martedì 26 novembre 2013

Quattro chiacchiere quatta quatta.


Brrrr... 
Non è un bel modo di esordire, lo so, ma accidenti.. che freddo! Ok, siamo a Novembre, quasi Dicembre. Ed io non vivo certo ai Caraibi - purtroppo!!!! - per cui è abbastanza normale che sia freddo. Quello che trovo un tantino meno normale è che fino a settimana scorsa non era così freddo! Anzi .. era abbastanza tiepido per il periodo e il posto. Era un freddo accettabile. Forse più umido perché non smetteva un attimo di piovere, ma sopportabile.
Devo dirlo, questo brusco calo delle temperature, che sono precipitate come una poveretta che pesta una buccia di banana con il tacco 15, mi ha colta impreparata.
Ok .. ok .. se anche il gelo mi avesse mandato l'avviso con raccomandata AR, mi sarei lagnata lo stesso. Non posso farci nulla, soffro il freddo. Adesso ho una mano - la destra! - gelata, cadaverica! L'altra - la sinistra, per esclusione! Eh.. due ne ho! - tiepida. Ma tempo di finire di delirare in questo post, e saranno gelide entrambe. Finché utilizzavo solo il topo, la mano destra lavorava e la sinistra se ne stava rifugiata tra le gambe (comoda lei!). Adesso digito e digito con entrambe! ^^''

Voglio un tè!! Una tazza bollentissima di tè. Sono solo indecisa sul gusto: classico? Verde? Nero ai frutti di bosco?
Ci penso va. E, quasi quasi, accompagno il tè con qualcosina di dolce. I wafer al cioccolato. In verità, se devo essere massimamente sincera, avrei voglia di croccantissime patatine. Però quelle non sposano proprio bene con il tè e poi.. non sono un toccasana per il mio stomaco incriccato. Anche se, incredibilmente, mi danno meno fastidio le patatine fritte che quelle bollite! 
Da non credersi. U_U

Ok, mentre aspetto che l'acqua arrivi a temperatura, vi parlo di una delle mie passioni.
Vecchia passione rispolverata dopo parecchi anni di inattività: i puzzle!
Era un po' che ci pensavo a comprarne uno ma rimaneva sempre un desiderio vago. Fino a che, settimana scorsa, me li sono ritrovata davanti al centro commerciale e mi sono decisa!
Volevo cimentarmi in uno bello grande, anche 2000 pezzi, ma non avevo una vasta scelta e il più grande che ho trovato lì era da 1000 pezzi.

Eccolo qui

Il Ponte di Brooklyn con Manhattan sullo sfondo. Non è grandissimo come lo volevo tuttavia mi è piaciuto appena l'ho visto. Essendo in bianco e nero, con tutte quelle finestrelle accese e buona parte di cielo e mare dello stesso colore, è un po' complesso. Ma va benissimo! Io non lo volevo semplice. Lo volevo grande e complicato. Altrimenti che gusto c'è?
L'ho preso da due settimane, ormai, ma ci ho lavorato poco. Circa tre ore spezzettate. E sono ferma a questo punto:


Io parto, generalmente, dalla cornice. E, come vedete, nel lato destro manca un pezzo!! xD
Non c'è stato verso di trovarlo! Sono certa che sia nella scatola ma non amo controllare i pezzi uno per uno. E' noioso! Prima o poi, fosse anche l'ultimo pezzo che mi rimarrà da mettere, salterà fuori. Nel frattempo ho cominciato a lavorare sulla parte più riconoscibile: i palazzi. O, meglio, i TETTI dei palazzi.


Tra il bordo inferiore del ponte e i tetti dei palazzi, è stato piuttosto facile. Mi sono rimasti dei buchi qui e là ma il pezzo è collegato alla cornice.
Avevo dimenticato quanto fosse distensivo questo hobby. Un po' meno distensivo quando ho le Pesti curiosissime intorno. C'è da dire che, passato l'effetto novità, dopo un paio di tentativi falliti per incastrare un pezzo, si arrendono all'evidenza - e alla noia!! - e mi lasciano tranquilla.
Ho promesso loro di prendergli un puzzle più adatto, più piccolo e, soprattutto, più colorato! ^^''
Per quanto riguarda il mio, vi terrò aggiornati sui progressi!

Oh.. l'acqua per il tè è pronta e il pancino brontola!
E' l'ora della merenda.
Au revoir!


martedì 19 novembre 2013

Viva la vida






I hear Jerusalem bells are ringing
Roman Cavalry choirs are singing
Be my mirror my sword and shield
My missionaries in a foreign field
For some reason I can't explain
Once you go there was never, never an honest word
That was when I ruled the world




martedì 12 novembre 2013

Perle dai libri #21 - Trilogy


Attraversai la stanza e mi fermai in un angolo illuminato dalla luna. Quando mi seguì, riuscii a vederlo per la prima volta alla luce. Il volto era pallido, le guance rosse, e non per via dell'acne. Il sudore gli appiccicava i capelli al viso e gli occhi arrossati brillavano, sforzandosi di mettermi a fuoco.
«Hai la febbre», dissi.
«Forse». Si lisciò i capelli. «Dev'essere qualcosa che ho mangiato».
«O qualche parassita».
Scosse la testa. «Io non...». tentennò. Poi concluse: «Non mi ammalo. Non spesso, ecco. Fa parte della mia... condizione. E questa sembra una difesa». Si grattò di nuovo le braccia. «Niente di grave. Sono solo un po' rintronato. Più irritabile del solito, come direbbe Simon».
«Meglio che torni a letto. Lascia perdere..».
«No, hai ragione. Sono in debito. Di cosa hai bisogno?».
Avrei voluto controbattere ma ormai era chiaro che si era deciso.
«Aspetta», dissi, e mi lanciai in corridoio.
Sussurrò un «Chloe!» esasperato alle mie spalle, seguito da una sequela di imprecazioni poco convinte, come se non avesse nemmeno l'energia per insultarmi a dovere.



The Summoning - Il richiamo delle ombre
Kelley Armstrong


«Tutto bene?», chiesi.
Si voltò di scatto, come se l'avessi spaventato, poi annuì e prese lo spuntino borbottando un grazie.
M'infilai nel sedile accanto a lui. «Hai vissuto qui?».
Scosse la testa e tornò a guardare fuori. Lo interpretai come un segno che non gli andava di fare conversazione e stavo per suggerirgli di andare a sedersi al mio posto, ma lui aggiunse: «Le abbiamo girate praticamente tutte le città dello Stato, tranne questa. Qui non potevamo venire, per via.. degli altri».
«Gli altri?».
«Licantropi», disse abbassando la voce.
«A Syracuse?».
«Qui vicino vive un branco».
«Ah».
Era così che vivano i licantropi? In branchi come i lupi? Stavo per chiederglielo, ma temetti pensasse che volessi prenderlo in giro.
Così dissi: «E' un problema? Hai paura che sentano il tuo odore?».
«Sì». Poi, dopo un momento: «Siamo territoriali».
«Oh».
«Già».
I suoi occhi, riflessi nel finestrino, erano vuoti e distanti. Immaginai che stesse inseguendo dei pensieri di cui non sentiva il bisogno di mettermi a parte, e feci per andarmene. 



The Awakening - Il risveglio
Kelley Armstrong


«Be'», dissi. «Pare che tu debba sopportarmi ancora per un po'».
Sorrise. Era un sorriso vero, che gli illuminò il viso.
«Bene», rispose.
Mi tirò a sé, poi si chinò e sentii il suo alito caldo sulle labbra. Il cuore batteva così forte che respiravo a malapena. Ero sicura che si sarebbe fermato di nuovo e m'irrigidii, in attesa di un'esitazione, mentre mi si contorceva lo stomaco. Le bocche si sfioratono e continuai ad aspettare che ti tirasse indietro.
Premette le labbra contro le mie, poi le socchiuse. E mi baciò. Mi baciò davvero, stringendomi, con la bocca nella mia, sicuro, come se finalmente avesse deciso cosa voleva e non avesse più intenzione di mollare.
Lo cinsi con le braccia al collo. Mi strinse più forte e mi sollevò da terra, continuando a baciarmi come se non volesse più smettere, e lo baciai anch'io allo stesso modo, come se volessi che non smettesse mai.



The Reckoning - La resa dei conti
Kelley Armstrong





Giudizio: 😊💓

domenica 10 novembre 2013

2013 MotoGP World Champions



Marc Màrquez
Campione del mondo!!

Bravissimo!! A soli vent'anni, Marc Màrquez entra nella storia della MotoGP vincendo il suo primo titolo e diventando il più giovane campione della classe regina.
Una vittoria ancora più stupefacente se si considera che ha esordito soltanto quest'anno in MotoGP! Con tenacia, talento e sì, anche un pizzico di follia, lo spagnolo ha sbarragliato, contro ogni previsione, tutti i grandi nomi della MotoGP soffiando il titolo mondiale ad un altro spagnolo, Jorge Lorenzo. Marquez non era tra i favoriti anche se si guardava a lui come ad un possibile futuro campione, tuttavia ha collezionato sette vittorie e moltissimi podi che lo hanno portato, gara dopo gara, in cima alla classifica.
E così a Valencia si è giocato il Mondiale con l'altro pilota in corsa per il titolo: Lorenzo. Quest'ultimo doveva vincere a tutti i costi la gara di oggi mentre a Marquez, per differenza punti, sarebbe bastato arrivare quarto per diventare campione. Ha condotto una gara di testa e di cuore, senza lasciarsi prendere dall'ansia e senza commettere alcun errore, andando a podio con il terzo posto ma portando a casa il titolo mondiale.
Per gli spagnoli appassionati di MotoGP oggi è stata decisamente una gran giornata. Vittoria su tutta la linea poiché l'ultima tappa del Motomondiale si è svolta a Valencia. I tre piloti saliti sul podio sono spagnoli, la tappa vinta da uno spagnolo e il mondiale.. indovinate? Ma da Màrquez, uno spagnolo!

I tifosi erano letteralmente in visibilio e i rispettivi beniamini si sono fermati con le moto, Yamaha per Jorge Lorenzo, Honda per Màrquez e Dany Pedrosa, dalle rispettive compagini per festeggiare con loro. Non nascondo minimamente quanto mi abbia fatto piacere che sia stato lui a vincere, perché se lo è guadagnato, lo merita e poi ... perché Jorge Lorenzo mi sta visceralmente antipatico!! ^_^''
Mi dispiace tanto per Valentino Rossi che neppure quest'anno è riuscito ad ottenere risultati sperati, nonostante sia tornato in Yamaha lasciando la Ducati, con la quale non ha trovato feeling. Ci aspettavamo un anno migliore ma, forse, il grande campione italiano ha fatto il suo tempo. Ci riproverà il prossimo anno ma io vedo in Marc Màrquez, un ragazzo dal forte temperamento e il sorriso perennemente stampato sul viso dolce e affabile, il futuro del Motomondiale.


Màrquez e la sua Honda


mercoledì 6 novembre 2013

Sulle ali della Mens Sana

Oh, bene. Facciamo un piccolo resoconto sportivo della situazione attuale della mia squadra del cuore. Finalmente mi è riuscito di vedere una partita alla tele.
Sì, finalmente! Da quando Sky sport ha acquistato i diritti per la trasmissione delle partite di Eurolega, unitamente alla tragica sparizione di Sportitalia, Sportitalia2 e Sportitalia24 che si sono dissolte nel nulla, guardare una partita di basket è diventata una mission impossible!
Sky ha l'esclusiva sull'Eurolega per cui, a meno che uno voglia pagare - cosa che non intendo fare, nonostante l'amore per la squadra! - non c'è modo di vedere quelle partite.
Non voglio fare polemica, - noooooo! Il tono  polemico c'è ma vi assicuro che non è polemica! :P - ma una cosa mi viene fuori dal cuore: per quale caz... ehm.. caspiterina di ragione deve essere tutto a pagamento?! Ogni volta che si ha il sentore che un qualcosa venga seguito da più di un TOT numero di telespettatori, allora le imittenti fanno a gara per accaparrarselo e guadagnarci sopra!
Insomma, allo stato attuale, in una condizione dove sbarcare il lunario è un lusso per molti - troppi! -, anche il basket è diventato qualcosa che se non hai soldi, non lo guardi.
Uguale come il calcio di cui, però - Juventus a parte che ne seguo l'andamento senza guardare le partite! - non mi frega granché.
Tra un po', farà la stessa fine pure la MotoGP!!
Che meraviglia!
Vabbé, sto divagando. Torniamo ai bianco verdi campioni d'Italia! 
Il Campionato, adesso, viene trasmesso da RAI Sport. Sinceramente non so quante partite manderà in onda e di quale squadra. Sportitalia le trasmetteva praticamente tutte, almeno quelle del Siena. Se non tutte, beh, quasi. Staremo a vedere!
Il match che ho guardato io, due giorni fa, è stata la partita di Andata tra Victoria Libertas Pesaro e Montepaschi Siena.
Una buona partita per il Siena che giocava in trasferta e che batte Pesaro 69-94!
Un risultato del tutto imprevedibile fino alla fine del 1° quarto che vedeva le due squadre praticamente appaiate, chiudendo i primi dieci minuti di gioco con il risultato di 20-18 a favore della Vuelle. Sebbene il Pesaro avesse dato la netta impressione di avere la grinta giusta e la determinazione per dare abbastanza filo da torcere ai ragazzi di Coach Crespi, al ritorno dalla prima breve pausa la situazione cambia radicalmente. E mentre la squadra ospite colleziona canestri su canestri, 6 su 13 da 3 solo in quel quarto!, la Vuelle si inceppa.
La difesa va in tilt, l'attacco deficita, la squadra nella sua interezza fatica a rincorrere i senesi, a tenere il passo. E tutti quei tiri da tre messi a canestro regalano un esaltante e schiacciante mini parziale di 30 a 7 che, di fatto, mette in ginocchio i padroni di casa.
Danny Boy, il nostro Daniel Hackett, è una macchina da guerra! Trascina la squadra, crea occasioni, difende, fa canestro senza risparmiarsi, andando in doppia cifra con 18 punti in attivo, ma non è il solo. Quando la sfera arriva nelle mani di un senese è matematico che, in quel secondo quarto, vada dentro.
Il Capitano, Tomas Ress. Poi Kim English, Viggiano, Cournooh, Hunter, Green. Tutti assolutamente impeccabili, in difesa quanto in attacco. Il quintetto di casa reagisce e recupera un po' quel devastante divario, mettendo una pezza al 14-0 di parziale costruito dai senesi. Un +5 invalidato da English che recupera i punti persi.  Pesaro è remissiva. Troppo. Così si va in pausa lunga con un punteggio a tabellone di 27-48. Un +21 che segna la partita a favore della Mens Sana.
Il 3° quarto non cambia le sorti della Vuelle.  E il Siena allunga nuovamente anche se l'intensità che ha caratterizzato il 2° quarto un po' si smorza. I bianco verdi, tuttavia, rimangono nettamente in vantaggio approdando all'ultimo quarto con un distacco di +31 e un punteggio di 47-76.
A metà dell'ultimo quarto, il tabellone recita 56-92. Un margine così ampio da consentire al Siena di giocare controllando il vantaggio, permettendosi anche delle azioni avventate e qualche sbaglio di troppo che regala qualche punticino alla Vuelle che, così, chiude questa partita sul 69-94.

Un'ottima partita per la Mens Sana con uno straordinario Hackett in panchina con un +20 di tutto rispetto. Malgrado ciò.. devo confessare che mi sono mancati moltissimo David Moss, Matt Janning,  Bobby Brown, Benjamin Eze.. loro più di altri. Presumo che la prossima stagione mi mancherà Daniel Hackett, come all'inizio della stagione precedente mi mancavano McCalebb e Shan Stonerook. Va così e pazienza.
Bene..
Che altro dire?
In Eurolega siamo messi decisamente maluccio, ahi ahi.
Abbiamo perso contro il Galatasaray, contro il Monaco e contro lo Stelmet Zielona Gora (che razza di nome, sembra uno scioglilingua che la lingua te la intorcciglia, però!!! U_U). A ben vedere.. non abbiamo ancora portato a casa il risultato in Eurolega. Venerdì c'è la partita con Olympiacos, al Palaestra. Il fattore campo ci sarà.. speriamo ci sia anche la squadra!
Mi astengo dal fare pronostici ma.. uhm.. incrociamo le dita!
In Campionato andiamo meglio. Siamo primi in classifica con 3 partite vinte (contro Vanoli Cremona, Granarolo Bologna e Vuelle Pesaro, ieri.) e una persa (Reggio Emilia ci ha battuti in trasferta!).
Per ulteriori informazioni in merito, per visionare video, interviste, classifiche e tutto quanto possa interessarvi di questa meravigliosa squadra, il mio consiglio è sempre lo stesso: passate QUI!!!!! 

Con questo è tutto.
La Dillina in telecronaca differita vi saluta e..
..linea allo studio! ;-)

Hunter e Daniel

La squadra!


sabato 2 novembre 2013

Perle dai libri #20


“Stai attento, Furbetto,” lo provocai, emettendo un ringhio leggero di gola. “Io posso anche essere una lingua lunga, ma mi sembra che sia tu quello che parla. Provocarmi in quel modo quando non ero altro che un ragazzino impressionabile, non ti sembra un’azione moralmente riprovevole?”
“Forse… Ma almeno io non ti ho attirato con belle parole in questo mondo perverso; cosa che tu invece hai fatto con me questa notte. O sbaglio?” Ridendo, mi slacciò i jeans, senza mai distogliere gli occhi dai miei. “E da dove sono saltati fuori questi nomignoli?”
"Sei stato tu a cominciare," risposi, spingendolo verso il letto. Le sue gambe urtarono il materasso e lui vi cadde lungo disteso, con i jeans calati fino alle caviglie.
“Quanti anni hai, cinque?” mi rimproverò, sorridendo.
Si potrebbe pensare che qualcuno con il culo all’aria in quel modo non dovrebbe essere tanto insolente, e invece… ‘ bastardo compiaciuto!’ 
D’altronde, dovevo proprio ammettere che, da quello che vedevo dalla mia posizione privilegiata, aveva tutte le ragioni per vantarsi.
“No, ne ho ventuno. E tu invece, cinquanta?” Riconosco che quello fu un colpo basso, molto basso: era vero che qualche volta parlavo senza collegare il cervello alla bocca. Per impedirgli di cambiare idea dopo quel commento disgraziato, mi tuffai sul letto, sopra di lui. La sensazione della pelle liscia del suo petto contro la mia era incredibile, e riuscivo persino a sentire il suo battito echeggiare attraverso le nostre carni, anche se era più lento di quanto avrei desiderato.
Il mio cuore, invece, batteva il ritmo nel mio pene pulsante, che desiderava solo schizzare fuori dalla morsa dei jeans.
“Perché hai voluto sedurmi, se avevi paura che avrei avuto problemi a farlo alzare per darti piacere?” La luce maliziosa che gli brillava negli occhi mi colpì all’improvviso, e la mia mente cominciò a perdersi nell’aspettativa del piacere ormai prossimo, che si manifestò sotto forma di un pizzicorino nella zona dell’inguine.
“Uno studio comparato,” risposi impassibile.



Non c'è due senza... te.
Susan Laine





Giudizio: 😊💓