venerdì 28 marzo 2014

Perle dai libri #34


«Siete voi, Becker?»
«Sì, ispettore. Lieto di rivedervi, anche se avrei preferito che succedesse in altre circostanze.»
«Che cos'avete trovato?»
«Cinque corpi.»
«Cinque? L'agente che mi ha svegliato ha detto quattro.»
«E' ciò che pensavamo all'inizio. Tre adulti e una bambina. Secondo i vicini aveva sette anni.»
Sette anni? Ryan faticò a mostrarsi distaccato.
«Ma poi ho controllato meglio. In camera c'erano frammenti di vimini in giro. Non ho capito subito che si trattava di una culla. Sotto un pezzo di soffietto c'era una neonata», continuò Becker.
«Una neonata», ripeté Ryan. Dissimulando le emozioni, si voltò verso gli altri agenti. «Chiedete ai vicini se hanno notato qualcosa di insolito. Un estraneo, qualcuno che sembrasse fuori luogo.»
Per quanto potesse apparire scontata, la procedura che Ryan mise in  moto esisteva solo da qualche decennio. La scienza della futura criminologia era nata in Francia, dove un delinquente professionista, Eugène-Francois Vidocq, aveva cominciato a collaborare con la polizia di Parigi e nel 1811 aveva creato un'unità investigativa in borghese. I suoi uomini fingevano di essere mendicanti e ubriaconi, infilandosi nelle taverne preferite dai criminali. Alla fine Vidocq aveva dato le dimissioni e aveva fondato la prima agenzia d'investigazioni private del mondo. Nel 1843, un anno dopo la nascita della sezione investigativa di Londra, una squadra di detective - tra cui anche Ryan - era andata a Parigi per imparare i metodi di Vidocq. Per la prima volta, la perlustrazione sistematica della scena del crimine era diventata la prassi standard.
«Spiegate ai vicini che anche il più piccolo dettaglio può rivelarsi importante. Uno di voi sorvegli la porta mentre io e l'agente Becker andiamo dentro. Non fate passare nessuno. Pronto?» chiese poi al poliziotto.
«E' raccapricciante», lo avvertì l'altro aprendo la porta.
«Non ne dubito.»

La perfezione del male
David Morrell



Giudizio: 😊💙

mercoledì 26 marzo 2014

♥♥♥ LOOKING ♥♥♥

Chi cerca qualche volta trova!
Non che io stessi cercando qualcosa di specifico, tuttavia ho trovato comunque!
♥ LOOKING ♥ E' il titolo di una nuova TV series statunitense  interamente incentrata sulla vita e le vicende di un gruppetto di amici gay, a San Francisco.
In America è andata in onda il 19 gennaio di questo anno, una creaturina appena nata che ha riscosso abbastanza successo da far programmare la seconda stagione!
La prima stagione, otto episodi in tutto, è inedita in Italia, naturalmente. E, a meno di sconvolgenti capovolgimenti terrestri, temo rimarrà inedita per parecchio tempo. Se si considera che una serie di successo come Queer as Folk è approdata in Italia, ma non in chiaro sulle nostre reti, ed è stata accantonata in breve tempo, ottimismo e speranza si allontanano a braccetto!
Ma io ho chiuso i battenti con la televisione italiana già da un po', oramai, e rimedio ciò che mi interessa nel vasto, sconfinato universo delle 3W.
Ma torniamo a Looking.
Mi ci sono imbattuta per caso e, come spesso accade, le cose che capitano per caso possono risultare estremamente sorprendenti.
Guardavo un video su YouTube e ho notato il bellissimo faccino di Jonathan Groff.


Le scene erano inequivocabili e il titolo del video era: Looking.
Mi è bastato fare una semplicissima ricerca per scoprire della serie. ^_^
Mi ha subito incuriosita e ho deciso di guardare almeno il primo episodio. Dal primo al secondo, al terzo al quarto e... caspita, sono arrivata all'ottavo episodio appassionandomi alla serie e con una mezza cotta per Patrick!! XD
L'ho trovata bella. Bella nei personaggi; con l'aspirante artista squattrinato, che nella sua ricerca di ispirazione, si perde quello che conta. Con il quarantenne playboy dall'animo romantico e il sogno nel cassetto. Con l'imbranato e dolcissimo programmatore di videogames desideroso di trovare la sua anima gemella.
Tre storie. Tre vite legate e che si intrecciano ad altre vite. La prima cosa che salta agli occhi, tuttavia, è l'amicizia. I tre sono amici da anni e sono Amici con la A.
I sentimenti ci sono tutti. Qualche scena hot ma niente di eccessivo così come non è eccessivo neanche l'utilizzo del linguaggio scurrile, altra cosa che mi è piaciuta.
Adesso aspetto la seconda stagione e spero arrivi presto!
Vi lascio un video, fatto da me. Una sorta di presentazione con un soundtrack che mi piace tanto.
E poooooi.. se volete guardarlo, vi lascio il link al blog dove l'ho trovato e guardato.
Eccolo: Looking
Non occorre scaricare, si guarda direttamente dal blog ed è comodissimo!
Infine..




Non mi resta altro da fare che augurarvi BUONA VISIONE!! ♥♥♥♥♥


lunedì 24 marzo 2014

Perle dai libri #33


Vera tace, imbarazzata per essersi aperta a una sconosciuta, e anche un po' incredula.
Dopo un lungo silenzio, la  sconosciuta mormora: «Io ho qualcuno a cui regalare un fiore, ma non so se lui lo vorrebbe regalare a me.»
«Posso aiutarti» le sorride Vera, dopo un attimo di riflessione. «Parlami dell'uomo che ami» dice.
«Oh, non è un uomo! E' un angelo...»
«Bé, all'inizio lo sembrano tutti.»
«No, no. Dico sul serio!»
«Se ne sei convinta ... continua.»
La donna dai capelli d'argento si ferma a riflettere. Si rende conto che non ha mai parlato con il suo angelo. L'ha solo guardato e lui ha guardato lei. E basta.
Dice questo all'attrice. Le dice che il suo angelo è bello, ma irraggiungibile. Che lo ama perché i loro occhi si sono incontrati in mezzo a milioni di stelle. Che lo ama perché è il suo primo amore.


Di me diranno che ho ucciso un angelo
Gisella Laterza



Giudizio: 😊

sabato 15 marzo 2014

Perle dai film - Romeo + Giulietta



"Io desidero quello che possiedo; il mio cuore, come il mare, non ha limiti e il mio amore è profondo quanto il mare: più a te ne concedo più ne possiedo, perché l'uno e l'altro sono infiniti."


video


Dalle mie labbra, le tue labbra hanno tolto il peccato.

E le mie lo hanno avuto dalle tue?

Lo hai avuto dalle mie labbra? Che incoraggiamento soave.. allora rendimi il mio peccato.

Baci come un Dio...


Romeo + Giulietta
Film drammatico

In questa scena:
Leonardo Di Caprio (Romeo Montecchi)
Claire Danes (Giulietta Capuleti)


Colonna sonora





venerdì 14 marzo 2014

Perle dai libri #32


Alina girò la testa in direzione della voce.
- A che scopo?
Non osava formulare la domanda che in realtà aveva in mente: Perché ti ha tenuta qui tutto questo tempo? Le altre vittime le ha rapite, seviziate e lasciate nel giro di pochi giorni.
- Non ne ho idea. Ama i miei occhi.
Non capisco, pensò Alina. Ma forse non c'è proprio niente che una mente sana come la mia possa capire.
- Viene di continuo a guardarli. Dice di volerli conservare per qualcosa di davvero speciale.
Morboso. Semplicemente morboso.
In passato aveva sempre riso degli psicothriller che piacevano tanto a John e nei quali di solito c'era una spiegazione razionale al male apparentemente incomprensibile. Per qualche motivo, gli esseri umani fanno meno fatica ad accettare l'esistenza fra loro di un pedofilo se si scopre un trauma, che ad ammettere la pura e semplice malvagità naturale di certi soggetti abietti. Non ci si vuole rendere conto che in alcuni la voglia di seviziare ed uccidere è innata come il colore degli occhi o il fatto di usare la mano destra.
Gli esseri umani cercano sempre l'interazione fra causa ed effetto, anche quando sono in ballo il destino o le malattie. Trombosi? Bè, certo, se uno non fa mai sport. Stupro? Prima o poi doveva accadere, visto come si concia. Rapita e legata sul tavolo operatorio di un oculista psicopatico? Chiaro, ama i tuoi occhi.



Il cacciatore di occhi
Sebastian Fitzek




Giudizio: 😊💚

mercoledì 12 marzo 2014

Konoha.. qualche scatto.



Ha quasi un anno ma ancora quel visino piccolino e dolce
da cucciolotta. Beh, proporzionato poiché non ha questa
gran stazza. E' piccoletta e tanto tanto pestifera affettuosa!

Cerca la mia compagnia tutte le volte che può.
Anche se  nella foto non si nota, è distesa sul tappeto
in bagno ed aspetta pazientemente - e mezzo assonnata! -
che io esca dalla doccia.  ^_^  Se commetto il fatale
errore di chiudermi in bagno prima che lei si sia infilata,
gratta la porta per tuuuuuutto il tempo!
Ho già detto che è pestifera affettuosa?
 
Assonnatissima!
In effetti dormiva ma quando ho scattato la foto, porella..
si è svegliata di botto e l'espressione non è delle più
intelligenti ^^'' colpa mia che l'ho svegliata.

Cinque minuti dopo era più vispa.
Il plaid di cui sembra unica proprietaria, in origine, era
di mia esclusiva proprietà. Tipo Linus con la copertina,
avete presente? Ecco. Solo che adesso ce la contendiamo
io e Konoha, finendo, inevitabilmente, per condividerla.


Questa fotina è datata 12-03, scattata poche ore fa. La dormigliona ha
rinunciato alla copertina perché le temperature sono decisamente
primaverili. Questo inverno è stato breve e neanche tanto freddo,
tuttavia, da quando c'è più calduccio sto anche meglio.

Ultima fotina.
E' così tenerona quando dorme. Ogni volta che la guardo dormire
poi finisco per spupazzarla e... non tutte le volte apprezza. ^^''

giovedì 6 marzo 2014

Me


Il dolore per la perdita di una persona che si ama non svanisce mai.
Io non lo sapevo. Mi immedesimavo nel dolore degli altri illudendomi di capire cosa provavano, ma in realtà non lo sapevo. Sì, avevo perso i miei nonni e mi mancavano. Mi mancano sempre perché li amo, ma ciò che provo adesso è un dolore diverso.
Ho sempre sentito dire che il tempo, soltanto lui come unico alleato, può mitigare il dolore. Ebbene, adesso mi chiedo, in quale misura, in termini di tempo, quest'ultimo svolge la funzione che tanto speranzosamente e ottimisticamente gli si attribuisce?
Mesi?
Anni?
Quando accade?
La mia risposta è: Mai.
Per me il tempo si è fermato. E' diventato la prigione del mio dolore. Così realizzo che è una bugia. La dolce bugia in cui si vuole trovare rifugio nell'attesa che arrivi quel momento in cui ci accorgiamo che si è interiorizzato, il dolore. Fino a rassegnarci e ad accettare che è diventato parte integrante della nostra vita.
Una convivenza stabile. Una seconda pelle. Il compagno fedele di ogni nostro passo. L'ombra che ci segue, da cui non ci si può separare. Presente e impossibile da ignorare.
Ma, in fondo, come potrebbe essere diversamente?
Il dolore è l'eco dell'amore che proviamo. Il primo si nutre del secondo. E fintanto che è vivo l'amore, inevitabilmente, arderà la fiammella del dolore.
Il mio, bastardo, ha imparato a celarsi. E viene fuori quando sono più impreparata, più vulnerabile, più scoperta. Tra le parole di una canzone canticchiata distrattamente. Si mescola ad una risata spontanea. Si insinua tra le pagine di un libro.
In un ricordo e nella dolce nostalgia che lo accompagna.
Sembra vago. Sembra distante. Sembra passata ma non è passata. E' lì, che arde sotto la cenere. E' lì, dove rimarrarà per sempre, che io mi fermi oppure no. Che io sorrida oppure pianga. Che ci pensi o meno.
So che è così. So che vado avanti. So che dovrei avere mille ragioni per farlo ma.. intanto,  a volte, mi sento così .... terribilmente stanca.
Voglio dormire.


"Il tempo guarisce ogni male."
"No, fa invecchiare e basta."


martedì 4 marzo 2014

Perle dai libri #31


«Preferirei essere come te, Michele» proseguì Cesare, con amarezza «tu puoi confortarti nel ricordo di tuo padre, portare con orgoglio il suo nome senza che nessuno osi metterlo in dubbio.»
«Sarei più felice se mio padre fosse vivo e io non potessi portare il suo nome» lo corresse l'altro, rabbuiandosi un poco «e comunque tu porti il nome di tuo padre, tu sei un Borgia, nessuno oserebbe mai metterlo in dubbio. Il resto sono solo inerzie» fece un gesto vago con la mano, come se gettasse sabbia al vento. Cesare lo guardò dal basso in alto, dubbioso.
«Tu farai grandi cose» riprese Michele, infervorandosi «e non solo perché sei figlio di tuo padre. Sei il migliore tra tutti noi, potrai essere qualsiasi cosa vorrai essere, qualsiasi cosa, Cesare. Tuo padre ti garantirà appoggio, lo sa quanto e più di me dunque non crucciarti, amico mio» concluse dandogli un leggero pugno sulla spalla «per te si tratta di decidere cosa vuoi diventare. Il resto sarà solo questione di tempo.»
Si era rialzato, Cesare Borgia, il volto in ombra illuminato da un breve sorriso.
«E sia come dici, Michele Corella, tu che con le parole convinceresti il diavolo a consegnarti le chiavi dell'inferno. Io sarò tutto ciò che vorrò essere, e tu» gli puntò il dito contro, affondandoglielo nel petto «tu sarai con me, al mio fianco, in terra, in cielo o ovunque i miei passi mi porteranno.»


Corella - L'ombra del Borgia
Federica Soprani




Giudizio: 😊💓

lunedì 3 marzo 2014

Perle dai film - The Beach


"..ed io? Io credo ancora nel paradiso, ma almeno adesso
so che non è un posto da cercare fuori. Perché non è dove vai,
lo trovi dentro, quando senti
per un momento di far parte di qualcosa.
E se lo trovi, quel momento, dura per sempre.."



video

Non vedevo l'ora di godermi un po' d'aria condizionata e una birra gelata ma appena
arrivati a Ko Phangan già non vedevo l'ora di tornarmene indietro.
Ho capito subito, con una chiarezza accecante, perché eravamo così speciali, perché
dovevamo mantenere il segreto.
Perché se non lo avessimo fatto, prima o poi quel segreto si sarebbe
trasformato in tutto questo.
Cancri. Fottuti parassiti. Segaioli ambulanti.
Un ciccione palla di lardo si sta pappando questa palla di mondo.


The Beach
Film drammatico

In questa scena:
Leonardo Di Caprio (Richard)


Colonna sonora