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Visualizzazione dei post con l'etichetta Jo Nesbø

Perle dai libri #100

La renna si stava strofinando i palchi contro uno spigolo del capanno. Non avrebbe avuto il coraggio di avvicinarsi tanto se all'interno ci fosse stato qualcuno. Comunque scesi dal ruscello e seguii il suo corso camminando ricurvo fino al punto in cui avevo nascosto la carabina. Sollevai le pietre, srotolai la carta catramata e presi l'arma, controllai che fosse carica e mi affrettai  verso il capanno. La renna non si mosse e fiutò interessata dalla mia parte. Chissà cosa sentiva. Entrai. C'era stato qualcuno. C'era stato Johnny. Mi guardai intorno. Notai pochissimi cambiamenti. Lo sportello del pensile, che chiudevo sempre bene per via dei topi, era accostato. La borsa di pelle vuota spuntava da sotto il letto, e la maniglia della porta aveva il lato interno coperto di cenere. Tirai l'asse accanto al pensile e infilai il braccio. Feci un sospiro di sollievo quando sentii la pistola e il marsupio. Mi sedetti su una sedia sforzandomi di capire che cosa aves...

Perle dai libri #93

Quando lui estrasse la pistola, Giorgi e suo padre rimasero come paralizzati. La puntò dritta sopra il tavolo e sparò. L’esplosione fu breve e secca. Il corpo del padre di Giorgi sobbalzò, e le gambe della sua sedia raschiarono il pavimento. Il padre di Giorgi chinò la testa e fissò il buco nel tovagliolo  che pendeva dal suo petto. Poi il tovagliolo fu aspirato dal suo petto, mentre il sangue si allargava come un fiore rosso su un pezzo di stoffa bianco. «Guardami» disse lui a voce alta, e il padre di Giorgi automaticamente alzò la testa. Il secondo colpo fece un piccolo buco nero in mezzo alla fronte, poi la testa cadde in avanti e sbatté sulla palacinka con un suono smorzato. Lui si girò verso Giorgi che lo fissava con gli occhi spalancati e la bocca aperta. Una riga rossa gli correva lungo la guancia. Gli ci volle un secondo prima di capire che era la marmellata della palacinka schizzata dal piatto del padre. Rimise la pistola in tasca e si alzò. «Devi ...

Perle dai libri #63

All’una e cinque, Bjarne Møller, Tom Waaler, Beate Lønn e Ståle Aune erano seduti su sedie prese in prestito, silenziosi come topi nell’ufficio che Harry e Halvorsen condividevano. Harry era sul bordo della scrivania. «E’ un codice» disse Harry. «Un vecchio e semplice codice. Un comune denominatore che avremmo dovuto vedere da tempo. Era più che ovvio. Un codice, una cifra.» Tutti i presenti lo fissarono. «Cinque» disse Harry. « Cinque?» «La cifra è cinque.» Harry guardo i quattro volti pieni di attesa. Allora successe quello che – sempre più spesso – gli succedeva dopo un lungo periodo i bevute. Senza alcun preavviso la terra sparì da sotto i suoi piedi. Ebbe la sensazione di cadere e la realtà si girò su se stessa. I quattro seduti davanti a lui nel suo ufficio non erano colleghi, non esistevano casi di omicidio, non era una bella giornata d’estate a Oslo, due persone di nome Rakel e Oleg non erano mai esistite. Poi la terra tornò sotto i suoi piedi. Ma Harry sapeva...

Perle dai libri #57

Le urla di Halvorsen fecero alzare in volo due gabbiani che si diressero verso il fiordo. Halvorsen alzò la mano ed iniziò a contare sulle dita. «Non abbiamo il permesso per la perquisizione di quella casa, non abbiamo alcuna prova che possa farcelo avere, non abbiamo niente. Ma la cosa più importante di tutte è che - noi - o meglio io  - non siamo in possesso di tutti i fatti. Perché tu non mi hai raccontato tutto, non è  così, Harry?» «Perché?» «Semplice. Le tue motivazioni non sono sufficienti. Il fatto che tu abbia conosciuto quella donna non è un motivo sufficiente perché, improvvisamente, tu voglia infrangere tutte le regole entrando illegalmente in una casa e mettendo così a rischio il tuo posto di lavoro. E il mio. So che puoi essere un po' pazzo, Harry, ma so anche che non sei un idiota.» Harry fissò la sigaretta che galleggiava nella pozzanghera. «Da quanto tempo ci conosciamo, Halvorsen?» «Da quasi due anni.» «Ti ho mai mentito durante questo period...

Perle dai libri #53

Harry era così stupito del lungo monologo di Libie che si dimenticò di ridere. I canguri che attraversano la carreggiata sono un problema ben noto del traffico in Australia, e chiunque si sia avventurato fuori città ha visto le carcasse di questi animali lungo il ciglio delle strade. Il cameriere arrivò e mise il drink davanti a Harry. Libie guardò il bicchiere. - L'altro ieri ho visto una ragazza così dolce che mi è venuta voglia di farle una carezza sulla guancia e dirle qualcosa di carino. Avrà avuto sui ventidue anni, indossava un vestito azzurro e aveva le gambe nude. Aber , era morta. Come ben sai, era bionda, era stata stuprata e aveva il collo pieno di lividi per lo strangolamento «E stanotte ho sognato che i cadaveri di quelle ragazze inutilmente giovani e belle riempivano i fossi stradali dell'Australia, da Sidney a Cairns, da Adelaide a Perth, da Darwin a Melbourne. E tutto per un unico motivo: avevamo chiuso gli occhi perché non ce la facevamo a sopportare l...

Perle dai libri #48

«Okay. Come ti è sembrato quando ha risposto alle tue domande?» «Che cosa vuoi dire?» «Hai creduto a quello che ti ha detto?» «Sì, no..» «Non avere paura, Halvorsen. Dimmi soltanto quali sensazioni hai avuto, ti prometto che non saranno usate contro di te.» Halvorsen abbassò lo sguardo sul tavolo e indicò il menu delle pizze. «Se Mosken ha mentito, allora devo ammettere che lo ha fatto molto bene.» Harry sospirò. «Fai in modo che Mosken sia sorvegliato. Voglio che due uomini sorveglino il suo appartamento, giorno e notte.» Halvorsen annuì, prese il cellulare e compose il numero. Harry udì il suono della voce di Møller mentre continuava a tenere d'occhio il neonazista seduto in fondo al locale. O come amavano farsi chiamare. Nazionalsocialisti. Nazionaldemocratici. Poco tempo prima era riuscito a mettere le mani su una tesi universitaria che era arrivata alla conclusione che in Norvegia esistevano 57 gruppi di neonazisti. Un cameriere portò la pizza ordinata d...