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Visualizzazione dei post con l'etichetta Maggie Stiefvater

Perle dai libri #85

Lasciò altri graffi sulla parete - quanto sarebbe piaciuta questa cosa a Sam - e si voltò di scatto sul fianco. Dopodiché il suo corpo compì la magia. La pelle ribollì e si tese, l'affilata bocca di lupo si spalancò per il dolore. Cole rotolò sulla schiena, affannato. Restò sul pavimento nelle sue sembianze umane come una balena spiaggiata; sulle braccia spalancate si notavano i ricordi rosa di vecchie ferite. Poi riaprì gli occhi e mi guardò. Avvertii un groppo allo stomaco. Cole aveva ritrovato il viso di sempre, eppure i suoi occhi erano ancora animali, assorti in pensieri lupini. Alla fine strizzò le palpebre, e dal modo in cui atteggiò le sopracciglia capii che era tornato a vedere. «Bel trucchetto, eh?» disse con la voce un po' roca. «Ho visto di meglio» risposi con disinvoltura. «Che fai?» Cole non si mosse; si limitò ad aprire i pugni e allargare le dita. «Esperimenti scientifici. La cavia sono io. Una storia lunga ma avvincente.» «Sei ubriaco?» «Può ...

Perle dai libri #82

Calla si sistemò, attorcigliando la seta attorno all'altra coscia. «Chi è Ronan? Quello carino?» Blue e Gansey si scambiarono uno sguardo. Quello di Blue diceva: Mi dispiace così tanto. Quello di Gansey: Sono io quello carino? Calla continuò a girare quasi impercettibilmente. Mentre volteggiava in aria diventava sempre più evidente che non fosse la donna più magra del pianeta, ma aveva gli addominali che wow. «Maglietta Coca-Cola?» Intendeva Adam. Indossava una maglietta rossa della Coca-Cola alla prima lettura, e sarebbe sempre stato identificato di conseguenza. Ronan ringhiò piano: «Il serpente». La rotazione di Calla terminò proprio nel momento in cui lo disse. Si guardarono a lungo, lui in piedi, lei al contrario. Motosega, sulla spalla di Ronan, girava la testa per vedere meglio. Non c'era nulla di amichevole in Ronan: la sua meravigliosa bocca disegnava una linea crudele, il tatuaggio spettrale spuntava dal collo della maglietta nera e aveva il corvo premuto ...

Perle dai libri #65

Era una nuvolosa giornata di primavera che faceva pensare all'autunno, freddo e umido e grigio. Mentre aspettavano, Ronan decise di prendersi la responsabilità di insegnare ad Adam a guidare con il cambio manuale. Per un po' tutto parve andare bene, poiché la BMW aveva la frizione morbida, Ronan era conciso e puntuale nel dare istruzioni, e Adam era uno che imparava in fretta, dato che non aveva un ego troppo sviluppato che potesse essergli di intralcio. In un punto preciso di fianco all'edificio, Gansey e Noah si erano riuniti per guardare Adam che girava sempre più veloce nel parcheggio. Ogni tanto le loro urla filtravano dal finestrino aperto della BMW. E a un certo punto (doveva succedere, prima o poi) il motore si spense. Era una bestia magnifica, anche quando si fermò, con un sacco di rumore e spasmi che ne preannunciavano morte. Dal sedile del passeggero Ronan iniziò a insultare Adam. Un'infilata confusa di parolacce, tutti i possibili termini proibiti, sp...

Perle dai libri #61

La guardavo, come avevo sempre fatto. I pensieri erano scivolosi e sfuggenti, piste lievi nel vento ghiacciato, troppo lontani perché riuscissi ad afferrarli. Rimase seduta vicina all'altalena, appena fuori dal bosco, rannicchiata su se stessa, fino a quando il freddo non la fece tremare, e ancora non si mosse. A lungo non seppi che cosa stava facendo. La guardavo. Una parte di me voleva andare da lei, ma l'istinto mi dissuadeva. Il desiderio accese un pensiero, che a sua volta accese il ricordo del bosco dorato, giorni che mi fluttuavano attorno e che cadevano, giorni che giacevano immobili e accartocciati a terra. Ma in quel momento capii che cosa faceva lì, ripiegata su se stessa, scossa dal freddo brutale. Stava aspettando, aspettava che il freddo le facesse venire gli spasmi e la trasformasse. Forse quel profumo sconosciuto che emanava da lei era speranza. Aspettava di cambiare, io aspettavo di cambiare, ed entrambi volevamo ciò che non potevamo avere. Alla fi...