Lui sollevò pigro una di quelle sue braccia muscolose e si passò una mano tra i capelli lunghi. Pareva il ritratto vivente di un uomo rilassato e senza alcuna preoccupazione. «Oh, bentornata», la salutò con una certa soddisfazione, notando il suo volto costernato. «Hai fatto acquisti?», gli chiese, indicando lo schermo gigante appeso alla sua parete. «Bello, vero?», osservò con un sorriso a trentadue denti. Cercò di nascondere tutto l’orgoglio che provava per averle giocato un simile tiro mancino, ma fallì miseramente. Sara alzò gli occhi al cielo. «Mi vuoi spiegare perché ti ostini a spendere soldi che sostieni non bastarti mai per sciocchezze come un televisore nuovo? In casa mia?», domandò alzando la voce. Si considerava una donna ragionevole, ma la convivenza forzata e i suoi assurdi giochetti stavano iniziando a logorarla. E non poco. Ethan non fece caso alla sua rabbia e si mise seduto per farle posto sul divano. Lei rimase però in piedi, limitandosi ad appoggiare la...
"Nel mio mondo, le grandi speranze vivevano soltanto fra le pagine di un libro."