sabato 23 agosto 2014

Perle dai libri #49



Londra era una città giocattolo, un ninnolo imprigionato in una sfera di cristallo piana d'acqua e corpuscoli bianchi. Una mano invisibile l'agitava senza posa, avvolgendola in una bufera perenne e vorticante.
Jericho e Jonas avevano dovuto abbandonare la carrozza a nolo sulla quale stavano viaggiando, quando la neve sempre più fitta aveva reso impossibile per le ruote del veicolo procedere. Il vetturino era sceso con loro, scusandosi per il disagio, e lo avevano lasciato ad inveire contro il cielo incolore, a stento visibile nel turbinio di fiocchi.
Camminare non si era rivelato più facile. La strada era scomparsa, sepolta dal manto candido. La stessa topografia del quartiere era sconvolta, ogni punto di riferimento cancellato. Avrebbero potuto essere in qualsiasi altra città, in qualsiasi altro mondo. Le facciate degli edifici erano sagome incerte, sul punto di svanire.
Jonas si voltò per accertarsi che Jericho riuscisse a tenere il passo. La morte per assideramento nell'abitacolo di una carrozza non era sembrata auspicabile a entrambi. Non lo sarebbe stato neppure  soccombere alla bufera prima di aver raggiunto Chelsea.
"Ci siamo quasi" lo incoraggiò, gridando per superare il sibilo del vento che gettava loro in faccia pulviscolo ghiacciato. La bocca del medium era nascosta dal bavero rialzato del soprabito, ma Jonas fu certo che stesse sorridendo. Gli porse la mano e Jericho vi si aggrappò, coprendo la distanza che li separava. Ora che gli era più vicino, Jonas poteva sentire il suo respiro ansante, il tremito che gli percorreva le membra. I capelli gli ricadevano intorno al volto in ciocche fradice e pesanti e la porzione di volto visibile era dello stesso colore della neve. Jonas si ritrovò a pensare al corpo di Sloane Reddish, sul letto di metallo della camera mortuaria. Lo rivide con gli occhi della mente legato all'albero di alloro, pelle bianca, capelli neri, come nero era il sangue cristallizzato intorno alle sue ferite. Un disegno al carboncino eseguito da un sadico. Pensò alle fotografie nella soffitta della Pernassus Edizioni. Anch'esse erano in bianco e nero, seppur tendenti al seppia. Erano tante, così tante, una galleria di bellezze e oscenità senza fine. Era davvero sorprendente come l'essere umano riuscisse a corrompere ciò che di più sublime e perfetto la natura aveva saputo concepire.
Guardando quelle foto, Jonas Marlowe si era chiesto se non fosse lui ad essere sbagliato, nel non provare alcun piacere nella degradazione. Eppure non era scevro di desiderio, conosceva fin troppo bene l'anelito al peccato. La sua condotta poteva essere inattaccabile, ma i suoi pensieri e le sue pulsioni sarebbero stati giudicati riprovevoli agli occhi degli uomini e quelli di Dio. Eppure, nelle foto di quelle avvenenti creature spogliate di ogni dignità per compiacere la libidine altrui, tutto ciò che riusciva a provare era tristezza e pena. Il fatto poi che molto spesso i soggetti raffigurati richiamassero un'iconografia sacra faceva riflettere. Forse la contemplazione di personaggi delle sacre scritture, santi e martiri, suscitava fantasia ancora più lussuriose nella mente di chi non trovava la mercificazione del corpo sufficientemente peccaminosa.
Preso in quei pensieri, arrancava nelle neve fresca, senza lasciare la mano di Jericho. Difficilmente qualcuno avrebbe potuto condannare quel gesto. Nessuno poteva vederli. Il giorno non era più giorno, eppure il cielo era luminoso, abbacinante. Non era solo il 'dove', ma anche il 'quando' ad aver perso significato. Avrebbero potuto essere gli ultimi esseri umani rimasti in quel mondo immacolato. Per un momento Jonas desiderò fosse proprio così.

I Fantasmi dei Natali passati - Victorian Solstice 04
Federica Soprani
Vittoria Corella





Giudizio: 😊💓

giovedì 21 agosto 2014

Diario - fotografico - delle vacanze 5


Ferie (definibili tali solo grazie ad una visione della vita estremamente ottimistica!!!) finite.
Questo appuntamento con il Diario è pressoché fotografico. Sono ancora in piena fase di scazzo post dannatissimi e immancabili (da tre anni!) lavori di ristrutturazione e/o massiccio riordino post vacanze.
Detto in breve? Non ho voglia di star lì a raccontare, ecco.
E non è che possa rimandare il Diario fra sei mesi (data presunta termine fase scazzo correlato!), visto che ho altro da pubblicare.

Questa estate la nostra meta è stata Caorle (provincia di Venezia), nello specifico Porto Santa Margherita. Un posticino carino, anche se temo che molto dipenda dai punti di vista e dai gusti. Porto Santa Margherita, in sé, non offre che la balneazione, ma dista pochi chilometri dalla frequentatissima Caorle centro. Peccato che noi ci siamo stati solo di notte e non possegga contributi fotografici, ma mi è piaciuta molto.
Fidatevi sulla parola. U_U

Porto Santa Margherita è più piccola, tutta sul mare, e zeppa di negozietti di souvenir. L'appartamento dove abbiamo soggiornato affacciava praticamente sul mare. Per raggiungere la spiaggetta privata era  sufficiente attraversare un brevissimo tratto di pineta.

Foto scattata dal terrazzino sul quale abbiamo consumato praticamente
tutti i pasti. Attraverso le fronde degli alberi si scorge il mare. Di giorno
era piacevole ma la sera, e la notte, erano quelli i momenti migliori.
Non si udivano più i suoni e il chiasso dei bagnanti ma soltanto lo
scrosciare costante delle onde sulla riva. Leggere seduta sulla panca
in terrazzino.. era semplicemente meraviglioso.
Una notte, al ritorno dall'uscita serale, ho passeggiato sulla spiaggia..
Io adoro il mare!
Purtroppo, nota dolente è stata proprio il mare perché, sette giorni su sette di vacanza, tutto il tempo pieno di alghe rosse. Una cosa raccapricciante. Io rimediavo poiché, sapendo nuotare abbastanza bene, mi spingevo un tantino a largo, dove almeno in apparenza il mare era pulito. Ma per gli altri.. soprattutto le Pesti, è stato tremendo.
Si parla già di cambiare totalmente zona il prossimo anno.
Vedremo.

Un po' di scatti


Un bellissimo drago in vendita in un negozietto
a Caorle. Non vi dico il prezzo: esorbitante.


I Love Basket

Una giornata grigissima..

..e se la Dillina non può fare ciaf ciaf può
pur sempre leggere!

Konoha non poteva mancare e che sonnellini che si concedeva
sul divano a dondolo dell'appartamento.



Vacanze terminate con una giornata in visita a Bassano del Grappa. Ci sono già stata un paio di volte ma ... prima dell'avvento del blog. In realtà sarebbe più corretto dire che siamo stati in visita a una zia che vive a Bassano del Grappa perché nel momento di uscire per la passeggiata il cielo si è nuovamente scurito e mentre passeggiavamo.. ha diluviato costringendoci alla fuga e al ritorno a casa.

Fotine

Ponte Vecchio o Ponte degli Alpini

I due ometti qui, di spalle, sono le mie due Pesti. ^_^


Affacciata dal Ponte










Chiudo con la rubrichetta estiva che, anche quest'anno, non poteva assolutamente mancare.
La mia personale inchiesta curiosa sui librini preferiti dai bagnanti e letti sotto l'ombrellone.