I capelli scuri sempre un po' spettinati e quell'aria di uno che si trovi tra le nuvole che contribuiva a farlo sembrare più grande di quanto non fosse. Erik. Adorato Erik.
Axel si rese conto che Britta aspettava una risposta e si costrinse a staccarsi dall'"allora" e a cercarla nell"adesso", ma come sempre passato e presente risultavano fittamente intrecciati e i sessant'anni trascorsi si fusero nel ricordo in una mescolanza di persone, incontri e eventi. La mano che stringeva la tazza tremò e alla fine Axel disse: «Non lo so. Penso di sì. Felice quanto meritavo.»



Il bambino segreto
Camilla Läckberg





Giudizio: 😊💗


giovedì 1 giugno 2017

Perle dai libri #136


S'incontrarono in un giardino sul retro di una delle taverne di Vanozza.
«Vuoi confessarti, Miguel? O continuerai a farlo solo con mio padre?» lo provocò Cesare.
Miguel scherzò a sua volta: «Parli già da cardinale, e in ogni caso i miei peccati meritano orecchie ben più autorevoli e direi che il papa potrebbe bastarmi».
Si avvicinò per abbracciarlo: «Sono felice per te, mio signore: presto sarai davvero cardinale, e il rosso ti donerà un'aria meno cupa».
«E' l'idea della lontananza di Juan che ha migliorato il mio umore, non l'idea di indossare quegli stracci. Sta finalmente partendo per la Spagna. Voglio muovermi un po', che ne dici?»
«Al tuo servizio, come sempre.»
Presero le spade, Cesare si tolse il crocifisso e l'abito rimanendo completamente nudo. Anche Miguel si spogliò e cominciò a ridere. Sembrò fossero tornati a Pisa, quando ancora vivevano una giovinezza libera e incantata, priva degli assilli delle responsabilità.
Incrociarono le spade e si affrontarono, schivando e schioccando colpi. Attaccarono e difesero, come in un ballo armonioso accompagnato dai suoni metallici e cadenzati delle loro armi.
Combatterono con la stessa intensità, con la medesima tecnica, e infine si ritrovarono piegati a boccheggiare, complimentandosi a vicenda.
Decisero di rinfrescarsi. Miguel prese dell'acqua e del pane: «Dimmi, mio signore, quali sono i tuoi programmi adesso?».
«Starò vicino al papa, lo blandirò e lo sosterrò. Sarò ubbidiente, pronto ad assecondare ogni sua decisione. Sarò il suo consigliere e il suo adulatore, il suo devoto figlio e il suo leale cardinale.»
«Hai quindi accettato il tuo ruolo..»
«Tutt'altro. Sono determinato a liberarmi delle vesti religiose, ma sono consapevole che ci vorrà più tempo. Non so quando, ma un giorno convincerò mio padre ad affidarmi l'esercito della Chiesa.»


Il sigillo dei Borgia
Mauro Marcialis




Giudizio: 😊💗