mercoledì 27 giugno 2012

Colpo di fulmine


Ve lo presento il mio colpo di fulmine!



"Tu hai le sole due cose che vale la pena avere: Bellezza e Giovinezza.
Il Mondo è Tuo!"
Henry Wotton




Il Ritratto di Dorian Gray.

Questo ultimo adattamento cinematografico del celebre romanzo di Oscar Wilde mi ha letteralmente rapita. Conosco l'attore, Ben Barnes, la cui bellezza è indubbia, ma mai ne avevo subito il fascino come in questa sua interpretazione. E' un Dorian che non rispecchia affatto quello pensato dall'autore del romanzo, in realtà tutto il film va considerato, per le numerose e sostanziali differenze rispetto alla concezione di Wilde, un'opera a sé, ma è davvero grandioso.
Mi ha stregata.. e non capita spesso che un personaggio, più che l'attore, riesca a catturarmi con una tale ed immediata prepotenza, ma Ben Barnes è un Dorian perfetto.

Devo ammettere che l'uscita del film, due anni e mezzo fa, oramai, è passata per me quasi inosservata. Non sono una cinefila e con due pesti sempre al seguito, è da tanto che non mi concedo una serata al cinema. L'ultima volta è stata con la Cucciola e abbiamo visto un film di tutt'altro genere!

La visione di "Dorian Gray" potrei definirla fortuita. Ho lavorato al montaggio di un video il cui soggetto era proprio Il Ritratto di Dorian Gray, nella stesura originaria e letteraria di Oscar Wilde e quella attuale, personale visione messa su schermo da Oliver Parker.
L'ho visto su Youtube a spezzoni di 15 minuti, e più andavo avanti più lo apprezzavo; la trama, che potrebbe sembrare scontata ma non lo è, quanto il Dorian dal volto di Barnes, che l'attore ha saputo esaltare con la sua presenza fisica, con le sue espressioni, ed esprimendo tutto quel fascino, inizialmente acerbo e poi da bello e dannato, che rende il personaggio estremamente accattivante.
Anche Colin Firth, che incarna la tentazione con Lord Henry Wotton, ha interpretato ottimamente il suo ruolo. 

Colta da questo accecante, quanto consapevole trasporto per il film, nonché per Dorian, stamane ho ripreso il romanzo. L'ho letto come testo scolastico, (non vi dico quanti anni fa!) e poi riletto circa dieci anni fa per la seconda (decisamente volontaria rispetto alla prima!) volta.
Ricordo bene la trama e gli eventi salienti della storia, ma i dettagli mi sfuggono. Lungi da me il cercare un confronto tra romanzo e film (anche se le differenze salteranno agli occhi e quello è un dato di fatto, inevitabile!), secondo me sono, a prescindere, su due pianeti differenti.
Quello che rende un'opera, un romanzo in questo caso specifico, un capolavoro è la narrazione del suo autore. Come esprime le proprie idee, talvolta la propria concezione di vita, per il messaggio che intende mandare attraverso le parole e per la capacità di inchiodare il lettore.
Quella stessa storia, portata su pellicola, inevitabilmente risulterà disuguale poiché è l'espressione di un'arte differente, e perché il regista vi metterà, comunque, del suo.
Uno stesso soggetto, ritratto da due mani differenti, risulterà incredibilmente dissimile poiché osservato con occhi diversi da coloro che lo riproducono su tela.
Così come uno stesso soggetto fotografato può apparire bellissimo quanto quello dipinto, seppur nella palese diversità. Certo, anche l'occhio dello spettatore ha la sua importanza.
Il valore della bellezza, a  mio parere, non è soggettivo come in tanti sostengono.
Il bello è obbiettivamente bello ma, nella sua bellezza.. può non piacere. Può non trasmettere o trasmettere sensazioni, emozioni. 
Tutto questo dilungarsi per sottolineare due cose:
A me il film è piaciuto, a prescindere da quanto sia o meno attinente al romanzo. Non lo giudico in base al libro. Apprezzo l'opera di Wilde, così come apprezzo (mooooooooolto!!!) l'opera di Parker!
Per tutti quelli che hanno recensito il film con la frase "Ma non ha proprio niente a che vedere con il romanzo,  Oscar Wilde si starà rivoltando nella tomba!", la mia risposta è: OVVIO! :)

Detto ciò, perfettamente in linea con le tematiche del film (bellezza a parte, ahimé!), in questi ultimi due giorni mi sono davvero dannata. Il montaggio video è una delle mie passioni, seconda soltanto a lettura e scrittura a pari merito, e mi diletto parecchio soprattutto quando qualcosa mi affascina così profondamente.
Ciò che mi ha distrutta è il mio portatile. Unico pc della casa con il quale posso fare certi lavori, ha deciso di darmi contro e bloccarsi.
Non una volta.. infinite volte!!
Ha qualcosa che non va, probabilmente un problema di HD o di RAM, mi andava in blocco da un po' di giorni ma riuscivo a lavorarci se, tassativamente, utilizzavo una sola applicazione.
E ne avevo messi in cantiere due di video, uno su commissione, l'altro personale, ma a metà salvataggio, sistematicamente, il pc  si piantava. Il primo ho trovato il modo di completarlo anche perché era assolutamente necessario.
Il secondo.. rimarrà opera incompiuta fino a quando non mi deciderò a portare il pc in manutenzione!

E spero ciò accada presto.. rivoglio il mio pc FUNZIONANTE! ^^''
Vi tengo aggiornati e se dovessi sparire... allora ha tirato le cuoia pure il matusa fisso!


martedì 19 giugno 2012

Perle dai libri #02



Il gioco è molto semplice. Nessuno sa chi sia realmente il proprietario del Diérs, forse Pastor ma probabilmente no. Ci paga per portare in giro queste due spogliarelliste in tre o quattro locali a pescare i clienti giusti per il Diérs.
Loro entrano, rimorchiano oppure si fanno rimorchiare da uomini troppo brutti, troppo ubriachi o troppo timidi per prendere l'iniziativa. Un sorriso seducente, un'occhiata ammiccante. Una mano sul petto, i seni contro il suo braccio o magari nella sua mano. E poi un sussurro, una lingua umida che esegue la sua abile danza sul lobo di lui. Che si immagina già il sapore di quella lingua in bocca, sul petto, sul membro.
« Ci vediamo al Diérs », gli sussurra lei.
Lui paga cinquecento corone d'ingresso per vederla ballare. Ammesso che la trovi là, tra l'altro.
Funziona meglio di quanto si pensi. Parola mia. Lo so per esperienza. Una brunetta con il dialetto dello Skåne e le caviglie sottili, la mano fresca sulla mia fronte sudata per la cocaina, le sue dita tra i capelli. Gli occhi da regina dell'antica Grecia. Pensava di adescarmi semplicemente con una proposta fetish e mi aveva chiesto se avessi mai indossato delle calze a rete.
« Una volta », le risposi. « Sopra la faccia. Per una rapida... visita ad un chiosco ».
Non credo abbia capito. E' andata che pagai prima cinquecento corone di ingresso e poi altre cinquemila per un'ora di show privato. La mia serata si concluse sul marciapiede con una sigaretta in bocca dopo che il suo ragazzo, il barista, mi aveva pestato di brutto perché le avevo proposto, in maniera discutibilmente galante, di tornare a casa con me.
Le sue nocche erano come zoccoli di cavallo e le sapeva piazzare con grande precisione nel basso ventre. Pisciai sangue per una settimana.




Lo strano caso di Stoccolma
Christoffer Carlsson





Giudizio: 😊

lunedì 18 giugno 2012

CAMPIONI D'ITALIA!






Nella Piazza del Campo,
ci nasce la verbena, 
viva la nostra Siena,
viva la nostra Siena!
Nella Piazza del Campo,
ci nasce la verbena,
viva la nostra Siena,
la più bella delle città.
Sie! Sie! Siena!


Ed eccoli qui, i Campioni d'Italia.






















E vanno citati, uno per uno, a partire da lui, Simone Pianigiani, il Coach, con la "C".

Shaun Stonerook, il nostro Capitano.
Lo spettacolare Bo Mc Calebb.
Nikos Zisis.
David Andersen.
Igor Rakocevic.
Ksistof Lavrinovic.
Marco Carraretto.
Pietro Aradori.
Rimantas Kaukenas.
"Bootsy" Thornton.
Andrea Michelori.
Tomas Ress.
David Moss.
Luca Lechthaler.
Jonas Maciulis.








Questi ragazzi sono l'orgoglio del basket italiano. La Montepaschi Siena vince il suo sesto scudetto consecutivo (Sette in assoluto), nella Gara 5, battendo l'Olimpia Milano 84-73.
Milano ha avuto la meglio su Siena soltanto in Gara 4, disputata al Palazzetto di Assago.
Quella di ieri sera è stata una partita stupenda.
Siena ha dominato, dopo un avvio molto comodo, già dal primo quarto. Milano ha lottato, con le unghie e con i denti, ma i ragazzi di Pianigiani restano imbattuti in casa e, con questa squadra, da nove anni!!
Non è il mio 'primo scudetto' con il Siena (Ok.. io non ero in campo ma quando ci metti il cuore nel seguire una squadra, un pezzetto di quella vittoria è anche tua! ^_^ ), ma è sicuramente quello più sentito.
Sarà che conosco meglio la squadra, adesso, sarà che l'ho seguita passo dopo passo con più costanza di quanto abbia fatto lo scorso anno, sarà che ho imparato ad amarli, uno per uno proprio come li ho elencati.. ma a loro va il mio GRAZIE per le emozioni che riescono a regalarmi ogni volta, ad ogni partita!

Sono GRANDIOSI!

giovedì 14 giugno 2012

Posso esultare? :D


Ok.. ok.. mi ero ripromessa di attendere, di aspettare la fine per esultare, ma come si fa a non esultare dopo essersi aggiudicati la terza gara di fila? Dopo aver battuto l'Emporio Armani Milano in CASA? Non si può!! E' sacrilegio!! xD

Ed è arrivata la vittoria anche in gara 3, a Milano. Risicata, per onestà va detto, niente a che vedere con gara 1 (86-77) e, soprattutto, gara 2 (86-58).
Questa vittoria con 82-79, arriva dopo una serie di falli e tiri liberi sui secondi finali. Mossa prevedibile visto il ridottissimo scarto di punti. Lotta all'ultimo punto dalla lunetta! La lotteria dei tiri liberi, un po' come i rigori nel calcio, con la differenza che i tiri liberi sono scelta tattica del coach e della squadra e non una regola del gioco.
Ci si affida, in sostanza, alla buona sorte propria e alla sfiga della squadra avversaria.
Centri ed errori con qualche colpo di astuzia e buon gioco che può fare la differenza!

E' stato il Capitano, il grande Stonerook, che dopo aver sbagliato i due tiri liberi, ha rimediato magistralmente recuperando il rimbalzo in attacco che, praticamente, assegna la vittoria ai Campioni d'Italia.
Ed ho esultato così tanto da svegliare il marito, ma è valsa la pena ricevere un'occhiataccia! ^^



Scatti Gara-1





I voli di Mc Calebb






mercoledì 6 giugno 2012

"Come stai?"


Non ne posso più di sentirmelo chiedere!
Come sto? Sempre uguale! E non è che cambia qualcosa se me lo si chiede tutti i giorni, più volte al giorno!
Capisco la preoccupazione, ma ogni volta che mi si chiede: "Come stai?" mi pare che chissà quanto sia grave.
Già sono ansiosa e fifona di mio. Poi sto vivendo un periodo di alti e bassi tremendi. Ci sono momenti che mi sento tranquilla, altri che divento insofferente, irritabile, a volte persino brusca nelle risposte, soprattutto quando non sarebbe il caso. E me ne dispiace poiché, a parti inverse, anch'io mi preoccuperei e, soprattutto, m'interesserei alla persona che amo.

L'altro giorno ho sbottato con il marito.
Sarà che non è abituato a sapermi "malata", in fondo è la prima volta che soffro di una patologia che si protrae tanto nel tempo. Però alla decima volta, nello stesso giorno, che mi fa: "Come ti senti?", sono scattata.
Non ne vado fiera però, cacchio, se cerco di distrarmi e qualcuno pensa bene di ricordarmi continuamente quello che ho o che potrei avere, mi scazzo!
Che poi, per carità, niente di grave!! Solo che.. la pancia aveva pensato bene di andare a braccetto con lo stomaco e stavo palesemente da schifo. Ho sospeso la cura che mi è stata prescritta temendo che fosse quella la causa dei fastidi alla pancia ma.. non è quello. (E ho ripreso la cura stamane, almeno mi occupo dello stomaco mentre mi passa il mal di pancia!! U_U )
Poi.. il mio medico è desaparecido, tanto per rendermi la vita più facile.
Tante piccole cose che messe insieme fanno una cosa grande!

Alla fine ho fatto quella gastroscopia. Niente di particolarmente complicato o traumatizzante. Insomma, mi ha dato più fastidio l'ago nel braccio che mi hanno inserito per il tranquillante! (Non sopporto gli aghi e le punture!!). Se dovesse servire, lo rifarei senza problemi. Sarà anche perché sono stata assistita in maniera ineccepibile. La dottoressa è stata brava e l'infermiera potrei dire addirittura dolce.
Ho, e avevo, quello che pensavo di avere, anche se sono in attesa del risultato dell'esame istologico.
Probabilmente un po' di stress deriva anche da questa attesa. Facendo la gastroscopia, per la quale ho già atteso quasi due mesi, non è che mi illudessi di risolvere il problema ma, quanto meno, di mettermi l'anima in pace. Invece devo ancora attendere. Pazienza.

Ma parliamo d'altro!!
Sono stata in libreria e, udite udite, ho trovato il secondo volume della trilogia di Kelley Armstrong.
Ricordate The Summoning? Il secondo è intitolato The Awakening.
Che dire, se non vi è piaciuto il primo, non vi piacerà neanche il secondo ^^''
A me il primo è piaciuto ed ero stra curiosa di leggere il prosieguo, così quando l'ho visto sullo scaffale, non ci ho pensato su nemmeno dieci secondi: l'ho preso.
Ha atteso per una settimana, sul mobile all'ingresso. Non lo riponevo ma nemmeno mi decidevo a cominciarlo.
Ho tre romanzi che aspettano di essere letti. Tutti e tre iniziati ma.. non m'ispirano molto!
La strada in fondo al mare di Leah Fleming. Ho letto le prime 15 pagine, decisamente poco per esprime un qualsivoglia giudizio in merito.
B il Burattinaio di Torsten Pettersson. E' lì che aspetta da Natale. L'ho cominciato ma anche lui ha avuto vita breve. Sarà che sono stanca di leggere di psicopatici assassini, di sangue e morte. Forse..
Infine Ogni goccia di sangue di Michael Robotham. Questo, per essere quello che faccio più fatica a leggere, è anche quello che ho portato avanti parecchio prima di fermarmi.
Devo dire che  The Awakening, una volta aperto, l'ho letto in tre giorni!
E adesso aspetto il terzo.

Bene, direi che per oggi è tutto.
Alla prossima!


sabato 2 giugno 2012

Finale!!



E siamo in finale!! Ebbene sì.. il Siena di Pianigiani ha battuto il Sassari in gara 3 (79-64) e vola in finale!
La sesta consecutiva.
La MPS ha letteralmente dominato la partita. Alla fine del primo quarto i Campioni del Siena erano in vantaggio di 11 lunghezze con un parziale di 12-23. E, nonostante i numerosi tentativi di accorciare le distanze della squadra sarda, il Siena ha mantenuto il vantaggio oscillando dal +14 al +9.
E' stata una bella partita e bravi i giocatori del Sassari che, caricati anche dal pubblico di casa, si sono impegnati al massimo delle loro capacità ma, come ha detto l'allenatore della squadra perdente nell'intervista del dopo partita: I ragazzi del Siena sono marziani! :D

Domani, cioè stasera data l'ora!, si giocherà la gara 3 tra Milano e Pesaro. La prima potrebbe chiudere in gara 3 proprio come la Montepaschi Siena, battendo il Pesaro sconfitto già in gara 1 e 2.
C'è solo da aspettare. Riposarsi e prepararsi al meglio per la finale!

Forza Ragazzi!! *___*
































venerdì 1 giugno 2012

Perle dai libri #01



I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi.
Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci. Il secondo pensiero lo sfiorava soprattutto di sera, nell'intrecciarsi caotico delle immagini che precede il sonno, quando la mente è troppo debole per raccontarsi delle bugie. In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I  matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perché fra loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero.
Numeri come l'11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli.
Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l'uno all'altro. Tra i matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finché non li si scopre.
Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero.
A lei non l'aveva mai detto.



La solitudine dei numeri primi
Paolo Giordano






Giudizio: 😊💙