domenica 30 settembre 2012

Naruto Battles!!


Ce l'ho FATTA!!

Esulto miei cari, ESULTO. Dopo due giorni di intenso (?) lavoro - un pochetto mi ha impegnata, dai - sono riuscita a terminare la mia ultima creazione video. Era un bel po' che non ci provavo e ne avevo sinceramente voglia, ma il mio portatile mi scoraggiava poiché temevo il dover combattere con i suoi bloccaggi improvvisi e invece... ha retto! Alè!

Devo confessare che mentre salvava il filmato, definiamolo pure il momento più critico, sono rimasta tutto il tempo a fissare il monitor, la barra verde con la percentuale di salvataggio che saliva lentamente. Tutto il tempo con le dita incrociate, ovviamente.. mani e piedi! xD
Per fortuna è andata! E ne sono contenta anche perché sono soddisfattissima di come è venuto il video.
Il soggetto? Come da titolo di questo post: Naruto.

Lo pubblico qui, in anteprima mondiale, - ok, siete autorizzati a ridere! Ahahahahaha! - ma potete trovarlo anche nel mio canale YouTube! ;)




Buona visione! ^_^



lunedì 24 settembre 2012

Perle dai libri #07


Prima che riuscissi a decidermi, Val scese dal letto e andò in bagno con passi felpati. Vidi un breve flash di luce quando la porta si aprì e poi si richiuse. Povera Valerie. Se fossi  stata al suo posto, mio padre avrebbe fatto esattamente quello che lei si aspettava dal suo: avrebbe trovato il modo  di far sputare sangue a chi mi aveva ferita.
Qualche minuto dopo, uscì dal bagno e accese la luce. Si era sciacquata la faccia, i capelli ravviati dietro, e portava la camicia da notte nuova, una semplice tunichetta blu a maniche lunghe. «Ehi» disse, tornando a stendersi. «Siamo gemelle!» Ripescò un cioccolatino abbandonato sul pavimento accanto al letto e lo mangiò. Mentre masticava, pensai a che cosa avrei potuto dire, a come avrei potuto aiutarla.
«Mi sei mancata, lo sai» mi uscì alla fine.
«Anche se sono stata stronza?» Parlava evitando il mio sguardo, mentre scartava lentamente un altro cioccolatino. «Anche se ho mentito su di te?»
«Non erano tutte bugie» ammisi. «Io avevo una cotta per Dan.»
Scoppiò in una breve, amara risata. «Un errore colossale.»
«E sapevo che ci sarebbero state delle conseguenze. Se tu avessi puntato il dito contro Swansea, alcune delle cheerleader probabilmente ti avrebbero lasciata sola.»
Altro sbuffo di amarezza. «Di' pure tutte.»
Sentii un nodo alla gola. «Pensavo che se fosse andata così avresti avuto ancora bisogno di me.»
Restò in silenzio per un istante. Quando si girò, credetti che volesse spegnere la luce. Invece allungò il braccio tra i due letti.
«Ho sempre bisogno di te» disse, e mi prese la mano. «Amiche?»
Avvertii il calore del suo palmo contro il mio, il conforto di avere un altro corpo nella stanza, qualcuno con cui ridere, viaggiare. Essere. Per sempre, se così voleva il destino. «Amiche.»




Dopo un rapido breefing sull'accaduto, avevamo sfilato insieme le scarpe e ripulito il viso all'uomo svenuto. Poi ci eravamo date appuntamento in soggiorno per definire un piano.
«Senti questa» propose Val. «Lo ficchiamo in un carrello del supermercato e lo lasciamo davanti al pronto soccorso, come in Animal House.»
Oh, Signore. «Okay, non credo che Animal House fosse concepito a scopo istruttivo. E poi potrebbe essersi fatto davvero male. E anche se fosse: dove lo troviamo un carrello?»
Ci pensò su. «Ottime argomentazioni. Okay. Chiamiamo un taxi..»
«Credo che sarebbe meglio riportarlo semplicemente alla stazione di polizia.» Indugiai. «E confessare.»
«Non lo so» disse Val, aggrottando le sopracciglia. «Non sembra esattamente in veste ufficiale, al momento.» Si staccò una pellicina. «Specie dopo che gli ho tolto i pantaloni.»
La fissai. «L'hai fatto?»
«Sì!» rispose con aria compiaciuta.
«Perché?»
«Erano sporchi.» Si mordicchiò l'unghia del pollice. «E poi,sai, nel caso tentasse di scappare o roba del genere.. E' dura se non hai i pantaloni.» Continuò a tormentarsi l'unghia. «Non che lo sappia per esperienza personale.»
«Valerie.» Mi sforzai di non perdere la pazienza. «Hai mai preso in considerazione l'ipotesi che il tuo cervello abbia qualcosa che non va?»
Mi rivolse un sorriso dolce, schietto. «Tendo sempre a pensare che il problema sia nella testa degli altri.»
Presi il telefono. «Forse dovremmo semplicemente chiamare la polizia.»
«Aspettiamo che si svegli» suggerì lei alzandosi in piedi e stiracchiandosi. «Che fretta c'è?»
«Dovrei assicurarmi che stia bene.»
«Vai» esclamò. «Dacci dentro di brutto.»



L'altra storia di noi
Jennifer Weiner






Giudizio: 😊💛

domenica 23 settembre 2012

Una vita tra le pagine






Ieri pomeriggio sono stata al "Pordenonelegge", la tredicesima Fiera del libro. Una manifestazione culturale che nei suoi cinque giorni di svolgimento ha visto un fitto susseguirsi di incontri con gli autori, appuntamenti con attualità, sport, arte, filosofia, poesia. La letteratura in tutte le sue sfaccettature e per tutti i gusti.
Ho girato tra i vari stand suddivisi per tema, smarrendomi tra i tanti volumi esposti, alcuni dei quali anche molto antichi e davvero bellissimi.
Mi sono concessa anche un delizioso gelato prima di rientrare e sono stata davvero bene.
Gli anni scorsi, per una ragione o per un'altra, non ci ero stata e devo dire che è un evento che merita decisamente. Esperienza da ripetere anche perché era organizzato in maniera impeccabile.
Magari il prossimo anno evito di portarmi dietro le due Pesti che dopo i primi quindici minuti sono diventati insofferenti, poveri!

In tema di lettura, ho finito "B - Il Burattinaio" di Torsten Pettersson. Un thriller che pare trovare la sua risoluzione già a metà libro ma che poi rivela un insospettabile colpo di scena finale al quale le indagini del detective Harald Lindmark arriva ricostruendo, pezzo per pezzo, un puzzle più complicato di quanto appariva. Mi è piaciuto anche se l'inizio è stato poco convincente, poi si è ripreso alla grande!

E, proprio stasera, ho finito anche "L'altra storia di noi" di Jennifer Weiner. Che dire: bello bello bello! La storia di un'amicizia, di un legame tra due ragazzine sostanzialmente molto diverse che, nonostante i numerosi scossoni, riescono a ritrovarsi, una volta adulte. Mi piace lo stile della scrittrice, fresco ed ironico, che affronta temi anche decisamente delicati come l'adolescenza, la diversità, l'emarginazione, il bullismo, il disagio giovanile, mantenendo quel tono sostanzialmente leggero e scorrevole. Nonostante il continuo alternarsi, nel racconto, di vita attuale e flashback, nonché la narrazione in prima e terza persona.. il romanzo si fa leggere, decisamente. Dovrò, quanto prima, cercare qualcos'altro di questa scrittrice perché mi ha veramente colpita!

Nel frattempo, ho cominciato l'ultimo acquisto, di qualche giorno fa: "La febbre" di Saskia Noort.
E' troppo presto per sbilanciarmi ma.. vi farò sapere! ^^



giovedì 20 settembre 2012

Anime.. del cuore - Candy Candy


Lieta di riprendere la mia rubrichetta con un anime.. dolcissimo! ^^


Candy Candy


L'anime Candy Candy, il cui titolo originale è Kyandi Kyandi, nasce dall'omonimo manga di Yumiko Igarashi, a sua volta tratto dal romanzo della scrittrice giapponese Kyoko Mizuki.
Arriva in Italia, come serie TV anime, nel 1980 riscuotendo un gran successo soprattutto nel pubblico femminile.
Ambientato tra l'Inghilterra e gli Stati Uniti nel periodo della prima guerra mondiale, la storia narra la vita e l'intero percorso di crescita di Candice White, un'orfanella che viene ritrovata nei pressi della Casa di Pony, un orfanotrofio gestito dalle dolci e amorevoli Miss Pony e Suor Maria.
Quella notte viene ritrovata anche Annie, una bimba debole ed insicura con la quale Candy stringerà un forte legame di amicizia. Quando Annie viene adottata da una famiglia ricca, i Brighton, Candy ne soffre molto e si rifugia sulla Collina di Pony. E' lì che incontra per la prima volta un giovane biondo, in kilt scozzese, che suonando la sua cornamusa cerca di strapparle un sorriso.
Quando il giovane si allontana, Candy ritrova una spilla con uno stemma, caduta proprio a colui che lei ribattezza come Principe della Collina. In seguito scoprirà che quello è lo stemma di una famiglia aristocratica, gli Andrew. Poco dopo anche Candy viene adottata da una famiglia ricca, i Legan, ma il suo carattere vivace e sbarazzino non le consentirà di adattarsi allo stile di vita della famiglia e la ragazza finirà per fare da dama di compagnia ai perfidi Neal ed Iriza.
La permanenza dai Legan segna una delle fasi difficili della vita di Candy, ma la porterà anche a conoscere gli Andrew, a fare amicizie importanti e, soprattutto, ad innamorarsi del Anthony.
Così simile al suo Principe della Collina, conosciuto anni prima e mai dimenticato, Anthony si batterà, appoggiato dai suoi cugini nonché affezionati amici di Candy, affinché la ragazza sia adottata dagli Andrew.
Il capofamiglia, il misterioso zio William che non apparirà mai fino alla fine, quando si scoprirà la sua vera identità, sarà una figura essenziale nella vita di Candy. Sarà lui a decidere di adottare la giovane e sempre lui ad inviarla a studiare in un prestigioso collegio londinese, dopo la tragica morte di Anthony che distruggerà Candy, arrivando a traumatizzarla.
Un'altra persona di rilievo, conosciuta proprio prima della morte di Anthony, è Albert. Un giovane vagabondo che le salva la vita e che vive in una foresta nei pressi della tenuta degli Andrew, immerso nella natura e circondato dagli animali.
Durante il viaggio in piroscafo verso la Royal Saint Paul School, Candy fa un altro incontro importante: Terence Granchester. Un giovane irruento, spavaldo ed anticonformista che Candy ritroverà, insieme a molti amici compresa l'amata Annie, alla Royal Saint Paul School.
Tra Terence e Candy, rinominata dallo stesso Signorina tutte lentiggini, il rapporto è molto conflittuale ma tra una scamaruccia e un dispetto, nascerà un amore così profondo che aiuterà Candy a superare il trauma per la morte di Anthony.
Purtroppo la storia tra i due è travagliata, sofferta e ostacolata al punto che, a seguito di numerose peripezie, Terence si ritrova costretto a lasciare il collegio e, poco dopo, anche Candy farà lo stesso per dedicarsi a qualcosa che sente più suo. Si trasferisce in America, proprio quando lo spettro della guerra incombe sulla nazione, e lì comincia i suoi studi in una scuola per infermiere.
A Chicago ritroverà Albert e Terence ma la felicità è ben lontana per la dolce Candy Candy.
Il finale della storia si discosta abbondantemente nell'anime rispetto al manga. Nell'anime si lascia intendere che, dopo una lunga separazione, Candy e Terence coroneranno finalmente il loro sogno d'amore ma non è esattamente così. Il manga ha un finale differente e, tutto sommato, con quel sapore dolcemente romantico e fiabesco che ben si adatta alla trama. Nel manga, infatti, Candy ritrova il suo amato Principe della Collina.
A parte la differenza più rilevante, quella del finale, altre piccole e curiose differenze si riscontrano nel personaggio di Annie, che nel manga è bionda mentre nell'anime diventa bruna. E Klin, un procione amico di Candy che la segue praticamente ovunque, nel manga non esiste.
Così come alcuni nomi: Terence è in realtà Terruce anche se nel manga viene chiamato sempre Terry; Iriza è Elisa nel manga; Gli Andrew sono gli Ardley.
La trama comunque, nell'insieme, anche se nell'anime la storia viene un po' allungata, è la stessa. Finale a parte!
Candy Candy è un manga/anime che ha riscosso uno straordinario successo internazionale, trasmesso e tradotto in svariate lingue. Popolare non solo nel Sud-Est asiatico ma anche in America ed Europa. Purtroppo, ad oggi il manga è praticamente irreperibile e l'anime non viene più trasmesso, a differenza di altri anime dello stesso periodo, a causa di una grave controversia tra l'autrice del romanzo e la creatrice del manga. Una questione di diritti d'autore. Nonostante la controversia sia stata risolta con il pari riconoscimento del copyright congiunto ad entrambe, le due non fanno che ostacolarsi con il risultato che la messa in onda dell'anime è, ahimé, bloccata dal 1997!!

Curiosità e considerazioni personali: M'incantavo, letteralmente, quando guardavo Candy Candy. Ero piccola e, come per Lady Oscar, probabilmente è un anime che apprezzerei maggiormente se potessi rivederlo ora. Candy è l'emblema della forza d'animo e della determinazione. Abbandonata da piccola, non ha mai conosciuto i suoi genitori, soffre per la lontananza di Annie che per lei è come una sorella, assiste alla morte del suo primo amore, subisce i continui soprusi dei fratelli Legan, deve rinunciare all'amore di Terence.. è sfortunatissima! Eppure... il suo sorriso è sempre lì e la sua gioia di vivere rifiorisce dopo ogni caduta.
Come tutti i personaggi dei 'cartoni animati', anche Candy ed Annie erano fonti d'ispirazione per i giochi da bambina. Ciò che ricordo maggiormente è che la disegnavo, la disegnavo così spesso dal finire col disegnare qualunque personaggio con i tipici capelli alla Candy! :D



 


Qui ci sono tutti: Stear, Archie, Anthony,
Neal, Iriza e, naturalmente, Candy Candy.


Anthony

Anthony e Candy


Albert


Terence


Candy e Terence



Piccolo assaggio
Candy Candy - Episodio 45 - La festa di Iriza





lunedì 17 settembre 2012

Pallino


Sapete quando uno si sveglia con quell'idea un po' strampalata che zompetta nella testa, qualcosa che fino alla sera prima non si era nemmeno lontanamente affacciata alla mente ma la mattina è lì, fresca e vivida, come se attendesse da sempre di essere notata?
Bene.. io, stamane, mi son svegliata esattamente così.
Il mio pallino?
Voglio fare un tatuaggio! Alè.. il Marito farà i salti di gioia, soprattutto quando gli comunicherò il soggetto, il disegno, che voglio tatuare. xD
Il punto è proprio il disegno, poiché non è che io desideri fare un tatuaggio a prescindere. No. Io voglio proprio quel tatuaggio.
Quale? Il simbolo di Konoha. (o Villaggio della Foglia.)
Per chi non avesse la più pallida idea di cosa io stia dicendo, è questo:




Identifica i  ninja del villaggio di Konoha e, naturalmente, è inciso anche sul coprifronte di Naruto!
Naruto, Naruto Uzumaki, il personaggio principale dell'omonimo manga (e anime.) di cui sono decisamente appassionata.
Potrei dirmi determinata a farlo, non che ci stia pensando o ponderando la cosa.. no no.
Devo soltanto decidere dove farlo e, ancor prima, superare la paura del dolore.
Penso che, facendolo piccolino quanto una moneta da due euro, non dovrebbe essere troppo doloroso. So che dipende dal posto in cui si decide di fare un tatuaggio. Ci sono zone del corpo più delicate in cui il dolore si percepisce maggiormente (e cercherò di evitare quei punti!), ma in ogni caso è un disegno davvero poco elaborato. Quanto tempo potrà servire per completarlo?
Se anche soffrissi, sarebbe per un tempo breve.. sopportabile.. e poi il sacrifico vale, ecco! (Mi faccio coraggio da sola.. ma bisognerà vedere sul momento!)
Assodato il fattore dolore.. dove lo faccio? E.. dove lo faccio, da chi?
Mi serve qualcuno di fidato, che lavori in maniera pulita e che non sia caro. Mi sa che farò un'indagine su web prima ancora di chiedere a qualche mia conoscenza. Almeno per farmi un'idea preventiva!
Per quanto riguarda la parte del corpo... uhmmm..  vorrei che fosse visibile quasi sempre. Quindi non una spalla che si scopre solo con il caldo. Ma neanche sulla faccia, ovviamente!
Avevo pensato al dorso della mano, però non sopra sopra.. di lato, all'attaccatura del pollice. Altrimenti... alla base del collo, quasi sulla nuca. Tanto io porto i capelli cortissimi, in media. Sarà un pretesto per non lasciarli cresce più. ^^
Devo pensarci bene. Però il solo pensiero mi elettrizza. Non vedo l'ora!



lunedì 10 settembre 2012

Perle dai libri #06


Per Aki il loro modo di pensare, il loro modo di vivere, rappresentavano un ideale a cui aspirare, una specie di utopia. Una speranza. Un motivo per continuare a vivere con una malattia che lentamente la divorava.
«Loro credono che tutto ciò che si trova sulla Terra abbia un motivo per esistere» aveva detto Aki una volta. «Ogni cosa nell'universo ha uno scopo, non esistono mutazioni improvvise o imprevisti. A noi sembrano imprevisti solo perché non li comprendiamo. In pratica, all'uomo manca l'intelligenza per concepirli».
«Chissà se c'è un motivo per spiegare perché un neonato nasce anencefalo» le avevo chiesto.
«E cosa sarebbe?»
«Un bambino nato senza cervello. Oggi si sta pensando di trapiantare il loro cuore a neonati affetti da gravi problemi cardiaci. Ecco trovato un senso anche per questo, giusto?»
«Mi sembra che le cose stiano in un modo un po' diverso. Comprendere non significa mica utilizzare».
Il viso di Aki era pallidissimo. L'anemia si stava aggravando. Come al solito le facevano delle trasfusioni e lei era rimasta quasi senza capelli.
«Pensi che ci sia una spiegazione anche per la morte di una persona?» le chiesi.
«Penso di sì».
«Se davvero c'è una ragione, uno scopo, come mai facciamo di tutto per evitarla?»
«Perché noi non siamo ancora in grado di comprendere, ecco perché».
«Una volta abbiamo parlato del paradiso: non avevi detto che non credevi nell'altro mondo?»
«Mi ricordo».
«Se la morte ha un senso, per essere coerenti dovrebbero esistere anche l'aldilà e il paradiso, no?»
«Perché?»
«Perché con la morte tutto finisce, e se non c'è un dopo allora non può essere che morire abbia un senso».
Aki guardò fuori dalla finestra e rifletté sulle mie parole. La rocca bianca faceva capolino fra gli alberi della collina su cui volteggiavano nugoli di nibbi.
All'improvviso Aki aprì la bocca. Parlava come se scegliesse le parole una a una. «Vedi, io penso che in ciò che c'è ora ci sia tutto. C'è tutto e non manca nulla. Per questo non vedo il bisogno di pregare un dio o di cercare l'aldilà o il paradiso: c'è già tutto. La cosa più importante è rendersene conto». Si fermò un momento. «Quello che non esiste adesso, qui, non ci sarà nemmeno dopo la morte. Quello che c'è qui e adesso, invece, continuerà ad esserci anche dopo. Non riesco a spiegarmi bene».
Continuai io: «L'amore che provo per te è qualcosa che c'è qui e adesso, e continuerà ad esserci anche dopo la morte, ecco».
«Esatto» annuì lei. «Era quello che volevo dire. Ecco perché non c'è da essere tristi o da avere paura».




Gridare amore dal centro del mondo
Kyoichi Katayama





Giudizio: 😊💚

venerdì 7 settembre 2012

Diario delle vacanze 2 - Parte seconda: Siena


Sabato 25 Agosto

Siena è una città molto particolare. Definirla soltanto bella è riduttivo. Il suo stile medioevale è rimasto immutato negli anni e la città ne sfoggia la magnifica bellezza non solo con i suoi monumenti ma anche nelle tradizioni che il popolo senese mantiene e persegue in uno stile di vita praticamente unico e ammirabile.
Per raggiungerla abbiamo percorso una strada immersa tra le caratteristiche Crete Senesi.
Un paesaggio suggestivo, nonostante la Stella mia abbia fatto notare che sono capitata nel periodo dell'anno in cui la raccolta del grano c'era già stata. Con l'alternarsi delle stagioni, mi raccontava, il grano che viene seminato crea un manto uniforme, dapprima verdino, poi di un verde più intenso e, infine, quando il grano diventa maturo.. color oro. Un spettacolo della natura, insomma.
Ho potuto comunque ammirare le tante collinette ondulate che si intrecciano tra loro creando uno scenario decisamente singolare, come il colore del terreno nel quale vi è presente una forte componente argillosa.
Per questo, vengono dette appunto, Crete. Sono riuscita anche ad intravedere un fontone!
Non mi è riuscito di scattare qualche foto poiché quando mi sono decisa, le aeree di sosta dislocate lungo la via proprio per consentire ai turisti di catturare quel meraviglioso panorama, erano finite. E fermarsi sul ciglio della strada non era molto saggio.
Però ne conservo un nitido ricordo.

Ecco Siena vista con i miei occhi.


Questa è la facciata laterale della Basilica di San Domenico. E' una delle chiese più importanti di Siena e al suo interno custodisce una reliquia, la testa di Santa Caterina. La scala, che abbiamo soltanto sceso perché per risalire abbiamo optato per quelle mobili (dal momento che la sottoscritta sui tacchi è un pericolo per
sé stessa e per il prossimo. E in questo caso specifico, il prossimo in questione era la Stellina che mi porgeva il braccio!), conduce alla Fonte di Fontebranda.




Fonte di Fontebranda. Siena è una città ricca d'acqua che scorre nelle sue antiche gallerie scavate nella sabbia. Tali gallerie incanalano l'acqua nelle numerose fonti dislocate in tutto il centro storico. Nell'epoca medioevale queste fonti raccoglievano l'acqua destinata a vasche separate a seconda dell'uso che se ne faceva. Tre vasche: una potabile, la seconda per abbeverare il bestiame e la terza riservata al lavaggio dei panni. Ancora oggi queste fonti sono perfettamente funzionanti.
Fontebranda è la più antica e imponente delle fonti senesi. Tra le leggende e credenze popolari legate a questa fonte, una narra che chi ne beve le acque impazzisce! 



L'interno di Fontebranda. La foto non è il massimo. All'esterno spiccava il sole e l'interno è buio ma
prestando attenzione stile "aguzza la vista" della Settimana Enigmistica, si può notare il riflesso, in alto,
delle acque della fonte.




Fontebranda con la Basilica di San Domenico sullo sfondo.

Uno dei bellissimi negozietti di souvenir dislocati un po' ovunque. Questo è davvero carinissimo e mi ha colpita particolarmente.




Ingresso alla cripta del Duomo

La scala che dalla cripta conduce alla Piazza del Duomo dove si trova, appunto, il Duomo di Siena. Da notare la presenza di 'qualche' turista! ^^'' Risalendo la scala, la Stella mi ha consigliato di fare attenzione ad uno scalino in particolare. Quando lo abbiamo intercettato, un gradino con una piccola croce, lei me ne ha
spiegato il significato. Quella croce è stata segnata lì in ricordo di uno dei miracoli di Santa Caterina.
Il racconto narra della giovane che risaliva la scala, quel giorno, portando con sé, in tasca,
delle uova da donare ai poveri ed un anello d'oro. Su quel grandino la Vergine si mostrò alla Santa che a quella visione, cadde in estasi. Quando rinvenne scoprì che, nella sua tasca, l'anello si era deformato mentre le uova erano rimaste tutte, perfettamente, intatte.




La Cattedrale di Santa Maria Assunta di Siena è il maestoso Duomo di Siena

Ed eccoci giunte alla storica, quanto conosciutissima, Piazza del Campo. E' qui che si tiene il famoso Palio di Siena. Prima che la mia Stellina me ne parlasse, credevo erroneamente  che si trattasse soltanto di una competizione equestre. Invece mi son dovuta ricredere. Non è SOLTANTO una competizione.
Il Palio è.. la vita del popolo senese che li coinvolge 365 giorni all'anno caratterizzandone i diversi aspetti, sentimenti compresi. Le 17 Contrade - Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tortuca, Torre e Valdimonte. - si spartiscono Siena e, nei limiti del rispettivo territorio, ogni Contrada ha una chiesa con annessa la sede dove custodisce i vari cimeli comprese le bandiere, i costumi e tutto quanto concerne la vita della Contrada stessa. Le attività delle Contrade non si limitano ai giorni dell'organizzazione e quelli della corsa, tra l'altro una delle più antiche del mondo. Un contradaiolo viene battezzato nella propria Contrada e vi rimane fedele. Vi è un giorno del Patrono per ogni Contrada e viene festeggiato. Una Contrada può avere alleati e/o rivali. E la rivalità è parecchio sentita tanto che, mi raccontava la Stella, possono arrivare anche suonarsele per strada se uno dei due rivali provoca o ha motivo di discussione con l'altro. Dà l'idea di quanto profondo e sentito sia il legame del contradaiolo con la sua Contrada. Passeggiando e chiacchierando tra le vie di Siena, mentre, affascinata, apprendevo tutto questo e molto altro ancora, per una sottile affinità, ho scoperto la mia 'Contrada di adozione': la Contrada della Selva! :D  




Torre del Mangia e Palazzo Comunale in Piazza del Campo


Ragazzi, mi sono davvero divertita! Il nostro lungo giro turistico è terminato proprio qui, in Piazza del Campo. Ho comprato un regalino da portare alla suocera e, naturalmente, la mitica bandiera della Contrada della Selva!
E ho trovato, in una fumetteria proprio a Siena, il numero 29 di Naruto che dalle mie parti non l'avevo trovato nemmeno durante la mostra fumetto. ^^''
Due giorni sono letteralmente volati e sono stati un'indimenticabile esperienza. La conferma che la Stella è la persona meravigliosa che ho imparato a conoscere in questi anni. Ha fatto di tutto per farmi sentire a mio agio, è stata oltremodo ospitale e mi ha coccolata con le sue attenzioni. Non avevo certo bisogno di questo passo per considerarla un'amica però sono stata troppo felice di scoprire che lo è per davvero.
Il momento dei saluti è sempre quello più duro, però è giunto anche per noi.
E quando ci siamo abbracciate, prima ancora di 'lasciarla', pensavo già a quando ci saremmo nuovamente riviste. 


giovedì 6 settembre 2012

Call Me Maybe


Stamane sono particolarmente frizzantina xD
E vi propongo questa canzoncina troppo carina di Carly Rae Jepsen. Mi piace la canzone e mi piace troppissimo il video. E' fresco, allegro, solare, divertente e con un finale a sorpresa bellissimo!!! :D

GODETEVELO!! (E' proprio il caso di dirlo!!)



lunedì 3 settembre 2012

Diario delle vacanze 2 - Parte prima: Firenze


Firenze e Siena.

Due meravigliose città italiane mete della mia tanto sospirata e attesa mini vacanza in solitario.
Ebbene sì, alla fine ce l'ho fatta. Erano almeno due anni che si programmava questo incontro con la Stellina e, finalmente, è andato in porto! E dire che ne sono stra felice potrebbe sembrare scontato ma non lo è!

Sono arrivata a Firenze la mattina del 24 agosto e ad accogliermi calorosamente c'era la mia Stellina con tanto di Banda al completo.
Inutile dire che i più felici, a parte noi due, erano i dolcissimi Cuccioli  e l'adorato Pasticcino.
I primi si sono subito eclissati chissà dove a fare i pucciosi indisturbati per conto loro.
Il mio Cross, invece, ha trotterellato con noi tutto il tempo. ^_^

La Stellina ha sfoggiato doti da impeccabile cicerone e mi ha guidata per le vie di Firenze mostrandomi i monumenti principali. Oddio, quando Cross si è impuntato che il cornetto al cioccolato andava mangiato proprio in quel bar, con la Stella abbiamo fatto 70 km in un labirinto di  vie apparentemente tutte uguali. NON ci siamo perse, abbiamo perso il bar.. è diverso! xD
E, come spesso capita quando si cerca qualcosa e, puntualmente, non la si trova, quando ci siamo arrese e il Pasticcino si è rassegnato a fare colazione nel primo bar a portata di mano, ci siamo guardate intorno e.. eccolo là, abbiamo trovato quello che cercavamo.

Firenze è bellissima, all'altezza della sua fama. C'erano moltissimi turisti e tanto caldo, ma niente e nessuno avrebbe potuto scoraggiarci. Così, sfidando calura e tacchi alti (sì, sono folle!!) ho visto il Duomo, Palazzo Pitti, la casa di Dante, il mercato del Maialino, il Ponte Vecchio, l'Arno e altro ancora.

Ecco Firenze vista con i miei occhi.


 La Cattedrale di Santa Maria del Fiore è il Duomo di Firenze. E' immenso, stupendo nelle sue pregiatissime e preziose rifiniture. Sono rimasta con il naso all'insù per circa due minuti ad ammirarne la bellezza dell'insieme e dell'altissima torre che ho fotografato.



Particolare della facciata del Duomo, sopra l'ingresso.

La facciata di Palazzo Pitti.
Nell'ampio piazzale a fronte di questo Museo, che affaccia sull'omonima piazza, si è tenuto in maggio il Festival del Gelato. Evento imperdibile per la Stella golosona, nonché per Cross che è un amante sfegatato del gelato tanto che non ha mancato di elogiare l'evento, come non ha mancato di indicarmi le disparate, ottime, gelaterie della zona. 





Sul Ponte Vecchio, bellissimo ammirato dalla stradina che abbiamo percorso per raggiungerlo, vi è la caratteristica via dedicata alle gioiellerie. Solo una piccola parte del Ponte ne è sprovvista ed è la romantica affacciata sull'Arno.




Nel cuore di Firenze, sotto la Loggia del Mercato Nuovo, si tiene il Mercato del Porcellino.
Il nome di questo mercatino è.. evocativo! :D Non potevamo non farci un giro. Non molto grande, ma fitto fitto, è un'insieme di bancarelle in pianta stabile il cui genere è quasi unico: articoli in pelle. Infilarsi tra i corridoi strettissimi tra una bancarella e l'altra è stato d'obbligo. Ricordo ancora l'intenso profumo della pelle. E, al contrario di quanto si possa pensare per la definizione di "mercato", i prezzi e la qualità della merce non sono affatto da mercato.



Ecco l'ingresso al Mercato con il famoso Porcellino - che poi è un cinghiale! - da cui prende il nome. Anche se dalla foto non si vede, è una fontana dalla quale l'acqua scorre incessantemente. La Stella mi ha narrato della tradizione, ad esso legata, secondo la quale bagnare la mano con l'acqua che scorre dalla sua bocca e poi carezzargli il musetto sia un portafortuna! E lo fanno in tanti, si può ben notare, infatti, che il muso della statua è nettamente più chiaro e lucido di tutto il resto.




Affacciata del Museo della Casa di Dante. Il museo si trova in una delle zone più antiche del centro storico fiorentino.



Mi rendo conto di aver visitato soltanto una piccola  parte di tutto il patrimonio culturale, storico e monumentale della città ma verso le 13 eravamo abbastanza stanche, con lo stomaco che cominciava a brontolare, da decidere di rientrare a casa.
Chiacchierare con la Stellina è sempre piacevole e lo abbiamo fatto praticamente quasi senza sosta.
Per la gioia del Biondino, ho assaggiato uno degli antipasti tipici della Toscana. Vari tipi di formaggio abbinati  al miele o alla confettura di fichi. DELIZIOSI!
Ma non è la sola cosa buona che ho mangiato quel giorno. Nella serata in famiglia ho avuto il piacere di assaggiare le famose 'pizze della Mamy'. BUONE, BUONE, BUONE!!
Quel primo pomeriggio lo abbiamo impegnato quasi interamente con il programmato 'gemellaggio' delle memorione. Abbiamo preso qualcosina a vicenda, l'una dall'altra. Beh, solo quello che suscitava l'interesse reciproco. Io ho preso un pochetto più di qualcosina dalla mia 'spacciatrice di fiducia' 
Adesso ho abbastanza materiale da starmene buona per un pochetto.
Sono rimasta letteralmente stregata dalla numerosa e meravigliosa collezione di manga in suo possesso. Sapevo che ne aveva tanti ma quando me li ha mostrati.. sono rimasta a bocca aperta!
Di sera l'aria si è rinfrescata e starsene a 'ciacolare' in panchina, sotto le stelle, è stato piacevole e rilassante.  Non che spostarsi in sala, sul divano, lo sia stato di meno. ^_^
E, in ogni caso, ne ho approfittato, con immenso piacere e gioia, per coccolare il Pasticcino dolcissimo.
Nonostante un po' di stanchezza, il tempo è volato e quando abbiamo concordato che fosse ora di andare a letto, abbiamo convenuto che sì.. avevamo fatto Capodanno!!



To be continued..