venerdì 19 giugno 2015

Perle dai libri #76


Si potrebbe pensare che un Guardiano, con la sua capacità di mutare forma, di trasformare in granito la propria pelle e di guarire in fretta, non sarebbe rimasto pietrificato nel salire a bordo di un'auto.
Ma Dez aveva tutta l'aria di uno che stava per sentirsi male.
Aveva entrambe le mani puntate sul cruscotto mentre guardava fuori dal finestrino del SUV. 
«Destra! Gira il volante a destra!»
Girai a destra e l’auto curvò di colpo, le gomme sobbalzavano sul terreno irrgolare del ciglio della strada. «Scusa.»
«Forse non era il caso di prendere il SUV» borbottò lui.
Io ridacchiai.
Per sei ore eravamo saliti e scesi dall’auto scambiandoci di posto, mentre Dez cercava di insegnarmi a guidare. Avevamo cominciato davanti alla villa, provando a far muovere dolcemente il SUV attorno alla rotonda e poi lungo il vialetto, avanti e indietro. Avevamo attirato l’attenzione dei maschi di casa ed erano partite parecchie battutacce all’indirizzo di Dez. Lui l’aveva presa sul ridere, fino al momento in cui aveva ritenuto che fossi pronta a guidare il SUV su una delle tante stradine secondarie e poco trafficate del circondario. Avevamo mangiato un boccone per pranzo e poi ci eravamo messi in strada, ed era stato allora che il vero divertimento era cominciato.
Guidare non era poi così difficile, mi resi conto.
Raddrizzai il volante e sorrisi mentre Dez appoggiava la schiena al sedile, le gambe allungate in avanti, come se stesse premendo un freno immaginario. «Non è poi così male.»
Lui mi guardò il tralice. «Non sarà il caso di sollevare un po’ il piede dall’acceleratore?»
Abbassai lo sguardo sul tachimetro. Spingendo l'auto a cento all'ora, rafforzai la presa sul volante mentre il mio sorriso si allargava fino a raggiungere proporzioni epiche. Gli alberi diventarono una macchia indistinta su entrambi i lati della carreggiata mentre schiacciavo l'acceleratore, toccando i centodieci.
Dez si aggrappò alla maniglia della portiera. «Ricorda, mani ore nove e ore tre.»
«Non era dieci e due?»
«No.» Lui prese un respiro. «Curva. Curva in arrivo. Rallenta. Curva!»
Io corressi la posizione delle mani e diminuii la pressione sull’acceleratore, ma il cuore mi balzò nel petto mentre il SUV viaggiava a cavallo della linea di mezzeria. Con il finestrino abbassato, il vento mi soffiava tra i capelli e sulla pelle. «E’ come volare.»
«Tranne per il fatto che siamo in una scatoletta di latta di parecchi quintali» mormorò lui.
Ridendo, accelerai a tavoletta sul rettilineo e un senso di vertigine mi travolse. Guidare non era niente di straordinario per molti Guardiani – non dopo aver preso la patente, quando diventava un modo come un altro per spostarsi dal punto A al punto B - ma c’era qualcosa di liberatorio nelle gomme che macinavano chilometri, nel viaggiare alla stessa velocità a cui si poteva volare. Mi stavo allontanando da casa. Stavo fuggendo.

Dolce come il miele
Jennifer L. Armentrout



Giudizio: 😊

giovedì 18 giugno 2015

Perle dai libri #75



«Sei viva» disse Serena.
Maggie era seduta su una sedia nell’ufficio di Stride. Sotto i capelli neri aveva la fronte bendata. Quando si voltò fece una smorfia di dolore. «Sì, mi dispiace. Forse avrai più fortuna la prossima volta.»
«Promesse, sempre promesse.»
Stride era seduto dietro la scrivania. «E’ bello vedere il gruppo di nuovo insieme» disse con ironia, mentre le due donne si scambiavano falsi sorrisi. «Seriamente, Mags, cosa ci fai qui? Non dovresti essere a casa in convalescenza?»
«Oh, Cristo, tu e Guppo. Sto bene, lasciatemi in pace.»
«Come vuoi.» Stride gettò un’occhiata ad entrambe, e fu come studiare due tigri chiuse in gabbie adiacenti. Aprì la bocca per dire qualcosa, pensò che qualsiasi cosa avesse detto avrebbe peggiorato la situazione, e lasciò perdere.
«Allora, cosa sappiamo?» disse. «All’inizio pensavamo che Margot fosse interessata a uno scandalo riguardante la prostituzione d’alto brodo. Può anche darsi che proprio per questo si sia recata da Lenny, ma ora sappiamo che è collegata a lui e a Cat attraverso l’anello. E’ una conclusione ragionevole, o stiamo correndo troppo?»
«E’ una coincidenza troppo grossa per non avere un significato.»
«Sono d’accordo con Angie Harmon, qui» disse Meggie, attirandosi un’occhiata al vetriolo da Serena. «Margot sapeva dell’anello che Cat portava al collo. Ne ha parlato nell’articolo che ha scritto su Cat. Se vedi un anello come quello, non lo dimentichi.»
«Questo spiega anche perché Margot quel sabato ha fatto a Bill Green delle domande sui genitori di Cat» intervenne Serena. «Stava cercando di capire in che modo Marty Gamble avesse messo le mani sull’anello.»


La ragazza di pietra
Brian Freeman




Giudizio: 😟

lunedì 8 giugno 2015

La marmellata e la nutella ^__^



Mela cotogna - nutella... alla PARI!!! 






"V'immaginate un partito politico che dentro nel suo statuto, proprio da regolamento, c'ha scritto: 
Art. 1 Noi siamo per la difesa dei diritti di quelli che fanno colazione con la marmellata a discapito di quelli che fanno colazione con la nutella. U_U"

Sembra assurdo, vero?
Lo è. E' assurdo e inaccettabile che una società, che si definisce civile, non manifesti la volontà di rispettare e tutelare ogni suo singolo cittadino riconoscendo pari diritti, che sono inviolabili e DEVONO essere equi, come scritto nell'Art. 3 della Costituzione:


"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."

Questo DEVE (dovrebbe!) voler dire che abbiamo tutti gli stessi diritti.

Non fa differenza che io sia maschio o femmina.
Non fa differenza che io abbia la pelle nera o bianca.
Non fa differenza che io sia cattolica o atea.
Non fa differenza che io sia di ideologia politica democratica o fascista.
Non fa differenza che io sia un magistrato o un imbianchino.
Non fa differenza che io sia destro o mancino.

Perché, allora, il fatto che Marco ami e desideri Fabio, o Valeria ami e desideri Elisa, deve creare questo enoooorme e ingiustificato scompenso nei diritti e nella tutela di questi ultimi?!

L'omofobia è una piaga sociale! Non è solo sintomo di una profonda ignoranza, ma è una DISCRIMINAZIONE AUTORIZZATA come lo era il razzismo. Come lo era la differenza di genere ai tempi in cui alle donne non erano accordati diritti come quello di esprimere la propria opinione attraverso il voto!

Quindi finiamola!!
Siamo tutti uguali, abbiamo tutti gli stessi diritti, a prescindere dal compagno che scegliamo! Quello che siamo, chi sentiamo di amare, non può diventare un peso, un motivo di sofferenza, NON è giusto!
Ci arriva anche un bambino.. cacchio.


Ci si innamora di chi ci s'innamora....