Lasciò altri graffi sulla parete - quanto sarebbe piaciuta questa cosa a Sam - e si voltò di scatto sul fianco. Dopodiché il suo corpo compì la magia. La pelle ribollì e si tese, l'affilata bocca di lupo si spalancò per il dolore. Cole rotolò sulla schiena, affannato. Restò sul pavimento nelle sue sembianze umane come una balena spiaggiata; sulle braccia spalancate si notavano i ricordi rosa di vecchie ferite. Poi riaprì gli occhi e mi guardò. Avvertii un groppo allo stomaco. Cole aveva ritrovato il viso di sempre, eppure i suoi occhi erano ancora animali, assorti in pensieri lupini. Alla fine strizzò le palpebre, e dal modo in cui atteggiò le sopracciglia capii che era tornato a vedere. «Bel trucchetto, eh?» disse con la voce un po' roca. «Ho visto di meglio» risposi con disinvoltura. «Che fai?» Cole non si mosse; si limitò ad aprire i pugni e allargare le dita. «Esperimenti scientifici. La cavia sono io. Una storia lunga ma avvincente.» «Sei ubriaco?» «Può ...
"Nel mio mondo, le grandi speranze vivevano soltanto fra le pagine di un libro."