martedì 24 novembre 2015

Perle dai libri #86


Ottavia lo guardò con un filo di preoccupazione.
- Quindi?
- Farebbe comodo a tanti se dichiarassimo che non siamo all'altezza, così quelli che vogliono mettersi in mostra potrebbero finalmente sorridere alle telecamere. L'idea è che tutti si sentirebbero rassicurati se a occuparsi del caso fossero gli investigatori veri, quelli bravi e competenti, invece dei Bastardi di Pizzofalcone.
Aragona spalancò gli occhi:
- Hanno detto così, capo?
- Non in modo esplicito. Ma facevano i premurosi: Palma, sei sicuro che ce la fate? Palma, non ti preoccupare, ce la vediamo noi. Palma, nessuno ti potrà rimproverare, stai tranquillo, in fondo, con le risorse che ti sono state date...
L'imitazione del tono sussiegoso e fintamente confidenziale del questore strappò un sorriso generale, nonostante l'inquietudine che regnava fra i presenti. Il marchio. Quando sarebbero riusciti a cancellarlo?
- E tu che hai risposto? - domandò Pisanelli.
- E che dovevo rispondere? Li ho ascoltati, in silenzio, con rispetto e attenzione. Poi ho detto che no, grazie, non ci serve niente e non abbiamo bisogno di aiuto. Che la mia squadra è ottima e capace di fronteggiare qualsiasi emergenza. Che questo è un commissariato di polizia come tutti gli altri, quindi, se succede qualcosa nella nostra zona ce la vediamo noi.
Le parole del commissario scesero in un silenzio strano. Tutti fissavano qualcosa di inanimato - tavoli, sedie, computer - evitando di incrociare gli occhi dei colleghi. Provavano un miscuglio di sensazioni forti: orgoglio, consapevolezza, perfino fierezza, ma anche timore, senso di inadeguatezza, ansia. Ognuno sperava che Palma avesse ragione. Ognuno temeva che avesse torto.
Solo Aragona, con il viso trasfigurato in un sorriso estatico, come in seguito ad un'apparizione, esclamò:
- Bravo, capo! Bravo! Gliele facciamo ingoiare, le offese, a 'sti...
Palma alzò la mano.
- Arago', non ti permettere, stiamo pur sempre parlando di superiori. Un aiuto, per la verità, l'ho chiesto: quello di farci da scudo con i media, così noi non perdiamo tempo. La portavoce ha detto di stare tranquilli, che se la sbrigava lei. E' in gamba, però non potrà reggere a lungo. Voi, mi raccomando, non una parola. Cercheranno di intervistarvi, di avere notizie: nessuno dica niente. A nessno.


Gelo per i Bastardi di Pizzofalcone
Maurizio de Giovanni






Giudizio: 😊💓

martedì 17 novembre 2015

Perle dai libri #85




Lasciò altri graffi sulla parete - quanto sarebbe piaciuta questa cosa a Sam - e si voltò di scatto sul fianco. Dopodiché il suo corpo compì la magia. La pelle ribollì e si tese, l'affilata bocca di lupo si spalancò per il dolore. Cole rotolò sulla schiena, affannato.
Restò sul pavimento nelle sue sembianze umane come una balena spiaggiata; sulle braccia spalancate si notavano i ricordi rosa di vecchie ferite. Poi riaprì gli occhi e mi guardò.
Avvertii un groppo allo stomaco. Cole aveva ritrovato il viso di sempre, eppure i suoi occhi erano ancora animali, assorti in pensieri lupini. Alla fine strizzò le palpebre, e dal modo in cui atteggiò le sopracciglia capii che era tornato a vedere.
«Bel trucchetto, eh?» disse con la voce un po' roca.
«Ho visto di meglio» risposi con disinvoltura. «Che fai?»
Cole non si mosse; si limitò ad aprire i pugni e allargare le dita. «Esperimenti scientifici. La cavia sono io. Una storia lunga ma avvincente.»
«Sei ubriaco?»
«Può darsi» ammise Cole con un sorriso indolente. «Non sono certo che la mutazione abbia metabolizzato parte dell'alcol che avevo in circolo. Però non mi sento troppo male. Che ci fai qui?»
Serrai le labbra. «Niente. Cioè, stavo giusto andando via.»
Cole allungò le braccia. «Non te ne andare.»
«Non mi sembra un buon momento» risposi.
«Aiutami a capire» disse. «Aiutami a capire come restare lupo.»
Tornai con il pensiero a mio fratello, che avrebbe affrontato qualunque rischio pur di restare umano. Lo rividi perdere la sensibilità alle dita delle mani e dei piedi, piagnucolare perché la testa gli scoppiava. Non avevo parole per esprimere il disgusto che provavo in questo momento nei confronti di Cole.
«Capiscilo da solo» dissi.
«Non ce la faccio» rispose lui. Era ancora disteso sulla schiena e mi guardava da sotto in su. «Riesco solo a indurre la mutazione, ma non dura. Il freddo serve da innesco, ma l'adrenalina agisce allo stesso modo, credo. Ho provato con un bagno gelato, ma il freddo da solo non è bastato; ho dovuto tagliarmi per avere una scarica di adrenalina. L'effetto però non è duraturo. Continuo a ritrasformarmi.»


Deeper - I lupi di Mercy Falls #2
Maggie Stiefvater







Giudizio: 😊💓

mercoledì 11 novembre 2015

Top Ten Opening


Stamani ero al market che gironzolavo tra gli scaffali cercando strenuamente di ricordare tutto quello che avevo inserito in una lista della spesa mentale (dovrei affidarmi a quella scritta, lo so.. ma non lo faccio. Per il 20% perché sono pigra. Per il restante 80% perché ho la certezza che la lascerei sul tavolo. Dunque.. che senso ha perderci tempo a stilarla? ^^ ), con la sensazione, manco tanto vaga, di star dimenticando qualcosa che, mi sarei accorta troppo tardi (una volta arrivata a casa!!), fosse di vitale importanza.
Comunque ero lì che scandagliavo gli scaffali quando dagli altoparlanti, che diffondono consigli per gli acquisti intervallati da musica, è partita la sigla di... Happy Days XD
Un telefilm vecchissimo che non mi è mai piaciuto e non ho mai guardato. Quella canzone, però, ha evocato altre serie TV che ho visto e che ho amato. Un viaggio mentale nostalgico che è giunto, via via, ai tempi odierni. Ancora mi piacciono le serie TV e ne seguo un discreto numero, ma ciò che mi interessa proporvi oggi sono le opening. Le sigle. ^_^
Una classifica delle dieci sigle che ho amato di più. Mi preme specificare che le dieci posizioni non rispecchiano necessariamente la preferenza della serie TV.
Si parla di SIGLE. Solo quelle. Un mix di musica/immagini.

Dunque...

Al 10° posto troviamo:


The X-Files (1993/2002)






Al 9° posto si piazza:


Dark Angel (2000/2002)






All'8° posto c'è:


Alias (2001/2006)





Al 7° posto:

Dr House Medical Division (2004/2012)






Al 6° posto:

Flashpoint (2008/2012)





Ed eccoci al giro di boa.
Al 5° posto si piazza:

NCIS - Unità anticrimine (2003/in corso)





E' il turno del 4° posto:

The Walking Dead (2010/in corso)




Siamo sul podio!!! ^_^
Al 3° posto:

TEEN WOLF (2011/in corso)






Medaglia d'argento! Il 2° posto:

QUEER AS FOLK (2000/2005)





APPLAUSI al primo classificato!!!

SARANNO FAMOSI (1982/1987)


"Voi fate sogni ambiziosi: successo, fama.
Ma queste cose costano, ed è esattamente qui
che si comincia a pagare: col sudore."


Saranno famosi, vincitore a pieno titolo! Ancora oggi, tutte le volte che sento e guardo questa sigla... mi viene la pelle d'oca e i lacrimoni per l'emozione. Saranno famosi è un cult della tv, un telefilm che ho amato e ancora amo. INSUPERABILE! ^_^




martedì 10 novembre 2015

Perle dai libri #84


Non ci furono più incertezze. Né indugi, né attese. Michele sembrava sapere esattamente ciò di cui lei aveva bisogno. Non era mai stata paziente, e non le piacevano le sorprese. I pupazzi a molla che uscivano dalle scatole l'avevano sempre terrorizzata.
Michele fece in modo che quell'esperienza non fosse così. Le prese la testa tra le mani e in un solo istante proiettò a capofitto la sua coscienza in un altro mondo.
Rhiannon vide tutta la storia scorrere davanti ai suoi occhi come un film. Ogni scena raccontava un dettaglio, e ogni dettaglio altre dieci storie. Vide il suo regno, quello di Michele. Vide il luogo dove lui e gli altri della sua specie risiedevano una volta, in una dimensione molto lontana, radicalmente diversa da quella dove era vissuta lei. Assisté a creazioni, distruzioni, fu testimone di errori commessi, di battaglie perse, di guerre vinte. Vide gli anni passare, il tempo scorrere inesorabilmente, lento quando avrebbe dovuto essere veloce e ancora più veloce quando doveva rallentare.
E poi vide la Terra, quella biglia azzurra nella vastità del cosmo infinito, il punto alla fine di una frase in un libro sullo scaffale di una biblioteca grande quanto un oceano, in un multiverso con un miliardo di altre biblioteche grandi come oceani. Su quel minuscolo pianeta, contemplò tutto quello che Michele aveva visto, e seppe tutto ciò che lui aveva imparato.
Poi aprì gli occhi, e Michele si era chinato su di lei.
Ci sono momenti della vita di una persona, se è estremamente fortunata, per cui tutto il mondo acquista improvvisamente senso. In quei momenti, sembra che la centrifuga della vita smetta di girare e che tutto quello che contiene inizi a rallentare verso il centro fino a fermarsi in un'immagine chiara e perfetta. La musica carnevalesca finisce. Quella confusione sfocata svanisce. E tu sei di nuovo tutto intero.
Quel momento passò oltre e attraverso Rhiannon e lei poté mettere a fuoco l'uomo sopra di lei. Perfetto, pensò.
Mio, pensò subito dopo. E in fondo al cuore, sapeva che non era una considerazione egoistica. Era vero. Era scritto nelle stelle.


La forza dell'angelo - Gli angeli caduti #4
Heather Killuogh-Walden






Giudizio: 😊

mercoledì 4 novembre 2015

Diario delle vacanze 7 - Dublino


Dil ancora zompetta felice.

E ne ho tutte le ragioni, credetemi. ^_^
Ho trascorso un meraviglioso weekend lungo a Dublino, in visita alla mia Sisterina per la prima volta. Io e la Sister ci siamo organizzate praticamente last minute e abbiamo deciso di mollare mariti e figli per concederci una mini vacanza con sorpresa. Più di una sorpresa. La prima sorpresa l'ha fatta a noi la compagnia aerea, nello specifico Raynair (con la quale, è doveroso puntualizzarlo, abbiamo viaggiato sempre bene in passato) , che ci ha onorate di ben 4 ore abbondanti di ritardo nella partenza. La seconda sorpresa l'abbiamo fatta noi alla piccolina (e questa era programmata) arrivando a casa sua senza preavviso (con la complicità del cognatino ben disposto ad appoggiarci e coprirci!), nel cuore della notte!! I programmi erano diversi, ovviamente. Saremmo dovute essere a Dublino ad un orario decente. Comunque è stato bellissimo <3 una vera gioia abbracciare la Sisterina, ed essere riuscita, finalmente,ad essere lì con lei.

E veniamo a Dublino.
Una città veramente stupenda. Mia sorella vive nella tranquilla periferia, ma grazie all'eccellente sistema tranviario, la LUAS, si raggiunge il centro in poco tempo ed in maniera decisamente piacevole e confortevole.

Per primo, ho visitato uno dei sobborghi di Dublino: Howth. Originariamente, era un paese di pescatori; ora uno dei quartieri più ricchi e trafficati della zona Northside.
La baia è bellissima. Popolata da gabbiani così abituati alla presenza dell'uomo che gironzolano indisturbati nella zona della baia, a volte zompettando persino in strada! A parte i numerosi pub e il graziosissimo mercatino, la vera attrazione della baia sono le foche.
Due enormi esemplari che nuotano nelle acque nei pressi della costa e che non disdegnano l'uomo, avvicinandosi senza timore alla ricerca di un succulento pesce.




Per fortuna la situazione meteorologica, che rende la città notoriamente piovosa per quasi tutti e dodici mesi dell'anno, è stata clemente. Dalle foto si coglie il cielo non proprio limpido, ma non è piovuto e non era neppure troppo freddo. Anzi, era abbastanza mite, per il periodo.
Purtroppo, a parte un deliziosissimo Fish and chips a cui non ho resistito, non ho avuto occasione di provare altri piatti tipici della tradizione culinaria irlandese. Devo dire che di locali, pub, ristoranti, simili ce ne sono tantissimi e di ogni genere. La mia Sisterina è vegetariana e siamo state in un ristorantino conosciuto, dove ho assaggiato la particolare e speziata cucina libanese. Il Falafel è buonissimo!

Se la cucina non emerge in maniera decisa, lo fa la tradizione per una delle bevande più prodotte e consumate in Irlanda: la birra!
Ho visto l'esterno del birrificio che produce la notissima GUINNESS. E' enorme.
Io adoro la birra e, nonostante sapessi che il mio dispettoso stomaco avrebbe potuto vendicarsi, in quei giorni ne ho bevuta più del solito, apprezzando tipi di birra che non avevo mai provato prima.
Oh.. e ho bevuto anche l'Irish coffee! Il caffè non mi piace, però quella bevanda a base di caffè caldo zuccherato, corretto a whisky e il soffice e ricco strato di panna in superficie, mi ha scaldata dalla punta dei piedi alla cima dei capelli ^^''

Irish coffee


Lo stile di vita irlandese mi ha stregata, devo ammetterlo. Forse vista da turista, sicuramente non ci ho vissuto abbastanza a lungo da cogliere gli aspetti negativi, ma quel poco che ho avuto modo di vivere mi è piaciuto molto. Ma insomma.. come si fa a non amare le tipiche casette a schiera, con le porte colorate e il giardino posteriore? Per me sono deliziose.

Il cuore della città è popolatissimo, soprattutto da giovani, e straordinariamente variopinto. Dublino è stupenda, con i suoi palazzi dell'architettura in elegante stile georgiano. Ho passeggiato lungo le vie affollatissime, attraversato Tample Bar, quartiere centro della vita notturna irlandese, ricco di pub e bar, nonché di artisti da strada. Ho visto il Trinity College e visitato il Stephen's Green shopping centre.






Starbucks! Quando l'ho visto, mi sono tornate alla mente tutte le volte che ne ho letto nei romanzi.
La merenda da Starbucks non poteva assolutamente mancare! :)





Facciata del Trinity College

Temple Bar

The temple Bar - Famoso bar che prende il nome dalla via

Temple Bar

Stephen's Green shopping Centre

Orologio del Stephen's Green shopping centre


E per finire... loro: I MICICUGINETTI!!!
I bellissimi micioni (due micioni e una micina <3) di Sisterina e Cognatino. Tre gatti assolutamente adorabili.

Lui è Machiavelli, detto Macchia. Bianco e soffice come la neve.
Un pochino guardingo all'inizio, poi ha cominciato a fidarsi <3

Mittens, la regina della casa. E' affettuosissima. Una vera coccolona.

E lui è Ombra. E' un caso fortuito che sia riuscito a fotografarlo.
Schivo e timoroso, non si lascia avvicinare né toccare.

Bene. Credo sia tutto. La sola cosa che posso aggiungere è... non vedo l'ora di tornare!!
Oh.. dimenticavo:


La costa irlandese vista aereo!!!



venerdì 9 ottobre 2015

The Walking Dead 6 - In arrivo!



"Con chi credi di avere a che fare?"








Oh my god!
CisiamoCisiamoCisiamo. Dil agita i pon pon
Viaggio ai confini dell'isteria, come ad ogni ripresa di questa serie TV fantastica e stupenda e favolosa e... insomma, ci siamo capiti: THE WALKING DEAD.
A poco più di tre giorni dall'inizio della sesta stagione, sono curiosissima di scoprire che piega prenderanno gli eventi. Mi sono tenuta rigorosamente alla larga da possibili spoiler che si sprecano. Non mi andava di leggere le varie anticipazioni. Preferisco scoprire via via. Del tutto a sorpresa.
Immagino tutti voi appassionati come me abbiate guardato, almeno una volta (questo l'ho guardato almeno 1.000.000 di volte!) il trailer della sesta stagione.
In ogni caso, se mai vi fosse sfuggito, eccolo...



Stuzzicante, vero? :D
Credo che ciò che si evince di più da questo video sia che... Rick sembra sempre più folle. Ed io non sono mica tanto sicura che sto tipo qui... Morgan, mi piaccia, sapete?
Psicopatico o meno, io tifo Grimes <3
Staremo a vedere. Dil sui carboni ardenti!
L'appuntamento è Lunedì 12 ottobre alle 21 in punto... sempre su  Fox! ^_^

Un po' di immagini.







giovedì 1 ottobre 2015

Perle dai libri #83

In Epilogo, il poeta Robert Lowell chiede: «Eppure, perché non dire ciò che è accaduto?»
Per rispondere alla domanda, signor Lowell: non ne sono sicuro. Forse nessuno può dirlo. Tutto quello che so è quello che mi vado chiedendo: quali delle mie sensazioni sono reali? Quale versione di me è quella vera? C'è soltanto una versione di me che mi è realmente piaciuta, ed era un Finch che valeva, che è rimasto sveglio finché ha potuto.
Non ho potuto salvare il piccolo esemplare di cardinale rosso e mi sono sempre sentito responsabile della sua morte. In un certo senso è così: eravamo noi, io e la mia famiglia; era la nostra casa a essere stata costruita dove un tempo c'era l'albero al quale il cardinale rosso cercava di tornare. Ma probabilmente nessuno avrebbe potuto salvarlo.
Sei stato in ogni senso per me tutto ciò che una persona può essere... Se qualcuno avesse potuto salvarmi questo qualcuno eri tu.
Prima di togliersi la vita, Cesare Pavese, il poeta che credeva nella Grande Affermazione, ha scritto: Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.
Ricordo una corsa lungo una strada in direzione del vivaio di fiori.
Ricordo i suoi sorrisi e le sue risate quando io era la migliore versione di me e lei mi guardava come se fossi una persona tutta intera e non potessi fare niente di sbagliato. E ricordo che mi guardava allo stesso modo anche quando ero a pezzi.
Ricordo la sua mano nella mia e quella sensazione di appartenenza.


Raccontami di un giorno perfetto

Jennifer Niven






Giudizio: 😊💓

mercoledì 30 settembre 2015

Buon compleanno, Blog ^_^

Ohhh... da non credersi, in quattro anni questa è la prima volta che ricordo di festeggiare il mio blog!
Sono passati quattro anni da quel primo post.

Quattro anni.
Quattro anni di condivisione.
Quattro anni di risate.
Quattro anni di chiacchiere.
Quattro anni di immagini.
Quattro anni di musica.
Quattro anni di libri.
Quattro anni di parole.
Quattro anni di pensieri.
Quattro anni di idee.
Quattro anni di sfogo.
Quattro anni di emozioni.
Quattro anni di compagnia.
Quattro anni di follia.
Quattro anni di vita.
Quattro anni di Dillina.



Auguri Blog! ^_^







martedì 29 settembre 2015

Perle dai libri #82

Calla si sistemò, attorcigliando la seta attorno all'altra coscia. «Chi è Ronan? Quello carino?»
Blue e Gansey si scambiarono uno sguardo. Quello di Blue diceva: Mi dispiace così tanto. Quello di Gansey: Sono io quello carino?
Calla continuò a girare quasi impercettibilmente. Mentre volteggiava in aria diventava sempre più evidente che non fosse la donna più magra del pianeta, ma aveva gli addominali che wow. «Maglietta Coca-Cola?»
Intendeva Adam. Indossava una maglietta rossa della Coca-Cola alla prima lettura, e sarebbe sempre stato identificato di conseguenza.
Ronan ringhiò piano: «Il serpente».
La rotazione di Calla terminò proprio nel momento in cui lo disse. Si guardarono a lungo, lui in piedi, lei al contrario. Motosega, sulla spalla di Ronan, girava la testa per vedere meglio. Non c'era nulla di amichevole in Ronan: la sua meravigliosa bocca disegnava una linea crudele, il tatuaggio spettrale spuntava dal collo della maglietta nera e aveva il corvo premuto contro il lato della testa rasata. Era difficile ricordarsi del Ronan che si era stretto il topolino sulla guancia alle Stalle.
A testa in giù, Calla stava cercando di sembrare disinteressata, ma era chiaro che uno dei suoi sopraccigli era curioso.
«Capisco» rispose infine. «Che consiglio ti serve, Serpente?»
«I miei sogni» rispose Ronan.
Le sopracciglia di Calla assunsero la stessa piega sprezzante della bocca. Si lasciò ruotare di nuovo lontano da loro. «Persephone è quella che devi cercare per l'interpretazione dei sogni. Ti auguro una buona vita.»
«Ti potrebbero interessare» disse Ronan.
Calla rise e allungò una gamba.
Blue emise un verso irritato. Facendo due lunghi passi avanti, premette la scatola misteriosa contro la guancia di Calla.
Calla smise di girare.
Lentamente, si ricompose con un gesto elegante come un passo di danza classica, un cigno che apriva le ali. Disse: «Perché non l'hai detto prima?».
«L'ho fatto» rispose Ronan.
Le sue labbra color prugna si arricciarono. «C'è una cosa che dovresti sapere di me, Serpente. Io non credo a nessuno.»
Motosega sibilò. Ronan disse: «C'è una cosa che dovresti sapere di me. Io non mento mai».



Raven Boys - Ladri di sogni
Raven cycle 2

Maggie Stiefvater






Giudizio: 😊💓




giovedì 24 settembre 2015

Perle dai libri #81


... Non ho nessuno con cui parlare, a cui confidare l'orrore che mi invade l'anima giorno dopo giorno. A volte vorrei tornare indietro, ripercorrere i miei passi nel tempo. È in quei momenti che più comprendo quanto la mia paura e la mia tristezza non possono paragonarsi alle sue, che lui ha bisogno di me e che, se non ci fossi, la sua luce si spegnerebbe per sempre. Chiedo solo a Dio di darci la forza per sopravvivere, per sfuggire alla portata dell' ombra che incombe su di noi. Ogni riga che scrivo in questo diario mi sembra l'ultima.

Per qualche motivo, Irene scoprì che aveva voglia di piangere. In silenzio, versò le sue lacrime in ricordo di quella signora invisibile il cui diario aveva acceso una luce dentro di lei. Ciò che il diario rivelava sull'identità della sua autrice stava in due parole all'inizio della prima pagina.

Alma Maltisse

Poco dopo, Irene vide la vela del kyaneos squarciare la nebbiolina facendo ritra verso la Casa del Capo. Prese il diario e, quasi in punta di piedi, s'incamminò verso il nuovo appuntamento con Ismael.


Le luci di settembre

Carlos Ruiz Zafón









Giudizio: 😊💓


martedì 22 settembre 2015

Perle dai libri #80

Morivo dalla voglia di guardare anch'io, ma capii che sarebbe stato un po' troppo palese. «Hai idea di chi siano?»
«No. Forse vogliono il tuo numero di telefono» rispose Roth. «Saranno membri del tuo fan club.»
Una volta aveva detto che sarebbe stato il presidente del mio fan club, che era una cosa stupidissima, ma il cuore mi si strinse nel ripensarci, perché in realtà per lui non aveva significato nulla.
Inspirai l'aria frizzante della sera. «Cosa facciamo?»
«Hai la macchina nel parcheggio coperto, giusto?» a Zayne. Gli lanciai un'occhiata interrogativa e lui mi strizzò l'occhio. «Vi stavo seguendo.»
«Fantastico.» La mano di Zayne scivolò fuori dalla mia e si posò sulla parte bassa della schiena. «Quindi sei un Demone e uno stalker. Fantastico.»
«Bella battuta, Mr. Roccia.» Roth ridacchiò nel sentire il ringhio sommesso di Zayne. «Vediamo se ci seguono anche lì. Cosa potranno mai fare di così brutto? Sono umani.»
Non volevo soffermarmi a pensare al fatto che gli umani erano capaci di fare cose orribili. Non potevo farci nulla. Pensai all'ultima volta che io e Roth eravamo stati in un parcheggio coperto, con i Sanguinari che cercavano di giocare a palla con le nostre teste. Non avevo avuto esperienze molto positive nei parcheggi, così come nei veicoli.
Il mio respiro si condensava in nuvolette  biancastre e avevo ormai il naso gelato quando girammo l'angolo e finalmente guardai indietro, oltre Roth. Dopo alcuni passanti c'era i due tizi del ristorante, con le code delle camicie che sbattevano nel vento. Dalla cintura di uno dei due venne un riflesso di qualcosa di metallico, coperto in parte dalla camicia. Mi venne un colpo. «Credo che uno dei due abbia una pistola.»
«Cristo» borbottò Zayne.
Roth ridacchiò. «Se cercano di rapinarci, giuro che mi metto a ridere.»
«Solo tu potresti trovarlo divertente» ribattei io, arricciando il naso. Non avevo voglia di aggiungere una rapina alla lista dei casini che erano successi quella settimana.
«Perché?» replicò lui mentre entravamo nel parcheggio dall'ingresso pedonale. «Se è così, hanno scelto le persone sbagliate.»
Non c'erano rumori nel parcheggio e le luci nel soffitto proittavano tristi raggi gialli sui cofani delle macchine e sul cemento sporco e macchiato. In quel posto non c'era una sola, maledettissima cosa che mi trasmettesse un senso di tranquillità del tipo "qui non può succedere niente di male".
Quando arrivammo alla prima fila di macchine, dietro di noi rieccheggiarono dei passi. Roth si fermò di colpo e Zayne si voltò, piazzandosi davanti a me. Si tolse il cappellino e me lo passò. Mi chiesi cosa voleva che facessi. Che glielo tenessi perché aveva paura di sporcarlo?
Uno dei due giovani avanzò; non era quello che pensavo avesse una pistola. Sotto la luce fioca, i suoi lineamenti sembravano infossati, scavati, come se non facesse un pasto decente da un bel pezzo.
Roth incrociò le braccia, e la maglietta si rese sulle sue spalle muscolose. «Come butta, Raga?»
Alzai gli occhi al cielo.


Freddo come la pietra - The Dark Elements 2

Jennifer L. Armentrout









Giudizio: 😊💓

lunedì 21 settembre 2015

Perle dai film - L'attimo fuggente



Oh, Capitano, mio Capitano!






E' proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva. Anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovete provare.
Ecco, quando leggete non considerate soltanto l'autore. Considerate quello che voi pensate.
Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto.
Thoreau dice: molti uomini hanno vita di quieta disperazione.
Non vi rassegnate a questo! Ribellatevi.
Non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno.


L'attimo fuggente
Film drammatico


In questa scena
Robin Williams (John Keating)


Colonna sonora






venerdì 18 settembre 2015

Perle dai libri #79

«Come fai a sapere che qualcuno si farà male?» Roth inclinò la testa di lato, e una cascata di riccioli neri come l'ala di un corvo gli coprì la fronte. «Non hai mai aspettato di vedere cosa avrebbe fatto un demone, vero?»
Stavo per tirare fuori una scusa, ma poi mi voltai, concentrandomi sul Pandemone. Il punkettone, che aveva un'appariscente cresta verde, si passò una mano sulla mascella mentre guardava l'operaio saltare giù dal ponteggio e dirigersi verso un'altra area delimitata da una rete arancione. L'uomo prese una specie di sega, facendola ondeggiare mentre rideva per qualcosa che il suo collega aveva detto.
«Aspetta di vedere cosa succede, prima di giudicarlo.» Roth alzò le spalle. «Non farà del male a nessuno.»
Gli lanciai un'occhiataccia. «Non lo sto giudicando.»
Roth inclinò nuovamente la testa.
«Vuoi che faccia finta di non sapere quali ignobili azioni compi dopo la scuola?»
«Ignobili?» alzai gli occhi al cielo. «Io mi limito a marcare i demoni..»
«Il che li fa brillare come lampadine in modo che i Guardiani, dopo, possano catturarli» concluse lui. «Quindi non capisco come tu possa davvero pensare di non ergerti a giudice e anche a membro della giuria.»
«Sciocchezze. Vuoi che permetta loro di fare qualcosa di malvagio? Non ci penso proprio.»
Lui parve riflettere sulla faccenda. «Sai quale credo sia il tuo problema?»
«No, ma so che mi illuminerai tu.»
«Certo che lo farò. Tu non vuoi vedere cosa farà il Pandemone, perché potrebbe non essere tanto brutto. E questo ti costringerebbe ad affrontare il fatto che i tuoi Guardiani sono degli assassini, non dei salvatori.»
Quell'affermazione mi lasciò a bocca aperta, ma al tempo stesso mi annodò lo stomaco. Se ciò che aveva detto Roth era vero, il mio mondo si sarebbe capovolto. Ma non poteva essere vero. I demoni erano malvagi.
«D'accordo» sbottai. «Aspetterò.»
Roth mi scoccò un sorriso arrogante. «Bene.»



Caldo come il fuoco - The Dark Elements 1
Jennifer L. Armentrout





Giudizio: 😊💓

giovedì 17 settembre 2015

Perle dai libri #78

Gamberetto era un po' così. Doveva parlare di tutto. Ma era solo in un determinato contesto che la cosa mi disturbava: a letto. Perché mentre mi tintillava mandandomi in totale sollucchero, era capace di chiacchierare di qualunque cosa. A volte parlava persino di quel che stavamo facendo, il che mi metteva alquanto in imbarazzo: «Mmmmh.. mi chiedo se il gomito sia una zona erogena o se sei tu che lo rendi tale.. Lo sapevi che la Duchessa di Nivers aveva disegnato una mappa dei suoi genitali e l'aveva dipinta ad acquerello in modo che i suoi amanti potesserlo soddisfarla più facilmente?».
Era inarrestabile. E a me non veniva mai in mente niente da dire.
Fino a quella sera in cui ho incontrato la tipa degli schedari. All'inizio non sembrava intenzionata a fare niente, anche se voleva dormire con me. Si è spogliata e si è stesa supina nel mio letto con lo sguardo al soffitto, nel silenzio più assoluto. E dato che per me è ancora una festa solo averla accanto, non sono riuscito a tenere le mani a posto.
Tentavo di imparare il suo corpo a memoria, come se dovesse svanire da un momento all'altro. Conosco le piccole cavità che ha nelle clavicole, le sue dita dei piedi, corte e dritte, il neo sotto il seno sinistro e la peluria chiarissima sugli avambracci. Se giocassimo a mosca cieca non potrei mai sbagliarmi, a patto che fosse nuda. A dire il vero penso che potrei riconoscerla anche solo dall'inclinazione del suo naso all'insù. È buffo, lei pensa di essere del tutto insignificante. Non ho idea se sia bella o brutta, per me la cosa è del tutto priva d'interesse. Solo lei è come lei.
Quella sera non ha detto una parola.
Non sapevo se potevo cominciare a fare l'amore con lei, perché in genere mostra chiaramente il suo desiderio. Poi però ha tirato un lungo sospiro è mi ha spinto sulla schiena, mi ha preso le mani e me le ha incrociate sul petto. Infine si è messa a giocare a mosca cieca con me, sempre nel più assoluto silenzio.
Dicono che le persone sole vadano dal parrucchiere, dal dentista e dal podologo senza averne davvero bisogno, solo per sentire le mani di qualcuno sul proprio corpo. Non mi aveva mai toccato così prima, e non si trattava di zone erigere. Per lo meno, non all'inizio. Credo di essere stato sul punto di piangere. E so che lei l'ha fatto. Le sue lacrime mi gocciolavano sulle mani, ma quando tentavo di dire qualcosa mi metteva un dito sulle labbra.
«Sssh, mi sto provando la mia vita!» ha detto. Non so cosa intendesse, ma in quel momento sembrava scontato, come succede nei sogni.


Il tizio della tomba accanto
Katarina Mazetti




Giudizio: 😊

mercoledì 16 settembre 2015

What are you waiting for? - Nickelback










"Believe in every dream that you've got
you're only livin' once so tell me
What are you, what are you waiting for?"



martedì 15 settembre 2015

Diario delle vacanze 6 - La Reggia di Caserta


Dillina di ritorno (da un bel po' ma impedimenti di natura tecnica hanno ritardato la stesura di questo post in maniera quasi vergognosa!) dalle vacanze.
Quest'anno niente mare. In realtà, a parte la tanto sospirata visita alla Reggia di Caserta, c'è ben poco da annotare.
Abbiamo, sostanzialmente, fatto un tour dai parenti. Una mattinata al mare, una mattinata in piscina e poi tante pizze e cibo locale, che in Friuli possiamo soltanto sognare (a meno di non volersi accontentare di pallide e insapori imitazioni).

Ma veniamo al punto centrale delle mie vacanze 2015.


Reggia di Caserta.



giovedì 30 luglio 2015

Perle dai libri #77


Il posto risultò essere la statua di Alice nel paese delle meraviglie a Central Park, che come Amy mi aveva raccontato - me l'aveva detto, era sicura di avermelo ripetuto molte volte - da bambina non mancava mai di infonderle allegria. Non ricordavo che me ne avesse parlato. Sono sincero, non lo ricordavo affatto. Soffro di un leggero deficit dell'attenzione, e ho sempre trovato mia moglie abbacinante, nel senso letterale del termine: la sua intensità e la sua brillantezza mi confondono la vista, annebbiano le mie facoltà. Mi bastava esserle vicino e sentirla parlare, non  sempre badavo a quel che diceva. Avrei dovuto, però non ci riuscivo.
Ora della fine della giornata e dello scambio dei regali veri e propri - che la tradizione impone siano fatti di carta allo scadere del primo anno di matrimonio - Amy non mi parlava più.
«Ti amo, Amy, lo sai che ti amo» le ripetevo, seguendola tra i turisti piantati in mezzo al marciapiede, ignari e con l'espressione imbambolata. Amy scivolava tra la folla di Central Park destreggiandosi tra maratoneti dagli occhi laser e pattinatori dalle gambe a forbice, genitori in ginocchio e bimbetti che barcollavano come ubriachi, sempre avanti a me, a labbra strette e a passo svelto, senza meta. Io cercavo di raggiungerla, di prenderla per il braccio. Alla fine si fermò e mi ascoltò impassibile, la sua espressione vuota un metaforico dito nella piaga della mia esasperazione: «Amy, non capisco perché per dimostrarti il mio amore dovrei ricordare le stesse identiche cose che ricordi tu, nello stesso modo in cui le ricordi tu. Il fatto che io non ci riesca non significa che io non ami il nostro passato insieme».
Un clown poco lontano gonfiava un palloncino a forma di animale, un uomo comprava una rosa, un bambino leccava un cono gelato, e intanto un'autentica tradizione nasceva, nostra soltanto e destinata a durare per sempre: Amy che strafaceva e io che non ero mai, mai all'altezza dei suoi sforzi. Buon anniversario, stronzo.



L'amore bugiardo

Gillian Flynn





Giudizio: 😊

mercoledì 29 luglio 2015

Naruto

Oh.. finalmente sono riuscita a recuperare le foto dai vari dispositivi (alcuni per altro non miei!!! XD ) con cui le avevo  scattare e posso presentarvi la mia adorabile new entry!




Naruto

Si chiama Naruto :) È nato il 24 maggio ma io l'ho adottato che non aveva ancora compiuto un mese. Era piccoliiiissimo. Come nella foto, insomma. Purtroppo non ho potuto fare altrimenti poiché la famiglia della mamma di Naruto doveva rimpatriare e la cucciolata (4 micini stupendi <3) andava affidata prima della partenza. I primi tempi è stata un po' dura. Un po' come avere un neonato da accudire e crescere. Ci sono state le poppate notturne (letteralmente! Con latte in polvere e biberon), pipì a caso nei posti più impensati e nanna su un cuscino, rigorosamente sul lettone con me ^^
Ma è durato poco. Il piccoletto tutto pappa e nanna è cresciuto a vista d'occhio. Quando l'ho portato a casa pesava poco meno di 500 gr. Oggi kg 1,130. Ed è un peperino!!! Ve ne racconto solo una di marachella: una mattina che era particolarmente energico, ha preso la rincorsa, è balzato scompostamente sulla sedia, ha cercato di fare lo stesso con il tavolo ma non gli è andata altrettanto bene. Con le zampine ha centrato la tazza del latte di soia ancora in attesa di essere riposta e ha rovesciato il liquido rimasto tutto su di sé e sul pavimento. Spaventato, è corso via come una furia, scrollandosi di dosso la sostanza fastidiosa. Potete immaginare il risultato! ^^"








L'unica, vera difficoltà è stata rassicurare la Regina della casa. Konoha non era mica altrettanto felice ed entusiasta dell'arrivo della bellissima pallina di pelo che, ai suoi occhi, era un intruso usurpatore arrivato dal nulla a prendersi spazio e coccole destinate solo a lei. Beh...dal suo punto di vista è dura darle torto. I primi giorni era furiosa. Arrabbiata in particolar modo con me. Mi cercava più di quanto facesse prima e, al contempo, non gradiva neppure che la sfiorassi. Ci è voluta tanta attenzione e pazienza. Ogni occasione era buona per dispensare zampate a Naruto che si limitava a fissarla con lo sguardo spaurito e l'espressione accondiscendente di chi pensa: Povera isterica.



Ora la situazione è migliorata e i miei due micini riescono a stare anche vicini. Naruto ha meno timore. Per Konoha è subentrata la famosa rassegnazione. Certo, ogni tanto una zampata o una soffiata minacciosa ci scappa sempre, eh. Ma, ogni tanto, giocano pure è, comunque, convivono abbastanza bene. ^.^



Belliccccimi, vero? <3
La Dillina, insieme a Konoha e Naruto, vi saluta e vi dà appuntamento al prossimo aggiornamento.
Au revoir!