martedì 9 dicembre 2014

Perle dai libri #58


Quando la porta si chiuse, mi voltai di scatto per scappare, ma la chiave girò nella toppa imprigionandomi dentro con Draven. Battei disperatamente il pugno sull'anta di legno, invano.
«Non serve a niente» disse con quella voce profonda che avevo presto imparato a odiare. Non era più il ragazzo che avevo conosciuto. Adesso, era il mio carceriere.
«E allora cosa devo fare?» urlai, voltandomi a guardarlo.
«Collaborare potrebbe essere una buona idea» esclamò in tono sarcastico.
«Quello che vuoi da me è la sottomissione, vuoi che obbedisca ad ogni tuo ordine!» risposi mordendomi il labbro dalla rabbia.
Scrollò le spalle. «Be', se lasciassi fare a te, dubito che avresti vita lunga, con tutte le cose strane che hai in testa» disse mantenendo un tono freddo, al contrario di me.
«E cosa diavolo significa?»
«Lo sai cosa significa. Non è bene che lo affronti da sola» rispose, come se gli pesasse.
«E invece qui con te sarei al sicuro. Non credo proprio!» A ogni parola che diceva, mi montava la rabbia.
Fece una breve risata. «Ti ho mai fatto del male?» domandò.
«No, non ancora. Ma mi stai trattenendo contro la mia volontà!»
«Be', se tu non fossi sempre così difficile, forse le cose sarebbero andate diversamente. Ma se ti tengo qui è solo per il tuo bene» spiegò, iniziando a perdere la pazienza.
Decisi di cambiare strategia per evitare che la situazione degenerasse, come al solito. «Senti, devo andarmene, non capisci quanto è importante. Per favore, lasciami andare» lo supplicai.
«Capisco più di quanto tu creda, Catherine
Era così tanto che non sentivo quel nome che mi sembrò estraneo, nonostante fosse il mio. Rimasi a bocca aperta, senza capire quello che stava succedendo. Qualcuno aveva diramato un comunicato sulla mia storia?


Afterlife
Stephanie Hudson



Giudizio: 😊💓

sabato 29 novembre 2014

Perle dai libri #57


Le urla di Halvorsen fecero alzare in volo due gabbiani che si diressero verso il fiordo. Halvorsen alzò la mano ed iniziò a contare sulle dita.
«Non abbiamo il permesso per la perquisizione di quella casa, non abbiamo alcuna prova che possa farcelo avere, non abbiamo niente. Ma la cosa più importante di tutte è che - noi - o meglio io - non siamo in possesso di tutti i fatti. Perché tu non mi hai raccontato tutto, non è  così, Harry?»
«Perché?»
«Semplice. Le tue motivazioni non sono sufficienti. Il fatto che tu abbia conosciuto quella donna non è un motivo sufficiente perché, improvvisamente, tu voglia infrangere tutte le regole entrando illegalmente in una casa e mettendo così a rischio il tuo posto di lavoro. E il mio. So che puoi essere un po' pazzo, Harry, ma so anche che non sei un idiota.»
Harry fissò la sigaretta che galleggiava nella pozzanghera.
«Da quanto tempo ci conosciamo, Halvorsen?»
«Da quasi due anni.»
«Ti ho mai mentito durante questo periodo?»
«Due anni non sono molti.»
«Ti ho chiesto se ti ho mai mentito.»
«Sicuramente.»
«Ti ho mai mentito per qualcosa di importante
«Non che io sappia.»
«Okay. Non avevo pensato di mentirti neppure in questa occasione. Hai ragione, non ti ho raccontato tutto. E, sì, aiutandomi stai rischiando il tuo posto di lavoro. Tutto quello che posso dirti è che saresti ancora di più nei guai se ti raccontassi tutto. Devi solo fidarti di me o lasciar perdere. Puoi ancora tirarti indietro.»
Rimasero immobili a guardare il fiordo. Laggiù in basso, i due gabbiani erano come due piccoli puntini.
«Tu che cosa faresti?»
«Mi tirerei indietro.»
I puntini diventarono più grandi. I gabbiani stavano tornando.


Nemesi
Jo Nesbø




Giudizio: 😊💓

martedì 18 novembre 2014

Can't Stop - Red Hot Chili Peppers






Can't Stop

Can't stop
addicted to the shin dig
Cop top he says I'm gonna win big
Choose not a life of imitation
Distant cousin to the reservation

Defunkt the pistol that you pay for
This punk the feeling
that you stay for
In time I want to be
your best friend
Eastside love is living on the West End

Knock out but boy
you better come to
Don't die you know the truth is some do
Go write your message on the pavement
Burnin' so bright,
I wonder what the wave meant

White Heat is screaming in the jungle
Complete the motion if you stumble
Go ask the dust for any answers
Come back strong with 50 belly dancers

The world I love
The tears I drop
To be part of
The wave can't stop
Ever wonder if it's all for you
The world I love
The trains I hop
To be part of
The wave can't stop
Come and tell me when it's time to

Sweetheart is bleeding in the snowcone
So smart she's leading me to ozone
Music the great communicator
Use two sticks to make it in the nature

I'll get you into penetration
The gender of a generation
The birth of every other nation
Worth your weight
the gold of meditation

This chapter's going to be a close one
Smoke rings I know you're going to blow one
All on a spaceship, persevering
Use my hands for everything
but steering

Can't stop the spirits when
they need you
Mop tops are happy when
they feed you
J. butterfly is in the treetop
Birds that blow the meaning into bebop

The world I love
The tears I drop
To be part of
The wave can't stop
Ever wonder if it's all for you
The world I love
The trains I hop
To be part of
The wave can't stop
Come and tell me when it's time to

Wait for me when I'm passing out,
win or lose
Just like you
Far more shockin' than anything
I ever knew
How about you?
Ten more reasons why
I need somebody new
Just like you
Far more shockin' than anything
I ever knew
Right on Q

Can't stop
addicted to the shin dig
Cop top he says I'm gonna win big
Choose not a life of imitation
Distant cousin to the reservation

Defunkt the pistol that you pay for
This punk the feeling
that you stay for
In time I want
to be your best friend
Eastside love is living on the West End

Knock out but boy you better come to
Don't die you know the truth is some do
Go write your message on the pavement
Burnin' so bright
I wonder what the wave meant

Kick start the golden generator
Sweet talk but don't intimidate her
Can't stop the gods from engineering
Feel no need for any interfering
Your image in the dictionary
This life is more than ordinary
Can I get 2 maybe even 3 of these
Come from space to teach you of the Pliedes

Can't stop the spirits when
they need you
This life is more than
just a read thru.


Red Hot Chili Peppers


martedì 11 novembre 2014

Perle dai libri #56


Il cortile è pieno di lamiere di metallo, portiere d'auto arrugginite, vecchie taniche d'olio per motori e un sacco di altra roba che rende il luogo perfetto come nascondiglio per il classico fumatore della sesta ora. E, con tutte le cose che mi passano per la testa in questo momento - non ho amici, non ho un ragazzo e .. sono morta -, la prima cosa che mi viene in mente è: non sapevo che Dane Fields fumasse. Ma chi se ne frega!
Lui mi viene subito incontro. «Perché ci hai messo tanto?»
«Lascia stare, Dane. Hai idea di quanto ci voglia a svuotare tutti i cestini della biblioteca?»
«Vuoi dire tutti e dodici? Al massimo tre minuti e mezzo.»
Scuotendo la testa  butto la spazzatura nel cassonetto, praticamente un truciolo alla volta, tanto per farlo aspettare un altro paio di minuti. Non so perché Dane mi dia tanto sui nervi oggi, eppure.. è così.
Suppongo che non c'entri nulla lui, e nemmeno Chloe. Sarà piuttosto perché mi hanno inclusa con la forza nella loro sottospecie di famigliola di zombi felici. Voglio dire, con tutti gli zombi che potevano esserci in città, io dovevo beccarmi proprio.. loro?
Lui attende impaziente. «Senti, Maddy, ci sono questioni serie di cui dobbiamo discutere e faresti meglio a prendermi sul serio d'ora in avanti.»
«Ho capito, Dane. Ho capito.» Poi mi guardo intorno per assicurarmi che non ci siano testimoni e aggiungo: «Però potreste pur concedermi del tempo per abituarmi all'idea, no? Sono uno zombi da.. quanto... 48 ore? Non statemi col fiato sul collo. Sono rimasta sveglia tutta la notte a are avanti e indietro nella mia stanza come un animale in gabbia. Mio padre si è anche mangiato i miei cervelli per sbaglio, credendo che fossero sushi. Hazel non mi parla più perché crede che le stia mentendo. Che cavolo, avrò diritto a un po' di pace. Tutti a scuola mi guardano come se avessi scritto "zombi" in fronte. Faccio del mio meglio, ok? Abbiate.. pietà».
Allora lui mi guarda e dice, in tono più gentile questa volta: «Ok, ok, so come ti senti, Maddy. Davvero. So che non è facile per te e so che preferiresti stare con i tuoi amici Normali, come Hazel, piuttosto che con Chloe e me, ma devi impegnarti di più se non vuoi destare sospetti. Questo.. look.. non va per niente bene».
Mi cadono le braccia. Faccio schifo anche agli zombi.



Gli zombi non piangono
Rusty Fischer






Giudizio: 😊💓

venerdì 7 novembre 2014

Perle dai libri #55

«Sorpresa!» esclamò.
Max vide che aveva qualcosa in mano.
«Cos'è?» chiese, indicando lo strano oggetto metallico che Roland aveva trovato nella plancia di comando.
«Un sestante.»
Max aggrottò le sopracciglia. Non aveva la minima idea di quello che l'amico stava dicendo.
«E' un aggeggio che si usa per calcolare la posizione in mare» spiegò Roland, con voce ansante per lo sforzo di trattenere il respiro per quasi un minuto. «Scendo ancora. Tienimelo.»
Max iniziò ad articolare una protesta, ma Roland si tuffò senza quasi dargli il tempo di aprire bocca. Inspirò a fondo e immerse di nuovo la testa per seguire l'immersione di Roland, che stavolta nuotò lungo lo scafo fino alla poppa della nave. Max pinneggiò seguendo la traiettoria dell'amico. Lo osservò avvicinarsi all'oblò e cercare di guardare all'interno della nave. Max trattenne il respiro fin quando non sentì i polmoni bruciare e allora soffiò fuori tutta l'aria, pronto a riemergere e respirare.
Eppure, in quell'ultimo secondo, i suoi occhi videro qualcosa che lo lasciò di ghiaccio. Nelle tenebre sottomarine ondeggiava una vecchia bandiera marcia e sfilacciata, attaccata ad un albero di poppa dell'Orpheus. Max la osservò attentamente e riconobbe il simbolo quasi cancellato che ancora vi si distingueva: una stella a sei punte dentro un cerchio. Sentì un brivido percorrergli il corpo. Aveva già visto prima quella stella, sul cancello del giardino delle statue.
Il sestante di Roland gli sfuggì dalle dita e sprofondò nell'oscurità. In preda ad un timore indefinibile, Max nuotò a perdifiato verso riva.


Il principe della nebbia
Carlos Ruiz Zafòn





Giudizio: 😊💓

venerdì 31 ottobre 2014

Perle dai film - Il silenzio degli Innocenti



"Coraggiosa Clarice... me lo farai sapere quando quegli agnelli smetteranno di gridare, vero?"








Prima regola, Clarice: semplicità. Leggi Marco Aurelio, di ogni singola cosa chiedi che cos'è in sé, qual è la sua natura. Che cosa fa quest'uomo che cerchi?


Uccide le donne.


No, questo è accidentale. Qual è la prima, la principale cosa che fa? Uccidendo che bisogni soddisfa?


Rabbia... Essere accettato socialmente... Frustrazione sessuale signore...


No. Desidera. Questo è nella sua natura. E come cominciamo a desiderare, Clarice? Cerchiamo fuori le cose da desiderare? Fai uno sforzo prima di rispondere.



Il silenzio degli innocenti
Film drammatico


In questa scena:
Anthony Hopkins (Hannibal Lecter)
Jodie Foster (Clarice Starling)



Colonna sonora


lunedì 27 ottobre 2014

Perle dai libri #54


Comunque il prete deve avere seri problemi di vista, perché la parola ovviamente non era sezione, ma seduzione.
Mi ha messo in mano un opuscoletto intitolato Il volto di Gesù e ha detto:
- Recitiamo insieme il Padre nostro.
Siccome non me lo ricordavo, ho iniziato a muovere le labbra silenziosamente, scandendo a voce alta solo le parole che riuscivo a intuire.
Più tardi ho cercato la preghiera su Internet e ho fatto copia/incolla per farvi capire cosa intendo.
Le parti in neretto sono quelle che sono riuscito a pronunciare:

Padre nostro che sei nei cieli
sia santificato il tuo nome
venga il tuo regno
sia fatta la tua volontà
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano
e rimetti a noi i  nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione
ma liberaci dal male.

Amen.

Quando il prete se n'è andato, mia madre non mi ha fatto domande.
Vuole tenersi stretta più che può l'illusione che suo figlio sia un ragazzo in gamba.
Scettica.
Scettica donna!
Le farò vedere di cosa sono capace.
Ma rimaneva un minuscolo dubbio nel mio cervello di neo ventunenne che volevo chiarire, quindi sono andata a cercarla.
- Mamma..
- Cosa?
- Tu vorresti che io fossi un sosia di me stesso? Tipo più studioso, più laborioso... insomma, tipo un figlio modello? O prefrisci il tuo vero figlio, me, pur con piccoli difetti, ma con la mia simpatia, la mia umanità e la mia intelligenza?
- Perché? - ha chiesto. - Ho la possbilità di scegliere?
- No, dicevo così per sapere.
- Sceglierei te, Paolo - ha detto.
Ma con un tono piatto che mi ha spinto ad insistere.
- Perché, sai.. a volte mi chiedo se tu sia felice di essere mia madre..
A quelle parole finalmente mia madre ha sorriso.


Mi ami e non  lo sai
Tiziana Merani






Giudizio: 😊

martedì 21 ottobre 2014

Perle dai libri #53


Harry era così stupito del lungo monologo di Libie che si dimenticò di ridere. I canguri che attraversano la carreggiata sono un problema ben noto del traffico in Australia, e chiunque si sia avventurato fuori città ha visto le carcasse di questi animali lungo il ciglio delle strade.
Il cameriere arrivò e mise il drink davanti a Harry. Libie guardò il bicchiere.
- L'altro ieri ho visto una ragazza così dolce che mi è venuta voglia di farle una carezza sulla guancia e dirle qualcosa di carino. Avrà avuto sui ventidue anni, indossava un vestito azzurro e aveva le gambe nude. Aber, era morta. Come ben sai, era bionda, era stata stuprata e aveva il collo pieno di lividi per lo strangolamento
«E stanotte ho sognato che i cadaveri di quelle ragazze inutilmente giovani e belle riempivano i fossi stradali dell'Australia, da Sidney a Cairns, da Adelaide a Perth, da Darwin a Melbourne. E tutto per un unico motivo: avevamo chiuso gli occhi perché non ce la facevamo a sopportare la verità. Non avevamo fatto abbastanza. Ci eravamo permessi di essere deboli e umani.
Harry capì dove volesse andare a parare Libie. Il cameriere arrivò con il pesce.
- Tu sei la persona che si è avvicinata di più a quello là fuori. Tu hai accostato l'orecchio al terreno e forse saresti in grado di riconoscere le vibrazioni dei suoi passi se dovesse avvicinarsi di nuovo. Ci saranno mille buoni motivi per ubriacarsi,ma se te ne stai rintanato in una camera d'albergo a vomitare non sei più d'aiuto a nessuno. Quello là non è umano. Perciò non possiamo esserlo neanche noi. Dobbiamo sopportare tutto, resistere a tutto.
Libie spiegò il tovagliolo. - Ma adesso mangiamo.
Harry si portò il bicchiere di whisky alla bocca e mentre lo vuotava lentamente guardò Libie. Poi lo poggiò sul tavolo, fece una smorfia e prese coltello e forchetta. Consumarono il pasto in silenzio. 


Il pipistrello

Jo Nesbø




Giudizio: 😊💓

giovedì 16 ottobre 2014

The Walking Dead 5



"Hanno fatto incazzare le persone sbagliate."



E' stato con queste parole che si è chiusa l'epica quarta stagione di The Walking Dead.
Ed è stato nello stesso buio vagone di un treno che abbiamo ritrovato i nostri sopravvissuti nella quinta stagione. Il primo episodio, trasmesso in Italia lunedì 13 ottobre, ventiquattro ore dopo la visione americana, ci ha subito regalato emozioni forti e tanta tanta azione.
Insomma.. si riparte alla grande!
Ma .. dove eravamo rimasti?

^_^ Alarm: Rischio spoiler elevatissimo ^_^

giovedì 9 ottobre 2014

Mens Sana 1871

Il campionato di basket Serie A 2014-2015 è alle porte.
Esclusa (Ahimé, per fallimento *Sighhh*) dalla rosa delle 16 squadre che animeranno questa 93ª edizione della pallacanestro maschile, la Mens Sana Basket, squadra che ha dominato la scena nell'ultimo decennio, collezionando successi e rimanendo imbattuta per sette stagioni consecutive.
Caduta in battaglia contro l'Emporio Armani Milano, attuali Campioni d'Italia, la Mens Sana Basket ha chiuso la sua gloriosa carriera nella stagione 2013-2014.
Ma lo spirito biancoverde non ha cessato di esistere.
La squadra è risorta in Serie B con il nome di Gecom Mens Sana 1871, ed è pronta a risalire la cruna, partita dopo partita, con il supporto dei suoi incrollabili tifosi, me compresa!

Di seguito, ho il piacere di citare l'intro estratto dal sito www.menssana1871.it, nella sezione dedicata alla squadra di basket, che racconta le origini e la storia del basket senese. Per me rappresenta l'introduzione ideale al nuovo cammino al quale ci apprestiamo, lo spirito con il quale lo facciamo e la sintesi perfetta del lungo e straordinario viaggio che la squadra senese ha concluso, e dal quale ripartire.


"Nel maggio del 1907 a Venezia si svolgeva il Concorso Ginnico e le ragazze dell’Associazione Ginnastica Senese, l’odierna s.s. Mens Sana in Corpore Sano, mostrarono per la prima volta in Italia i concetti-base ed i movimenti di quello che, oltreoceano, si chiamava già basket-ball. A guidarle era la professoressa Ida Nomi Pesciolini, che si era ispirata sia ai concetti del prof. Naismith sia a ciò che aveva potuto vedere con i propri occhi in Inghilterra, e che, inconsapevolmente, avrebbe dato il là all’approdo dello sport dei canestri nella Penisola.
Per vedere una maglia biancoverde indosso ad alcuni cestisti impegnati in un campionato bisogna comunque attendere gli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale. Si gioca nella cosiddetta Casermetta, poi a Sant’Agata. I cestisti sono spesso e volentieri gli studenti del Liceo Classico “Piccolomini” guidati dal professor Bruno Casini, ritenuto il padre del basket senese.
Il 5 marzo 1967 Mens Sana e Costone si giocano nel palazzetto di via Vivaldi la promozione in Serie B: vincono i biancoverdi per 64-63 con tiro libero decisivo di Cappelli a pochi secondi dalla sirena.
Nel 1973 la Sapori Siena conquista il massimo campionato rimediando alla promozione sfumata giusto un anno prima nello spareggio contro la Gamma Varese. La poule è vinta contro Rieti, battuta al Dodecaedro con il punteggio finale 80-66. Nel 1976 viene inaugurato il nuovo impianto da 7000 posti e nel 1978 (dopo una breve parentesi in A2) la Mens Sana riassapora il gusto dell’A1. Nel 1979 il quarto di finale per lo scudetto perso con la Sinudyne Bologna ma anche la qualificazione alla Coppa Korac, che nella primavera del 1980 vedrà la 3a Antonini uscire di scena ad un passo dalla semifinale dopo una contestatissima partita sul campo dell’Hapoel Tel Aviv.
Nella primavera del 1981 la 3a Antonini dà l’addio all’A1. Si apre una fase interlocutoria durata due campionati, al termine della quale la Mens Sana, sponsorizzata Mister Day Parmalat, getta le basi per tornare nella massima serie costruendo una squadra in grado di fare la differenza, ma senza centrare però la promozione. Una delusione difficile da ammortizzare e che appena due stagioni dopo culmina addirittura con la retrocessione in B d’Eccellenza. Nel 1989, il terzo assalto alla Serie A della Mens Sana targata Conad (e divenuta biancorossa) si arena nello spareggio-playoff contro Sassari (la serie finisce 1-2 per gli isolani). A far rimarginare la fresca ferita è l’approdo in panchina di Gianfranco Lombardi e con lui la Ticino Assicurazioni riconquista l’A2 contro la Benati Imola.
La squadra che ha vinto la B d’Eccellenza dimostra di saperci fare anche in A2 e va a contendere la promozione in A1 alla Lotus Montecatini: la Ticino fa sua la sfida a distanza con i rivali recuperando 6 punti in classifica nelle ultime giornate e tagliando il traguardo nella notte del 30 marzo 1991 grazie alla vittoria sulla capolista Glaxo Verona per 82-78. L’A1 degli anni Novanta è ben diversa da quella lasciata a fine anni Settanta e, nonostante un buon campionato, retrocede subito in A2.
Una nuova Mens Sana vede la luce all’inizio degli anni Novanta: il basket viene staccato dalla casa madre e ne diviene sezione autonoma. Ancora due anni di Serie cadetta prima di salire sulla rampa di lancio. Nel primo, in campionato la promozione sfuma ai playout, ma c’è spazio per un eccellente terzo posto in Coppa Italia nella Final Four di Forlì dopo aver fatto sudare la Benetton. Nel secondo la Mens Sana sponsorizzata Olitalia disputa due turni di Coppa Europa e centra l’A1 al termine di un clamoroso 8 su 10 nei playout.
La Serie A1 sembra uno spauracchio ma la piccola-Mens Sana compie un passo alla volta ed inizia la scalata ai vertici con due campionati di apprendistato affidati ancora alla gestione-Pancotto:la squadra raggiunge i playoff già nel 1995 e poi si mantiene in categoria. Sotto la guida di Phil Melillo la Mens Sana raggiunge i quarti di finale per lo scudetto dopo aver nuovamente assaggiato l’Europa. L’esperienza in Coppa Korac 1998/1999 (in panchina prima Dalmonte, poi Rusconi) viene archiviata con l’amaro in bocca a Barcellona, non riuscendo a difendere il +16 dell’andata.
Negli anni 2000 la Mens Sana allenata da Frates si “roda” in Europa con la Suproleague, centra la prima di una lunga serie di consecutive partecipazioni alle finali di Coppa Italia e chiude al 6° posto il campionato. Nel 2001/2002 arriva in panchina il turco Ergin Ataman. Con lui Siena raggiunge la finale di Coppa Italia, perduta dopo un supplementare contro la Kinder, e vince la Coppa Saporta il 30 aprile 2002 contro Pamesa Valencia con il punteggio di 81-71. Con Ataman sempre al comando della squadra nel torneo 2002/2003, la formazione mensanina raggiunge per la prima volta la semifinale-scudetto e da esordiente in Euroleague la Mens Sana centra l’approdo alla Final Four di Barcellona arrivando terza.
Nell’estate 2003 la guida tecnica viene affidata al ct della Nazionale Italiana Carlo Recalcati. La corazzata biancoverde frantuma un record dopo l’altro e a fine maggio si presenta alla finale per lo scudetto contro la Skipper Bologna, la stessa squadra che un mese prima le aveva strappato sul filo di lana la finale di Euroleague sul parquet di Tel Aviv nella seconda, splendida Final Four consecutiva conquistata dai senesi. Davanti alla muraglia umana del PalaMensSana sabato 5 giugno 2004 la Montepaschi si laurea campione d’Italia con un eloquente 92-63.
Il palmares si allunga poi nel settembre 2004 con l’aggiunta della Supercoppa Italiana, vinta (85-77) ancora al PalaMensSana sulla Benetton. La stagione 2004/2005 e quella successiva sono vissute tra alti e bassi. Ma nel 2006/2007 si apre un ciclo che porterà la Mens Sana ai vertici del campionato italiano del quale diverrà regina indiscussa per molto tempo. Sotto la guida di Simone Pianigiani, Siena vince infatti sei scudetti, cinque Supercoppe, quattro Coppe Italia e vanta due partecipazioni alla Final Four di Euroleague (Madrid e Barcellona). Nel 2012/2013 la squadra passa a Luca Banchi, assistente di Pianigiani dal 2006, e sotto la sua guida Siena si aggiudica Coppa Italia e Scudetto. La stagione successiva sarà l’ultima della Mens Sana Basket travolta da eventi extra parquet che ne porteranno al fallimento. Ma la tempesta che colpisce la società non sembra vedersi sul parquet e la squadra allenata da Marco Crespi gioca con passione e determinazione fino alla fine: nella bacheca si viale Sclavo arriverà soltanto la Supercoppa, ma la finale di Coppa Italia ed il campionato perso a gara sette contro Milano valgono più di una vittoria.
Mentre scende così il sipario sulla Mens Sana Basket si alza quello sul ​ nuovo progetto​ ​"Mens Sana 1871​"​. E' un momento decisivo, la scelta della ripartenza, che ​prevede il ​​recupero del basket all'interno della Polisportiva e quindi la partecipazione al Campionato Nazionale Serie B​,​ con il chiaro obiettivo di tornare prima possibile su ​quei ​ palcoscenici ​che hanno visto il basket mensanino protagonista nell'ultimo decennio."


Nello stesso sito è possibile trovare la formazione della squadra, che io illustro amorevolmente sul mio blog ^__^


Davide Parente
Playmaker

Lorenzo Panzini
Playmaker


Sebastian Vico
Guardia

Francesco Bonelli
Playmaker


Alex Ranuzzi
Ala


 Paolo Paci
Centro


Luca Pignatti
Ala


Bruno Ondo Mengue
Guardia

Roberto Chicig
Centro

Direttore sportivo
Lorenzo Marruganti

Allenatore
Matteo Mecacci

Vice allenatori
Simone Cini - Francesco Papi


Il campionato di Serie B è già cominciato.
La Gecom Mens Sana 1871 ha disputato la sua prima partita (Serie B girone A) Domenica 5 ottobre, a Piombino, battendo la squadra di casa, Basket Golfo Piombino, 57-66.
La prossima partita si giocherà Domenica 12 ottobre, al PalaEstra <3

FORZA RAGAZZI!!


       

        IERI
      OGGI
..SEMPRE.

  
La Mens Sana è una fede



Link utili:



lunedì 22 settembre 2014

Pordenonelegge 2014





Al Pordenonelegge cinque giorni di festa del libro con gli autori.

Giunta alla sua XV edizione, la manifestazione friulana è equiparabile ad una vera e propria kermesse per l'affluenza di appassionati che hanno partecipato al fitto programma di appuntamenti e incontri che l'hanno resa un evento meraviglioso e imperdibile per tutti coloro che come me, si nutrono avidamente di lettura e/o scrittura.

La città si è vestita a festa, tingendosi di giallo e ornandosi con le pannocchie di granturco, simbolo del Pordenonelegge 2014.










Cinque giorni di programma fitto con 363 autori, 500 ospiti, più di 250 eventi svolti in circa 30 location dislocate nell'intero centro storico pordenonese. Il festival del libro ha presentato ben 33 anteprime letterarie e con i suoi 15 percorsi espositivi era praticamente impossibile annoiarsi.
Una manifestazione che ha coinvolto in ugual misura anche i bambini, con spazi e incontri a misura di giovani lettori, dedicando a questi ultimi incontri con scrittori di letteratura per ragazzi, cartoonist tra i più amati e laboratori.

Purtroppo, nonostante i buoni propositi, sono riuscita a dedicare all'evento soltanto il pomeriggio di Sabato ed è stato assolutamente soddisfacente.
A parte immergermi negli stand - praticamente un must! - ho presenziato all'incontro con Concita De Gregorio che presentava il suo ultimo romanzo, scritto a quattro mani con il figlio Lorenzo, Un giorno sull'isola. In viaggio con Lorenzo.



Ecco uno degli stand, decisamente affollato ma vi assicuro che ne valeva la pena. ^__^


lunedì 15 settembre 2014

New Entry



Lui, la piccola peste devastatrice, che abbiamo chiamato Max, è un adorabile cucciolotto di border collie che abbiamo adottato. E' tanto vispo e giocherellone, a volte incontenibile, tanto incontenibile da mettere in fuga le Pesti, però è anche dolcissimo.
Quando afferra qualcosa in bocca non la molla molto facilmente. Che sia una ciabatta (ancora al piede!), una maglia (ancora addosso!) o ... la coda pelosa della povera Luna!, non fa differenza.


Eccolo qua  che punta qualcosa. XD
Si finge indifferente, avanza quatto quatto e poi.. rincorre e agguanta!


Ha provato a rosicchiare anche la palla ma.. si è dovuto rassegnare all'evidenza: troppo grossa per la sua boccuccia e troppo tosta per i suoi dentini.


Riposa ma.. non è ancora del tutto convinto anche perché sarà pronto a lanciarsi all'inseguimento della palla appena le Pesti cominceranno a giocarci!




Eccoli qui, Max e Luna in un raro momento di quiete. Il piccolo era stanco e lei è dolce dolce. Una cagnetta mansueta e coccolona che ha accolto Max con affetto. Nonostante ciò, non esista ad impartirgli una sonora lezione da mamma adottiva quando lui esagera (generalmente lo ringhia e lo calma quando è lì lì per perdere la coda o per ritrovarsi un orecchio mozzato XD una cagnetta decisamente paziente ^^).


Il riposo del guerriero ^__^

E' pur sempre un cucciolino, l'equivalente di un bimbo umano di non più di un anno. Gioca fino a crollare esausto ma poi.. crolla!

In tutto questo vi state domandando come ha reagito la Regina di casa all'arrivo del nostro nuovo amico a quattro zampe? Beh.. se fosse rimasto fuori in giardino, Konoha lo avrebbe semplicemente ignorato. Ma Max non sta sempre in giardino, perché è piccoletto e lo tengo anche in casa fintanto che cresce un po'. Quando si sono incontrati la prima volta, la mia Micia adorata si è mostrata diffidente/indifferente. Poi curiosa/indifferente. E penso che sarebbe potuta anche essere disposta ad accettare di ospitarlo. Poi, però, Max ha avuto la brillante idea di rincorrerla e in quel momento ha segnato il suo destino:


"LUI.. fuori da questa casa!"

E' piccola ma.. è tosta! XD


venerdì 5 settembre 2014

Perle dai libri #52


boundbydad: devo proprio andare.
grayscale: anch'io.
buondbydad: però non voglio.
grayscale: neanch'io.
boundbydad: domani?
grayscale: domani!
boundbydad: buonanotte.
grayscale: buonanotte.

questa cosa è grave perché io non auguro mai niente a nessuno, me compreso. troppe volte da bambino mi è successo di giungere le mani o chiudere forte gli occhi e sperare in qualcosa con tutte le mie forze. pensavo addirittura che ci fossero dei punti della mia stanza migliori di altri per sperare: sotto il letto andava bene, sopra il letto no; in fondo a un armadio era ok, bastava che tenessi in braccio la mia scatola di scarpe con le figurine dei giocatori di baseball. mai, in nessun caso, alla mia scrivania, ma sempre con il cassetto dei calzini aperto. nessuno mi aveva parlato di quelle regole, me le ero pensate da solo. potevo passare ore ad organizzarmi per un desiderio particolare, e ogni volta mi trovavo di fronte un muro di assoluta indifferenza. potevo desiderare un criceto oppure che mia mamma smettesse di piangere, ma il cassetto dei calzini sarebbe sempre stato aperto e io me ne sarei stato seduto dietro il cesto dei giochi con tre pupazzi in una mano e una macchinina nell'altra. non esprimevo mai il desiderio che migliorasse tutto quanto, solo che migliorasse una cosa alla volta. e non è mai successo. così alla fine ho smesso. e continuo a smettere ogni giorno.
ma con isaac no. a volte mi fa paura. sperare che funzioni.
più tardi ricevo una sua mail.

mi sento come se la mia vita fosse sparsa qua e là. come se ci fossero tutti questi pezzetti di carta e qualcuno avesse acceso il ventilatore. ma quando parlo con te mi sento come se il ventilatore venisse spento per un po'. come se le cose potessero avere davvero un senso. tu mi rimetti insieme, ed è una cosa bellissima.

DIO QUANTO SONO INNAMORATO.

Will ti presento Will
John Green e David Levithan




Giudizio: 😊💓

mercoledì 3 settembre 2014

Perle dai libri #51

«Kyle, sei tu?» La voce veniva dal giardino. Non andavo lì dal primo giorno. Era troppo deprimente guardare i due metri e mezzo di steccato di legno che mio padre aveva messo per impedire alla gente di vedermi, per cui tenevo le tende chiuse.
Ma Will era lì fuori. «Vieni a darmi una mano, Kyle?»
Uscii fuori. Will era circondato da vasi e piante e terra e pale. Era rimasto intrappolato tra un muro e un grosso sacco di terra.
«Will, hai un aspetto orrendo!» urlai dalla porta a vetri.
«Da qui non ti vedo» disse lui. «Ma se sei come le cose che dici, allora devi avere un aspetto da stronzo. Per favore, aiutami».
Andai ad aiutarlo ad alzare il sacco. La terra cadde da ogni parte, soprattutto su Will. «Mi spiace».
Fu a quel punto che vidi che aveva piantato cespugli di rose, dozzine di cespugli di rose. Rose nelle aiuole vuote, rose nei vasi e rose rampicanti sui graticci. Rosse, gialle, rosa, e, le peggiori, rose bianche che mi ricordarono com'era andata a finire la notte più brutta della mia vita. Non volevo guardarle ma mi avvicinai ugualmente. Ne toccai una. Feci un salto indietro. Una spina. Mi sbucarono fuori gli artigli. Come il leone e il topo, pensai. Tirai fuori la spina e la tolsi. Il buco si richiuse all'istante.
«Perché queste rose?» dissi.
«Mi piace fare giardinaggio e mi piace il profumo delle rose. Ero stanco di sentirti aggirare depresso con le tende chiuse. Ho pensato che magari un giardino potesse rallegrare l'ambiente. E ho deciso di seguire il consiglio in merito di spendere i soldi di tuo padre».
«Come fai a sapere che le tende sono chiuse?»
«Una stanza è fredda quando è sempre chiusa e vuota. Non vedi la luce del sole da quando sei qui».
«E credi che piantare qualche fiore cambierà le cose?»
Diedi un pugno ad uno dei cespugli di rose. Si vendicò ferendomi ad una mano. «Certo, come no, sarà come uno di quei film sdolcinati: "La vita di Kyle era vuota e disperata. Poi arrivarono le rose e cambiò tutto". E' quello che pensi?»
Will scrollò il capo. «Chiunque può godere di un po' di bellezza... »

Beastly
Alex Flinn



Giudizio: 😊💓

lunedì 1 settembre 2014

Perle dai libri #50

Si alzò in piedi, bilanciandosi per non perdere l'equilibrio sulle rocce. Gli tese la mano. «Venga con me, per favore.»
Stride si alzò a sua volta. «Dove?»
«Lì dentro. Devo andarci.»
Si allontanarono dal fiume e risalirono il pendio verso il Noviziato. Lei avanzava a passi lunghi e rapidi. Sembrava una paracadutista che avesse finalmente trovato il coraggio di saltare. A poca distanza dalla villa, dove il suolo era cosparso di macerie, si fermò e incrociò le braccia al petto. Respirò a fondo, si morse il labbro e andò avanti, superando il portico e le quattro colonne in  pietra che immettevano nell'edificio. Sul viso aveva un sorriso un po' folle. Toccò una parete. Era reale. Si trovava davvero lì. Aveva attraversato la soglia ed era sopravvissuta.
«Jet Black» disse ad alta voce, e si guardò intorno, quasi aspettando una risposta.
«Teme che il suo fantasma abiti queste rovine?» chiese Stride.
«No, non è di lui che ho paura.» Kelli lo fissò con uno sguardo serio. «Crede nel diavolo, signor Stride?»
«Credo nel male. E' una cosa diversa.»
«Io ci credo» disse lei. «Il diavolo esiste. E' reale.»
«Lei ha scritto un articolo sulla possessione demoniaca. La polizia lo sa e lo sapeva anche Percy.»
Kelli aggrottò la fronte. «Vorrei non averlo scritto. Salga di sopra con me. E' lì che è successo.»
Salì i gradini di pietra e lui la seguì. La scritta su ciascun gradino ricordava il diavolo, ma lei si comportava come se non vedesse la parola tedesca ripetuta ai suoi piedi. Di sopra il pavimento era pericolante, e in molti punti era sfondato. Lei lo guidò nell'angolo più vicino al fiume, dove le finestre senza vetri davano sull'acqua. Stride capì perché si trovavano lì. Quattro anni dopo, le macchie di sangue sul pavimento erano ancora visibili.


Polvere alla polvere
Brian Freeman




Giudizio: 😐

sabato 23 agosto 2014

Perle dai libri #49



Londra era una città giocattolo, un ninnolo imprigionato in una sfera di cristallo piana d'acqua e corpuscoli bianchi. Una mano invisibile l'agitava senza posa, avvolgendola in una bufera perenne e vorticante.
Jericho e Jonas avevano dovuto abbandonare la carrozza a nolo sulla quale stavano viaggiando, quando la neve sempre più fitta aveva reso impossibile per le ruote del veicolo procedere. Il vetturino era sceso con loro, scusandosi per il disagio, e lo avevano lasciato ad inveire contro il cielo incolore, a stento visibile nel turbinio di fiocchi.
Camminare non si era rivelato più facile. La strada era scomparsa, sepolta dal manto candido. La stessa topografia del quartiere era sconvolta, ogni punto di riferimento cancellato. Avrebbero potuto essere in qualsiasi altra città, in qualsiasi altro mondo. Le facciate degli edifici erano sagome incerte, sul punto di svanire.
Jonas si voltò per accertarsi che Jericho riuscisse a tenere il passo. La morte per assideramento nell'abitacolo di una carrozza non era sembrata auspicabile a entrambi. Non lo sarebbe stato neppure  soccombere alla bufera prima di aver raggiunto Chelsea.
"Ci siamo quasi" lo incoraggiò, gridando per superare il sibilo del vento che gettava loro in faccia pulviscolo ghiacciato. La bocca del medium era nascosta dal bavero rialzato del soprabito, ma Jonas fu certo che stesse sorridendo. Gli porse la mano e Jericho vi si aggrappò, coprendo la distanza che li separava. Ora che gli era più vicino, Jonas poteva sentire il suo respiro ansante, il tremito che gli percorreva le membra. I capelli gli ricadevano intorno al volto in ciocche fradice e pesanti e la porzione di volto visibile era dello stesso colore della neve. Jonas si ritrovò a pensare al corpo di Sloane Reddish, sul letto di metallo della camera mortuaria. Lo rivide con gli occhi della mente legato all'albero di alloro, pelle bianca, capelli neri, come nero era il sangue cristallizzato intorno alle sue ferite. Un disegno al carboncino eseguito da un sadico. Pensò alle fotografie nella soffitta della Pernassus Edizioni. Anch'esse erano in bianco e nero, seppur tendenti al seppia. Erano tante, così tante, una galleria di bellezze e oscenità senza fine. Era davvero sorprendente come l'essere umano riuscisse a corrompere ciò che di più sublime e perfetto la natura aveva saputo concepire.
Guardando quelle foto, Jonas Marlowe si era chiesto se non fosse lui ad essere sbagliato, nel non provare alcun piacere nella degradazione. Eppure non era scevro di desiderio, conosceva fin troppo bene l'anelito al peccato. La sua condotta poteva essere inattaccabile, ma i suoi pensieri e le sue pulsioni sarebbero stati giudicati riprovevoli agli occhi degli uomini e quelli di Dio. Eppure, nelle foto di quelle avvenenti creature spogliate di ogni dignità per compiacere la libidine altrui, tutto ciò che riusciva a provare era tristezza e pena. Il fatto poi che molto spesso i soggetti raffigurati richiamassero un'iconografia sacra faceva riflettere. Forse la contemplazione di personaggi delle sacre scritture, santi e martiri, suscitava fantasia ancora più lussuriose nella mente di chi non trovava la mercificazione del corpo sufficientemente peccaminosa.
Preso in quei pensieri, arrancava nelle neve fresca, senza lasciare la mano di Jericho. Difficilmente qualcuno avrebbe potuto condannare quel gesto. Nessuno poteva vederli. Il giorno non era più giorno, eppure il cielo era luminoso, abbacinante. Non era solo il 'dove', ma anche il 'quando' ad aver perso significato. Avrebbero potuto essere gli ultimi esseri umani rimasti in quel mondo immacolato. Per un momento Jonas desiderò fosse proprio così.

I Fantasmi dei Natali passati - Victorian Solstice 04
Federica Soprani
Vittoria Corella





Giudizio: 😊💓

giovedì 21 agosto 2014

Diario - fotografico - delle vacanze 5


Ferie (definibili tali solo grazie ad una visione della vita estremamente ottimistica!!!) finite.
Questo appuntamento con il Diario è pressoché fotografico. Sono ancora in piena fase di scazzo post dannatissimi e immancabili (da tre anni!) lavori di ristrutturazione e/o massiccio riordino post vacanze.
Detto in breve? Non ho voglia di star lì a raccontare, ecco.
E non è che possa rimandare il Diario fra sei mesi (data presunta termine fase scazzo correlato!), visto che ho altro da pubblicare.

Questa estate la nostra meta è stata Caorle (provincia di Venezia), nello specifico Porto Santa Margherita. Un posticino carino, anche se temo che molto dipenda dai punti di vista e dai gusti. Porto Santa Margherita, in sé, non offre che la balneazione, ma dista pochi chilometri dalla frequentatissima Caorle centro. Peccato che noi ci siamo stati solo di notte e non possegga contributi fotografici, ma mi è piaciuta molto.
Fidatevi sulla parola. U_U

Porto Santa Margherita è più piccola, tutta sul mare, e zeppa di negozietti di souvenir. L'appartamento dove abbiamo soggiornato affacciava praticamente sul mare. Per raggiungere la spiaggetta privata era  sufficiente attraversare un brevissimo tratto di pineta.

Foto scattata dal terrazzino sul quale abbiamo consumato praticamente
tutti i pasti. Attraverso le fronde degli alberi si scorge il mare. Di giorno
era piacevole ma la sera, e la notte, erano quelli i momenti migliori.
Non si udivano più i suoni e il chiasso dei bagnanti ma soltanto lo
scrosciare costante delle onde sulla riva. Leggere seduta sulla panca
in terrazzino.. era semplicemente meraviglioso.
Una notte, al ritorno dall'uscita serale, ho passeggiato sulla spiaggia..
Io adoro il mare!
Purtroppo, nota dolente è stata proprio il mare perché, sette giorni su sette di vacanza, tutto il tempo pieno di alghe rosse. Una cosa raccapricciante. Io rimediavo poiché, sapendo nuotare abbastanza bene, mi spingevo un tantino a largo, dove almeno in apparenza il mare era pulito. Ma per gli altri.. soprattutto le Pesti, è stato tremendo.
Si parla già di cambiare totalmente zona il prossimo anno.
Vedremo.

Un po' di scatti


Un bellissimo drago in vendita in un negozietto
a Caorle. Non vi dico il prezzo: esorbitante.


I Love Basket

Una giornata grigissima..

..e se la Dillina non può fare ciaf ciaf può
pur sempre leggere!

Konoha non poteva mancare e che sonnellini che si concedeva
sul divano a dondolo dell'appartamento.



Vacanze terminate con una giornata in visita a Bassano del Grappa. Ci sono già stata un paio di volte ma ... prima dell'avvento del blog. In realtà sarebbe più corretto dire che siamo stati in visita a una zia che vive a Bassano del Grappa perché nel momento di uscire per la passeggiata il cielo si è nuovamente scurito e mentre passeggiavamo.. ha diluviato costringendoci alla fuga e al ritorno a casa.

Fotine

Ponte Vecchio o Ponte degli Alpini

I due ometti qui, di spalle, sono le mie due Pesti. ^_^


Affacciata dal Ponte










Chiudo con la rubrichetta estiva che, anche quest'anno, non poteva assolutamente mancare.
La mia personale inchiesta curiosa sui librini preferiti dai bagnanti e letti sotto l'ombrellone.