sabato 29 novembre 2014

Perle dai libri #57


Le urla di Halvorsen fecero alzare in volo due gabbiani che si diressero verso il fiordo. Halvorsen alzò la mano ed iniziò a contare sulle dita.
«Non abbiamo il permesso per la perquisizione di quella casa, non abbiamo alcuna prova che possa farcelo avere, non abbiamo niente. Ma la cosa più importante di tutte è che - noi - o meglio io - non siamo in possesso di tutti i fatti. Perché tu non mi hai raccontato tutto, non è  così, Harry?»
«Perché?»
«Semplice. Le tue motivazioni non sono sufficienti. Il fatto che tu abbia conosciuto quella donna non è un motivo sufficiente perché, improvvisamente, tu voglia infrangere tutte le regole entrando illegalmente in una casa e mettendo così a rischio il tuo posto di lavoro. E il mio. So che puoi essere un po' pazzo, Harry, ma so anche che non sei un idiota.»
Harry fissò la sigaretta che galleggiava nella pozzanghera.
«Da quanto tempo ci conosciamo, Halvorsen?»
«Da quasi due anni.»
«Ti ho mai mentito durante questo periodo?»
«Due anni non sono molti.»
«Ti ho chiesto se ti ho mai mentito.»
«Sicuramente.»
«Ti ho mai mentito per qualcosa di importante
«Non che io sappia.»
«Okay. Non avevo pensato di mentirti neppure in questa occasione. Hai ragione, non ti ho raccontato tutto. E, sì, aiutandomi stai rischiando il tuo posto di lavoro. Tutto quello che posso dirti è che saresti ancora di più nei guai se ti raccontassi tutto. Devi solo fidarti di me o lasciar perdere. Puoi ancora tirarti indietro.»
Rimasero immobili a guardare il fiordo. Laggiù in basso, i due gabbiani erano come due piccoli puntini.
«Tu che cosa faresti?»
«Mi tirerei indietro.»
I puntini diventarono più grandi. I gabbiani stavano tornando.


Nemesi
Jo Nesbø




Giudizio: 😊💓

martedì 18 novembre 2014

Can't Stop - Red Hot Chili Peppers






Can't Stop

Can't stop
addicted to the shin dig
Cop top he says I'm gonna win big
Choose not a life of imitation
Distant cousin to the reservation

Defunkt the pistol that you pay for
This punk the feeling
that you stay for
In time I want to be
your best friend
Eastside love is living on the West End

Knock out but boy
you better come to
Don't die you know the truth is some do
Go write your message on the pavement
Burnin' so bright,
I wonder what the wave meant

White Heat is screaming in the jungle
Complete the motion if you stumble
Go ask the dust for any answers
Come back strong with 50 belly dancers

The world I love
The tears I drop
To be part of
The wave can't stop
Ever wonder if it's all for you
The world I love
The trains I hop
To be part of
The wave can't stop
Come and tell me when it's time to

Sweetheart is bleeding in the snowcone
So smart she's leading me to ozone
Music the great communicator
Use two sticks to make it in the nature

I'll get you into penetration
The gender of a generation
The birth of every other nation
Worth your weight
the gold of meditation

This chapter's going to be a close one
Smoke rings I know you're going to blow one
All on a spaceship, persevering
Use my hands for everything
but steering

Can't stop the spirits when
they need you
Mop tops are happy when
they feed you
J. butterfly is in the treetop
Birds that blow the meaning into bebop

The world I love
The tears I drop
To be part of
The wave can't stop
Ever wonder if it's all for you
The world I love
The trains I hop
To be part of
The wave can't stop
Come and tell me when it's time to

Wait for me when I'm passing out,
win or lose
Just like you
Far more shockin' than anything
I ever knew
How about you?
Ten more reasons why
I need somebody new
Just like you
Far more shockin' than anything
I ever knew
Right on Q

Can't stop
addicted to the shin dig
Cop top he says I'm gonna win big
Choose not a life of imitation
Distant cousin to the reservation

Defunkt the pistol that you pay for
This punk the feeling
that you stay for
In time I want
to be your best friend
Eastside love is living on the West End

Knock out but boy you better come to
Don't die you know the truth is some do
Go write your message on the pavement
Burnin' so bright
I wonder what the wave meant

Kick start the golden generator
Sweet talk but don't intimidate her
Can't stop the gods from engineering
Feel no need for any interfering
Your image in the dictionary
This life is more than ordinary
Can I get 2 maybe even 3 of these
Come from space to teach you of the Pliedes

Can't stop the spirits when
they need you
This life is more than
just a read thru.


Red Hot Chili Peppers


martedì 11 novembre 2014

Perle dai libri #56


Il cortile è pieno di lamiere di metallo, portiere d'auto arrugginite, vecchie taniche d'olio per motori e un sacco di altra roba che rende il luogo perfetto come nascondiglio per il classico fumatore della sesta ora. E, con tutte le cose che mi passano per la testa in questo momento - non ho amici, non ho un ragazzo e .. sono morta -, la prima cosa che mi viene in mente è: non sapevo che Dane Fields fumasse. Ma chi se ne frega!
Lui mi viene subito incontro. «Perché ci hai messo tanto?»
«Lascia stare, Dane. Hai idea di quanto ci voglia a svuotare tutti i cestini della biblioteca?»
«Vuoi dire tutti e dodici? Al massimo tre minuti e mezzo.»
Scuotendo la testa  butto la spazzatura nel cassonetto, praticamente un truciolo alla volta, tanto per farlo aspettare un altro paio di minuti. Non so perché Dane mi dia tanto sui nervi oggi, eppure.. è così.
Suppongo che non c'entri nulla lui, e nemmeno Chloe. Sarà piuttosto perché mi hanno inclusa con la forza nella loro sottospecie di famigliola di zombi felici. Voglio dire, con tutti gli zombi che potevano esserci in città, io dovevo beccarmi proprio.. loro?
Lui attende impaziente. «Senti, Maddy, ci sono questioni serie di cui dobbiamo discutere e faresti meglio a prendermi sul serio d'ora in avanti.»
«Ho capito, Dane. Ho capito.» Poi mi guardo intorno per assicurarmi che non ci siano testimoni e aggiungo: «Però potreste pur concedermi del tempo per abituarmi all'idea, no? Sono uno zombi da.. quanto... 48 ore? Non statemi col fiato sul collo. Sono rimasta sveglia tutta la notte a are avanti e indietro nella mia stanza come un animale in gabbia. Mio padre si è anche mangiato i miei cervelli per sbaglio, credendo che fossero sushi. Hazel non mi parla più perché crede che le stia mentendo. Che cavolo, avrò diritto a un po' di pace. Tutti a scuola mi guardano come se avessi scritto "zombi" in fronte. Faccio del mio meglio, ok? Abbiate.. pietà».
Allora lui mi guarda e dice, in tono più gentile questa volta: «Ok, ok, so come ti senti, Maddy. Davvero. So che non è facile per te e so che preferiresti stare con i tuoi amici Normali, come Hazel, piuttosto che con Chloe e me, ma devi impegnarti di più se non vuoi destare sospetti. Questo.. look.. non va per niente bene».
Mi cadono le braccia. Faccio schifo anche agli zombi.



Gli zombi non piangono
Rusty Fischer






Giudizio: 😊💓

venerdì 7 novembre 2014

Perle dai libri #55

«Sorpresa!» esclamò.
Max vide che aveva qualcosa in mano.
«Cos'è?» chiese, indicando lo strano oggetto metallico che Roland aveva trovato nella plancia di comando.
«Un sestante.»
Max aggrottò le sopracciglia. Non aveva la minima idea di quello che l'amico stava dicendo.
«E' un aggeggio che si usa per calcolare la posizione in mare» spiegò Roland, con voce ansante per lo sforzo di trattenere il respiro per quasi un minuto. «Scendo ancora. Tienimelo.»
Max iniziò ad articolare una protesta, ma Roland si tuffò senza quasi dargli il tempo di aprire bocca. Inspirò a fondo e immerse di nuovo la testa per seguire l'immersione di Roland, che stavolta nuotò lungo lo scafo fino alla poppa della nave. Max pinneggiò seguendo la traiettoria dell'amico. Lo osservò avvicinarsi all'oblò e cercare di guardare all'interno della nave. Max trattenne il respiro fin quando non sentì i polmoni bruciare e allora soffiò fuori tutta l'aria, pronto a riemergere e respirare.
Eppure, in quell'ultimo secondo, i suoi occhi videro qualcosa che lo lasciò di ghiaccio. Nelle tenebre sottomarine ondeggiava una vecchia bandiera marcia e sfilacciata, attaccata ad un albero di poppa dell'Orpheus. Max la osservò attentamente e riconobbe il simbolo quasi cancellato che ancora vi si distingueva: una stella a sei punte dentro un cerchio. Sentì un brivido percorrergli il corpo. Aveva già visto prima quella stella, sul cancello del giardino delle statue.
Il sestante di Roland gli sfuggì dalle dita e sprofondò nell'oscurità. In preda ad un timore indefinibile, Max nuotò a perdifiato verso riva.


Il principe della nebbia
Carlos Ruiz Zafòn





Giudizio: 😊💓