Prima che riuscissi a decidermi, Val scese dal letto e andò in bagno con passi felpati. Vidi un breve flash di luce quando la porta si aprì e poi si richiuse. Povera Valerie. Se fossi stata al suo posto, mio padre avrebbe fatto esattamente quello che lei si aspettava dal suo: avrebbe trovato il modo di far sputare sangue a chi mi aveva ferita. Qualche minuto dopo, uscì dal bagno e accese la luce. Si era sciacquata la faccia, i capelli ravviati dietro, e portava la camicia da notte nuova, una semplice tunichetta blu a maniche lunghe. «Ehi» disse, tornando a stendersi. «Siamo gemelle!» Ripescò un cioccolatino abbandonato sul pavimento accanto al letto e lo mangiò. Mentre masticava, pensai a che cosa avrei potuto dire, a come avrei potuto aiutarla. «Mi sei mancata, lo sai» mi uscì alla fine. «Anche se sono stata stronza?» Parlava evitando il mio sguardo, mentre scartava lentamente un altro cioccolatino. «Anche se ho mentito su di te?» «Non erano tutte bugie» ammi...
"Nel mio mondo, le grandi speranze vivevano soltanto fra le pagine di un libro."