lunedì 24 ottobre 2016

Perle dai libri #101


Quanto può essere complicato il mondo, per Max. anche quando fa una cosa giusta, qualcosa può sempre andare storto.
Io abito in uno strano posto nel mondo. Abito nello spazio che c’è fra le persone. Gran parte del tempo lo passo nel mondo dei bambini insieme a Max, però sto anche un sacco di ore con gli adulti, tipo con i genitori di Max e con le maestre e con gli amici che incontro dal benzinaio, solo che loro non mi vedono. La mamma di Max direbbe che sto sempre in «bilico». Lo dice anche a Max quando non riesce a decidersi su qualcosa, il che capita molto spesso.
«Vuoi il ghiacciolo azzurro o quello giallo?» gli chiede lei, e a quel punto Max si blocca. Si congela proprio come un ghiacciolo. Quando è il momento di scegliere, deve pensare a troppe cose tutte insieme.

E’ meglio il rosso o il giallo?
E’ meglio il verde o l’azzurro?

Quale dei due è più freddo?
Quale dei due si squaglierà prima?
Che sapore ha il verde?
Che sapore ha il rosso?
Ogni colore ha un sapore diverso?

Vorrei tanto che la mamma di Max scegliesse al posto suo, e basta. Lo sa benissimo quant’è difficile per lui. E invece, quando lo costringe a scegliere e lui non ci riesce, certe volte intervengo io. Gli sussurro: «Scegli quello azzurro». E allora lui dice: «Prendo quello azzurro». A quel punto è fatta, non sta più in bilico.

Ecco, vi ho raccontato un po’ com’è la mia vita. Sempre in bilico. Abito nel mondo giallo, ma anche in quello azzurro. Vivo con i bambini e vivo con gli adulti. Non sono proprio un bambino, ma non sono neanche un vero adulto.

Sono giallo e azzurro, io.
Sono verde.
E conosco le combinazioni di colori.


L’amico immaginario

Matthew Dicks




Giudizio: 😊💓

venerdì 7 ottobre 2016

Perle dai libri #100


La renna si stava strofinando i palchi contro uno spigolo del capanno. Non avrebbe avuto il coraggio di avvicinarsi tanto se all'interno ci fosse stato qualcuno. Comunque scesi dal ruscello e seguii il suo corso camminando ricurvo fino al punto in cui avevo nascosto la carabina. Sollevai le pietre, srotolai la carta catramata e presi l'arma, controllai che fosse carica e mi affrettai  verso il capanno.
La renna non si mosse e fiutò interessata dalla mia parte. Chissà cosa sentiva. Entrai.
C'era stato qualcuno.
C'era stato Johnny.
Mi guardai intorno. Notai pochissimi cambiamenti. Lo sportello del pensile, che chiudevo sempre bene per via dei topi, era accostato. La borsa di pelle vuota spuntava da sotto il letto, e la maniglia della porta aveva il lato interno coperto di cenere. Tirai l'asse accanto al pensile e infilai il braccio. Feci un sospiro di sollievo quando sentii la pistola e il marsupio. Mi sedetti su una sedia sforzandomi di capire che cosa avesse pensato lui.
Dalla borsa aveva dedotto che ero stato lì. Ma non avendo trovato né soldi, né la droga, né degli effetti personali doveva ever concluso che con tutta probabilità ero andato via, che mi ero procurato un più pratico zaino, o qualcosa del genere. Poi aveva infilato la mano nella cenere della stufa a legna per sentire se era ancora calda, per farsi un'idea di quanto vantaggio potevo avere.


Sole di mezzanotte
Jo Nesbø



Giudizio: 😊