lunedì 25 marzo 2013

Perle dai libri #14


«Ce la faccio da solo.»
«Sei sicuro?»
«Sì.»
Con un movimento secco delle spalle, Fesh si sfilò dal sostegno del braccio di Angus. Uno scatto di nervi, una scarica provocata dall'adrenalina ancora in circolo. Non ho bisogno di te! Allungò il passo, ma le gambe cedettero. Piegò le ginocchia e appoggiò i gomiti sulle cosce, inspirando con gli occhi fissi a terra.
«Ehi...»
«Riprendo fiato, dammi solo un attimo.»
Camminavano nel cuore buio dell'Immortal e nella mente di Fesh c'era solo il desiderio di raggiungere Angel, ma era troppo debole e il suo corpo rispondeva a fatica alla voglia di correre da lei. Mentre cercava di recuperare le poche energie rimaste, alzò gli occhi e intercettò quelli dell'amico. E trasalì.
Angus...
In quello sguardo Fesh sentì scorrere l'affetto che conosceva e di cui aveva bisogno, anche se faceva di tutto per negarlo. D'istinto si abbandonò a quel calore e lasciò che la memoria prendesse il sopravvento sul presente, inondandogli la coscienza con un fiume di immagini, sensazioni, suoni e colori. Quanta vita, quante emozioni vissute insieme. Vere, importanti, incancellabili. Un sorriso prese forma sul suo volto. «Ne abbiamo fatte, eh?»
Angus restituì il sorriso e annuì, senza dire nulla.
Fesh apprezzò che l'amico rispettasse quel momento intensissimo. Spostò lo sguardo sulle sagome scure del bosco, scosse la testa e mormorò una sola parola: «Chissà...»



Primal Spirit - Immortal
E. J. Allibis







Giudizio: 😊💓

martedì 19 marzo 2013

Con Amore..


Improvvisa e devastante, la tua perdita ha segnato un solco profondo dentro me, dentro tutte le persone che ti amavano e che ti stimavano.
Ricordo i momenti passati insieme. Le incomprensioni che ci portavano a scontrarci, spesso, anche duramente. Quel nostro modo di confrontarci, entrambi duri e combattivi, colpo su colpo, senza risparmiarci, che mi ha fatta crescere e mi ha resa quella che sono. Ma ricordo anche, e soprattutto, le carezze e le risate. La mia gelosia da bambina, quando non avrei voluto condividerti con nessuno. La tua volontà ferrea e cieca di proteggerci da tutto e tutti. E, con il tempo e quella saggezza che giunge soltanto con l'avanzare dell'età, eri ancora più presente, sempre disponibile, sempre pronto a sostenermi ed aiutarmi in tutte quelle piccole difficoltà che, di volta in volta, mi affliggevano.
La vita è stata ingiusta con te quanto con noi, ai quali  ti ha strappato così dannatamente presto, senza concedermi la possibilità di dirti ancora una volta che ti voglio bene.
Quella sera ti ho sussurrato all'orecchio che ero lì, con te, che ero vicina e che ti aspettavo.. e mi piace pensare che tu mi abbia sentita. Che, in qualche modo che non mi spiego, tu abbia percepito la mia presenza, che abbia saputo che tua figlia era al tuo fianco in quel momento così terribile.
Avrei voluto che tu tornassi da me, non ero ancora pronta a lasciarti andare.. ma tu non lo hai fatto.
Tu hai chiuso gli occhi quella domenica mattina per non riaprirli più.
E adesso il tempo, inesorabile, scorre scandendo i minuti di questa vita che veleggia nel mare in tempesta nel quale ci hai lasciati.
La vita va avanti, non la si può fermare solo perché stiamo male, solo perché il dolore è insostenibile. La vita va avanti. A volte mi dico che non è successo, che tu sei a casa, ancora lì, ad armeggiare con qualcosa di rotto, a spizzicare mentre guardi la televisione, a curare in maniera quasi maniacale le piante che affollano il balcone, a punzecchiarti con mamma, borbottando, per poi cedere e dargliela vinta.
E sorrido, triste, nella consapevolezza che nessuna di  quelle cose è più possibile.
So che vorresti saperci felici, so che vorresti sorrisi al posto delle lacrime.. ma la tua mancanza è un vuoto che posso colmare soltanto con quei ricordi, momenti della nostra vita che custodirò sempre come il più prezioso dei doni.

Ciao papà..