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Visualizzazione dei post con l'etichetta Maurizio de Giovanni

Perle dai libri #159

Lei era diversa. Era questa la verità. Diversa negli occhi, diversa nelle mani e nella bocca. Diversa. Non era del loro mondo, anche se era nata lì come lui, anche se aveva respirato la stessa aria e mangiato lo stesso pane, anche se quando veniva la festa metteva l'abito bello e si attaccava al suo braccio e lui si credeva il re del mondo. Lei era diversa. Quando gli aveva detto, proprio lì, mentre guardavano salpare un piroscafo, che sarebbe andata via, ma via da lui, lui era morto. Aveva sentito il sangue fermarsi, e se non aveva parlato, se non aveva urlato la propria disperazione, era perché non voleva tagliare il filo che li teneva legati. Perché l'amore, pensò, guardando una donna prendere in braccio il figlioletto che non ce la faceva a salire da solo, è un germe. Una malattia che nasce da un seme minuscolo e si annida in un punto preciso. In fondo al cuore. In fondo al tuo cuore - Inferno per il commissario Ricciardi Maurizio de Giovanni Giud...

Perle dai libri #132

La domenica, se è bella, è bellissima. Soprattutto in primavera, quando il tempo ha oramai preso la sua decisione e si è disposto ad aspettare la stagione calda con impegno, senza però rinunciare all'aria frizzante. E se è bellissima, la domenica, nei pochi quartieri che hanno puntato alla discrezione invece che al trionfo di cemento e vetro, che hanno trovato un'armonia tra abitazioni confortevoli e panorama mozzafiato, allora c'è da rimanere a bocca aperta. Si sente l'odore dei pini, si vedono i fiori, le siepi regolari sono mura verdi e profumate, e antiche palazzine si nascondono sotto rampicanti, quasi si vergognassero di esistere in mezzo a tutta quella vegetazione. Lojacono e Romano erano troppo presi dal loro incarico per sentirsi fuori posto, ma a vederli da una delle terrazze, celate da alti cedri ornamentali, sarebbero parsi una macchia incongrua nei viali sorvegliati dalle telecamere e dai custodi nelle guardiole. Incrociarono il solito tizio che por...

Perle dai libri #86

Ottavia lo guardò con un filo di preoccupazione. - Quindi? - Farebbe comodo a tanti se dichiarassimo che non siamo all'altezza, così quelli che vogliono mettersi in mostra potrebbero finalmente sorridere alle telecamere. L'idea è che tutti si sentirebbero rassicurati se a occuparsi del caso fossero gli investigatori veri , quelli bravi  e competenti , invece dei Bastardi di Pizzofalcone. Aragona spalancò gli occhi: - Hanno detto così, capo? - Non in modo esplicito. Ma facevano i premurosi: Palma, sei sicuro che ce la fate? Palma, non ti preoccupare, ce la vediamo noi. Palma, nessuno ti potrà rimproverare, stai tranquillo, in fondo, con le risorse che ti sono state date... L'imitazione del tono sussiegoso e fintamente confidenziale del questore strappò un sorriso generale, nonostante l'inquietudine che regnava fra i presenti. Il marchio. Quando sarebbero riusciti a cancellarlo? - E tu che hai risposto? - domandò Pisanelli. - E che dovevo rispondere? Li ...

Perle dai libri #74

La mattina dopo perfino Aragona aveva l'aria stropicciata. Si lasciò cadere sulla sedia: - Ragazzi, mi sono svegliato ogni due ore. 'Sto fatto del bambino mi ha proprio colpito assai; e sapete che cosa, soprattutto? La sua faccia quando ha fissato la telecamera. Pareva che sapesse che noi, poi, l'avremmo guardato. Io so' troppo sensibile per fare questo mestiere, secondo me.. Oh, ma ci sono novità? Romano, che stava in piedi vicino alla finestra con un bicchiere di plastica in mano, scosse il capo: - Niente. Ha telefonato la madre alle sette e mezzo; ha risposto Ottavia, la ha solo detto che fino a quell'ora non c'erano state notizie. Alex si stava versando il caffè: - Pare che poi l'abbia avvertito, il padre del bambino. L'ha chiamato stanotte e gli ha detto solo che è scomparso. E stamattina informava anche il nonno, appena si faceva un'ora più possibile perché non gli pigliasse un colpo. Così ha detto. Aragona sospirò: - Alle sette...

Perle dai libri #72

Eleonora cammina lungo il muro, e nessuno la vede. Stringe in mano un foglio accartocciato, e sta piangendo. Non singhiozza, il viso non è stravolto; ma le lacrime scendono da sole lungo le guance. Quelli che la incrociano voltano lo sguardo altrove, imbarazzati. Le lacrime fanno paura. Il sole la ferisce a intervalli, lo stomaco si stringe in uno spasmo. Eleonora si ferma in un angolo e cerca di dominare il conato. Incinta, pensa. C'è scritto qui. Sono incinta. Per forza, mi viene da vomitare. Ma sa che non è per la gravidanza che si sente il cuore impazzire nel petto, Eleonora. E' che non sa lui come reagirà. Lo ama, lo ama disperatamente. E' l'uomo che ha aspettato tanto, quello che sognava in silenzio mentre le sue amiche si descrivevano le prestazioni dei fidanzati, il principe che tra tante ha voluto sorridere proprio a lei. L'uomo da ostentare davanti a tutti, al cui braccio sentirsi donna completa, appagata. L'uomo che vuole, per tutta la...

Perle dai libri #64

Buio. Niente rumore. Il vento, fuori, scuoteva le tapparelle cercando di entrare. Romano, nell'oscurità dell'ingresso, ascoltò pensando che anche se ti metti fermo, al buio, le case cambiano rumore; ora c'era lui, ma prima non c'era nessuno. Nessuno. Quella casa era vuota. L'utente da lei desiderato non è raggiungibile. Tirò un profondo respiro e accese la luce. Niente pareva cambiato. Tutto come al solito, i soprammobili, l'attaccapanni, il tappeto. Tutto uguale. Niente odore di cena, però. Niente sottofondo di televisore acceso. Niente rumore di stoviglie. Niente bacio. Tolse il soprabito, lo appese. Gli sembrava di muoversi sott'acqua, i gesti lenti, misurati. Poteva sentire il cuore pulsargli forte in gola, nelle orecchie, con un frastuono insopportabile. La sala. Come supponeva, la tavola non era apparecchiata; nessuna traccia d'amore, né nell'aria né altrove. O meglio, qualcosa c'era: proprio quello che aveva immaginato per tutto il...