giovedì 30 luglio 2015

Perle dai libri #77


Il posto risultò essere la statua di Alice nel paese delle meraviglie a Central Park, che come Amy mi aveva raccontato - me l'aveva detto, era sicura di avermelo ripetuto molte volte - da bambina non mancava mai di infonderle allegria. Non ricordavo che me ne avesse parlato. Sono sincero, non lo ricordavo affatto. Soffro di un leggero deficit dell'attenzione, e ho sempre trovato mia moglie abbacinante, nel senso letterale del termine: la sua intensità e la sua brillantezza mi confondono la vista, annebbiano le mie facoltà. Mi bastava esserle vicino e sentirla parlare, non  sempre badavo a quel che diceva. Avrei dovuto, però non ci riuscivo.
Ora della fine della giornata e dello scambio dei regali veri e propri - che la tradizione impone siano fatti di carta allo scadere del primo anno di matrimonio - Amy non mi parlava più.
«Ti amo, Amy, lo sai che ti amo» le ripetevo, seguendola tra i turisti piantati in mezzo al marciapiede, ignari e con l'espressione imbambolata. Amy scivolava tra la folla di Central Park destreggiandosi tra maratoneti dagli occhi laser e pattinatori dalle gambe a forbice, genitori in ginocchio e bimbetti che barcollavano come ubriachi, sempre avanti a me, a labbra strette e a passo svelto, senza meta. Io cercavo di raggiungerla, di prenderla per il braccio. Alla fine si fermò e mi ascoltò impassibile, la sua espressione vuota un metaforico dito nella piaga della mia esasperazione: «Amy, non capisco perché per dimostrarti il mio amore dovrei ricordare le stesse identiche cose che ricordi tu, nello stesso modo in cui le ricordi tu. Il fatto che io non ci riesca non significa che io non ami il nostro passato insieme».
Un clown poco lontano gonfiava un palloncino a forma di animale, un uomo comprava una rosa, un bambino leccava un cono gelato, e intanto un'autentica tradizione nasceva, nostra soltanto e destinata a durare per sempre: Amy che strafaceva e io che non ero mai, mai all'altezza dei suoi sforzi. Buon anniversario, stronzo.



L'amore bugiardo

Gillian Flynn





Giudizio: 😊

mercoledì 29 luglio 2015

Naruto

Oh.. finalmente sono riuscita a recuperare le foto dai vari dispositivi (alcuni per altro non miei!!! XD ) con cui le avevo  scattare e posso presentarvi la mia adorabile new entry!




Naruto

Si chiama Naruto :) È nato il 24 maggio ma io l'ho adottato che non aveva ancora compiuto un mese. Era piccoliiiissimo. Come nella foto, insomma. Purtroppo non ho potuto fare altrimenti poiché la famiglia della mamma di Naruto doveva rimpatriare e la cucciolata (4 micini stupendi <3) andava affidata prima della partenza. I primi tempi è stata un po' dura. Un po' come avere un neonato da accudire e crescere. Ci sono state le poppate notturne (letteralmente! Con latte in polvere e biberon), pipì a caso nei posti più impensati e nanna su un cuscino, rigorosamente sul lettone con me ^^
Ma è durato poco. Il piccoletto tutto pappa e nanna è cresciuto a vista d'occhio. Quando l'ho portato a casa pesava poco meno di 500 gr. Oggi kg 1,130. Ed è un peperino!!! Ve ne racconto solo una di marachella: una mattina che era particolarmente energico, ha preso la rincorsa, è balzato scompostamente sulla sedia, ha cercato di fare lo stesso con il tavolo ma non gli è andata altrettanto bene. Con le zampine ha centrato la tazza del latte di soia ancora in attesa di essere riposta e ha rovesciato il liquido rimasto tutto su di sé e sul pavimento. Spaventato, è corso via come una furia, scrollandosi di dosso la sostanza fastidiosa. Potete immaginare il risultato! ^^"








L'unica, vera difficoltà è stata rassicurare la Regina della casa. Konoha non era mica altrettanto felice ed entusiasta dell'arrivo della bellissima pallina di pelo che, ai suoi occhi, era un intruso usurpatore arrivato dal nulla a prendersi spazio e coccole destinate solo a lei. Beh...dal suo punto di vista è dura darle torto. I primi giorni era furiosa. Arrabbiata in particolar modo con me. Mi cercava più di quanto facesse prima e, al contempo, non gradiva neppure che la sfiorassi. Ci è voluta tanta attenzione e pazienza. Ogni occasione era buona per dispensare zampate a Naruto che si limitava a fissarla con lo sguardo spaurito e l'espressione accondiscendente di chi pensa: Povera isterica.



Ora la situazione è migliorata e i miei due micini riescono a stare anche vicini. Naruto ha meno timore. Per Konoha è subentrata la famosa rassegnazione. Certo, ogni tanto una zampata o una soffiata minacciosa ci scappa sempre, eh. Ma, ogni tanto, giocano pure è, comunque, convivono abbastanza bene. ^.^



Belliccccimi, vero? <3
La Dillina, insieme a Konoha e Naruto, vi saluta e vi dà appuntamento al prossimo aggiornamento.
Au revoir!